La Biennale musica di Zagabria


di Gianluigi Mattietti


La Biennale di Zagabria, una delle più importanti e prestigiose rassegne di nuova musica in Europa, ha colpito anche in quest’edizione per la ricchezza e la varietà della sua programmazione: dieci giorni fitti di concerti ben suddivisi tra proposte sperimentali, molto “cool”, dall’approccio teatrale e multidisciplinare (e molto attrattive per il pubblico più giovane), ed altre più istituzionali, legate alla classica formula del concerto (sinfonico o da camera), e con un repertorio di solito più accademico. Sono state riproposte anche alcune formule già collaudate in passato, come il concorso internazionale di composizione, dedicato quest’anno al repertorio per pianoforte e orchestra: il “5-minute piano concerto competition” prevedeva l’esecuzione di dieci pezzi finalisti, eseguiti nella stessa serata, affidati al pianista Filip Fak e alla bacchetta di Aleksandar Kalajdžić, ed è stato vinto dall’italiano Daniele Gasparini (allievo di Aurelio Samorì e di Azio Corghi) con un lavoro intitoalto City of Water. Nei concerti sinfonici si sono potute mettere a confronto le due orchestre top in Croazia: l’Orchestra della Radio-Televisione croata diretta da Pierre-André Valade, e la Zagreb Philharmonic Orchestra diretta da Dian Tchobanov.



Prosegui la lettura di questo articolo o guarda il  contenuto multimediale iscrivendoti al Club dei lettori del Corriere Musicale con un abbonamento Rodolfo, Rodrigo o Conte d'Almaviva 


© RIPRODUZIONE RISERVATA

L'autore: Gianluigi Mattietti

Docente di Storia della musica all'Università di Cagliari, autore di saggi e studi sulla musica del Novecento e contemporanea, collabora come critico musicale con le riviste Amadeus, The Classic Voice, Musica, Il Giornale della Musica, Golem informazione, Il Corriere Musicale.

Perché non dire la tua? Leggi e accetta la Policy sui commenti