Lukas Geniušas tra Prokof’ev, Schumann e Grieg


di Luca Chierici foto © Irina Polyarnaya


Per il suo nuovo recital alla Società dei Concerti, tenutosi la scorsa settimana, il ventiseienne Lukas Geniušas ha voluto onorare il 125mo anniversario della nascita di Sergei Prokof’ev includendo le Sonate n. 5 (nella versione riveduta dal compositore e pubblicata postuma nel 1955) e n. 2 al termine di un programma ben congegnato che nella prima parte esplorava l’universo schumanniano del Carnevale di Vienna e si rivolgeva poi a una scelta dai Pezzi lirici di Grieg. Le qualità pianistiche e musicali in senso lato di Genusas ci sono oramai note e la perentorietà delle sue proposte, alla pari con il successo riscosso in tutto il mondo, va crescendo di anno in anno. È difficilissimo trovare in un pianista così giovane una maturità simile e un infallibile senso dello stile, sicuramente debitore di un passato glorioso ma rivissuto attraverso una sensibilità personale notevolissima. La lettura del capolavoro di Schumann tanto amato da Richter e da Michelangeli comunicava un entusiasmo incontenibile e Geniušas ha avuto tra le altre cose il merito di sottolineare tutte le bellezze dell’Intermezzo, pagina che spesso viene malamente intesa quando è data in pasto agli allievi del quinto anno di conservatorio.

La scelta delle brevi pagine di Grieg è stata ancor più interessante dal punto di vista dell’impaginazione del programma. Qui i modelli erano certamente Gilels e Richter ma Geniušas ha proposto anche nuove chiavi di lettura e ha ad esempio attaccato il «Giorno di nozze a Troldhaugen» con un impeto del tutto inedito che ha davvero contagiato un pubblico oggi non più abituato all’ascolto di un pezzo caratteristico un tempo molto popolare. Genusas aveva già proposto il Prokof’ev della celeberrima Settima Sonata due anni fa e questa volta ha evocato da par suo le geometrie perfette della Sonata n. 2 e proposto la molto meno nota Sonata n. 5, che era stata scritta dal compositore nel 1924 ma rivista trent’anni più tardi. Una Mazurka di Chopin e un quasi sconosciuto, per noi, Fox-Trot di Desyatnikov ha soddisfatto alla fine le richieste di bis del pubblico.


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L'autore: Luca Chierici

Nato a Milano nel 1954, dopo la maturità classica e gli studi di pianoforte e teoria si è laureato in Fisica. Critico musicale per Popolare Network dal 1978 e per Il Corriere Musicale dal 2012, è autore di numerosi articoli di critica discografica e musicale, di storia della musica e musicologia, programmi di sala e note di lp e cd per importanti riviste di settore e case discografiche. Ha condotto Il terzo anello per Radiotre e ha implementato il data base musicale per Radio Classica. Ha pubblicato per Skira i volumi dedicati a Beethoven, Chopin e Ravel nella collana di Storia della Musica. Ha collaborato alla Guida alla musica sinfonica edita da Zecchini e ha tenuto diversi cicli di lezioni di Storia della musica presso alcuni licei milanesi. Appassionato di tecnologia, ha formato nel corso degli anni una biblioteca digitale di quasi 110.000 spartiti e una collezione di oltre 70000 registrazioni live. Nel 2007-2008 ha collaborato al progetto di digitalizzazione degli spartiti della Biblioteca del Conservatorio di Milano.Dal 2006 collabora alla popolazione del database della Petrucci Library (www.imslp.org).Dal 2014 è membro della Associazione nazionale Critici musicali.

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