Elektra al San Carlo di Napoli


di Silvia D’Anzelmo


Il sipario del San Carlo si apre sulle geometrie fredde e inospitali della reggia degli àtridi: ieraticità e cemento come moderna cristallizzazione di un antico mito; questa la scelta visiva dello scenografo Anselm Kiefer per l’Elektra di Richard Strauss: un’istallazione che occupa l’intero spazio scenico e rende perfettamente quell’operazione di risemantizzazione e riappropriazione del mito fatta nel 1909 dal compositore e dal drammaturgo Hugo von Hofmannsthal. La rappresentazione si pone in perfetta coerenza concettuale con l’opera sia a livello scenico che nella regìa asciutta ed essenziale di Klaus-Michael Grüber, ripresa da Ellen Hammer. Il teatro partenopeo, quindi, fa una scelta molto accurata nel riproporre un allestimenti di altissimo livello, già vincitore del premio Abbiati nel 2003: uno spettacolo unico, coerente, intenso nato da una lettura trasversale del racconto inteso da scenografo e regista come cristallizzazione di un dolore ancestrale talmente ossessivo da divenire prigione mentale e psichica per la protagonista (ma non solo).



Prosegui la lettura di questo articolo o guarda il  contenuto multimediale iscrivendoti al Club dei lettori del Corriere Musicale con un abbonamento Rodolfo, Rodrigo o Conte d'Almaviva 


© RIPRODUZIONE RISERVATA

L'autore: Silvia D'Anzelmo

Silvia D’Anzelmo, appassionata di musica fin da bambina, studia pianoforte, Teoria e Analisi musicale privatamente. Nel 2014 si laurea in Musicologia presso l’Università di Roma “La Sapienza” con il massimo dei voti e la lode, da quel momento svolge un’intensa attività di divulgazione musicale attraverso lezioni concerto per conto dell’Accademia di Santa Cecilia; collabora con varie istituzioni come la “IUC: Istituzione Universitaria dei Concerti” e il “Fondi Music Festival” per le quali cura le note di sala; inoltre, da circa un anno, si dedica alla scrittura di libretti per CD classici e collabora con vari magazine come “Zero”, “La gazzetta musicale” d’Italia, il “Corriere Musicale” per la presentazione e recensione di spettacoli.

Perché non dire la tua? Leggi e accetta la Policy sui commenti