La Clemenza di Tito a Madrid


di Alberto Bosco foto © Xavier del Real


C’è forse chi pensa ancora che la Clemenza di Tito sia un’opera minore di Mozart, scritta in fretta e furia e di malavoglia, solo per venire incontro a una commissione imperiale che prevedeva uno spettacolo lontano ormai dal gusto del compositore. Più la si ascolta in teatro e più si deve riconoscere, invece, che Mozart non scrisse mai niente senza calarsi appieno nel compito che gli era richiesto, spesso trascendendo i limiti dell’assunto, come è per esempio il caso dei pezzi per organo meccanico che scrisse in quello stesso periodo. La Clemenza di Tito è certo un’opera seria, un genere antiquato, ma la musica di Mozart, grazie anche ad alcuni ammodernamenti approntati al libretto di Metastasio, riesce a delineare una drammaturgìa molto chiara ed efficace, con una sobrietà di mezzi espressivi e una sicurezza che tradiscono la mano del compositore maturo.



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L'autore: Alberto Bosco

Alberto Bosco si è formato a Torino, completando all’Università e al Conservatorio gli studi di composizione, pianoforte e storia della musica. Addottoratosi in letterature e culture comparate, ha ricevuto borse di studio e di ricerca da istituzioni quali il Ministero degli esteri spagnolo, l’Università di Torino, la Commissione Fulbright, la Fondazione Paul Sacher di Basilea e l’Accademia Nazionale dei Lincei. Grazie al sostegno di quest'ultima, ha ricostruito l’epistolario di Massimo Mila e Fedele d’Amico che è in corso di pubblicazione. Attualmente insegna a Madrid, nelle sedi distaccate dell’Università di Saint Louis e Stanford. Collabora regolarmente con riviste specializzate, società di concerti ed enti lirici, in particolare con l'Unione Musicale e il Teatro Regio di Torino, con il Teatro alla Scala di Milano, il Giornale della Musica e dall'aprile 2016 con Il Corriere Musicale.

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