I giorni di Witten


di Gianluigi Mattietti


Witten, piccolo centro della Ruhr, quasi ai confini con l’Olanda, ospita dal 1969 un’importante rassegna, i Wittener Tage für neue Kammermusik, che ha tenuto a battesimo numerosi capolavori della musica del nostro tempo e che ha consolidato la propria fama grazie alla collaborazione con la radio del Westdeutschen Rundfunk, e alla guida artistica di Harry Vogt (responsabile per la Nuova Musica della WDR di Colonia). Il programma di quest’anno (edizione numero 49), compresso come al solito in tre giorni fitti di concerti, comprendeva più di 20 prime mondiali e un ampio ritratto dedicato a Nicolaus Huber, decano della musica contemporanea in Germania, nato a Passau nel 1939. Influenzato dalla ricerca vocale di Schnebel, dagli esperimenti mutlimediali di Stockhausen, dall’impegno politico di Nono, ha creato un linguaggio musicale radicale, impregnato di archetipi della musica popolare, interessato all’etimologia dei suoni e dei ritmi, ispirato al concetto dell’imprevedibilità aurale (ascoltare la musica è come «sostare di fronte a un paesaggio che appare sempre lo stesso ma che cambia incessantemente»).



Prosegui la lettura di questo articolo o guarda il  contenuto multimediale iscrivendoti al Club dei lettori del Corriere Musicale con un abbonamento Rodolfo, Rodrigo o Conte d'Almaviva 


© RIPRODUZIONE RISERVATA

L'autore: Gianluigi Mattietti

Docente di Storia della musica all'Università di Cagliari, autore di saggi e studi sulla musica del Novecento e contemporanea, collabora come critico musicale con le riviste Amadeus, The Classic Voice, Musica, Il Giornale della Musica, Golem informazione, Il Corriere Musicale.

Perché non dire la tua? Leggi e accetta la Policy sui commenti