Madrid, l’ambiguo messaggio del Gallo d’oro


di Alberto Bosco foto © Javier del Real


A giudicare da quanto scritto nelle note di sala che accompagnano questa interessante nuova produzione del Gallo d’oro al Teatro Real di Madrid, ci si sarebbe aspettati un allestimento corrosivo e dissacrante, tutto incentrato sugli aspetti satirici del libretto di quella che fu l’ultima opera scritta da Rimskij-Korsakov. Infatti, dalla lettura del programma si apprende che il compositore, traumatizzato e indignato di fronte alla scellerata guerra contro il Giappone e la repressione cruenta dei moti del 1905, avrebbe in quest’opera voltato le spalle al suo passato, rinnegando un’intera carriera dedicata ai temi della Russia zarista e del folclore nazionale, decidendo quindi di mettere in musica una fiaba di Puškin al cui centro è la figura di uno zar incapace e pigro, e di dotarla di una musica grottesca che metterebbe apertamente in ridicolo le formule, gli stili e le convenzioni tipiche dell’opera russa del secolo precedente – Rimskij-Korsakov incluso. Con questa conversione tardiva a un disincantato radicalismo, il vecchio compositore avrebbe scritto un’opera completamente proiettata verso il Novecento e, nel suo formalismo, capace di anticipare il teatro dell’assurdo e le sferzanti provocazioni del teatro di Prokof’ev e di Šostakovič.



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L'autore: Alberto Bosco

Alberto Bosco si è formato a Torino, completando all’Università e al Conservatorio gli studi di composizione, pianoforte e storia della musica. Ha frequentato per periodi prolungati anche l’Università di Vienna, l’Università Complutense di Madrid, il Conservatorio Superiore di Lione, l’Università di Oxford e la Columbia di New York. Si è dedicato in particolare allo studio delle musiche di Stravinskij, Petrassi, Menotti, Dallapiccola e Blacher. Tra le istituzioni che gli hanno conferito borse di studio ci sono il Ministero degli Esteri spagnolo, l’Università di Torino, la Commissione Fulbright, la Fondazione Paul Sacher di Basilea e l’Accademia Nazionale dei Lincei. Grazie al sostegno di quest’ultima, ha ricostruito l’epistolario di Massimo Mila e Fedele d’Amico che è in corso di pubblicazione. Attualmente insegna a Madrid, nelle sedi distaccate dell’Università di Saint Louis e Stanford. Collabora regolarmente con riviste specializzate, società di concerti ed enti lirici, in particolare con l’Unione Musicale e il Teatro Regio di Torino, con il Teatro alla Scala di Milano, il Giornale della Musica e dall’aprile 2016 con Il Corriere Musicale

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