Maurizio Pollini a Berlino: Chopin tra furore e malinconia


di Simeone Pozzini foto © Mathias Bothor/DG


TRA LE ALTRE INNUMEREVOLI COSE, bisogna osservare l’uso che Maurizio Pollini fa del pedale sinistro del pianoforte per provare ad analizzare la sua arte. Un’arte  complessa e raffinata che ha come risultato una grandissima naturalezza pianistica e chiarezza musicale. Il pianista milanese, oggi settantacinquenne, è tornato alla Philharmonie di Berlino con un programma dedicato interamente a Chopin: i Notturni op. 27 ed op. 55, le Ballate n. 3 e n. 4, la Sonata n. 3, la Berceuse op. 57, lo Scherzo op. 20. Il concerto dell’altra sera si è svolto in una Philharmonie gremita di persone che hanno salutato il pianista, al termine del concerto, con più di quindici minuti di ovazione, ricambiata da Pollini con l’esecuzione della Prima Ballata come bis.



Prosegui la lettura di questo articolo o guarda il  contenuto multimediale iscrivendoti al Club dei lettori del Corriere Musicale con un abbonamento Rodolfo, Rodrigo o Conte d'Almaviva 


© RIPRODUZIONE RISERVATA

L'autore: Simeone Pozzini

È pianista e critico musicale. È stato tra i fondatori e successivamente direttore artistico del Festival ContemporaneaMente di Lodi. Ha registrato per Stradivarius. Ha fondato e dirige Il Corriere Musicale. È stato tra i collaboratori del canale televisivo Classica in onda su Sky.

Perché non dire la tua? Leggi e accetta la Policy sui commenti