Islanda, Dark Music Days 2017


di Gianluigi Mattietti


LHarpa, il nuovo, avveniristico auditorium di Reykjavík, ha ospitato anche quest’inverno i Dark Music Days, una rassegna di musica contemporanea che esplora le tendenze più radicali, iconoclaste, tipiche delle giovani generazioni, con istallazioni e soluzioni molto sperimentali. Ma tra i cinquanta lavori presentati c’erano anche concerti tradizionali e retrospettive dedicate ad alcune figure storiche della musica islandese del XX secolo. L’ottimo coro da camera Hljómeyki, ha reso omaggio a Emil Thoroddsen (1898-1944), compositore formatosi in Danimarca e in Germania, attivo anche come critico musicale e come pittore, e celebre per le sue trascrizioni di numerosi canti tradizionali islandesi. All’esecuzione di molti di queste rielaborazioni corali, che suscitavano grande emozione nel pubblico, si sono alternati dei lavori di Hugi Guðmundsson (1977), pezzi dal carattere misterioso, pieni di interessanti soluzioni armoniche, ispirati ad alcuni dipinti di Thoroddsen. L’Orchestra Sinfonica Islandese, diretta da Petri Sakari, ha celebrato un decano dei compositori islandesi come Atli Heimir Sveinsson, con l’esecuzione di Doloroso (1998) una trenodia dal carattere lirico e avvolgente, dominata dal melos del primo violino, e da richiami agli inni funebri islandesi, composta per la morte prematura della first lady nel 1998.



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L'autore: Gianluigi Mattietti

Docente di Storia della musica all'Università di Cagliari, autore di saggi e studi sulla musica del Novecento e contemporanea, collabora come critico musicale con le riviste Amadeus, The Classic Voice, Musica, Il Giornale della Musica, Golem informazione, Il Corriere Musicale.

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