Un Macbeth di forte impatto chiude la stagione al Regio di Torino


di Attilio Piovano foto © Ramella & Giannese


Gran successo al Regio di Torino e una trionfale chiusura di stagione con un allestimento del verdiano Macbeth di forte impatto visivo e, più ancora, di notevolissimo ‘spessore’ musicale. Grazie alla direzione ipercalorica ed energetica di Gianandrea Noseda che, perfettamente a suo agio in tale repertorio, ha impresso ritmi aitanti senza mai far venir meno la tensione: sbozzando per grandi pennellate e con vigorosi accenti, ma anche soffermandosi sui lati intimisti che pure non mancano in quest’opera complessa e multiforme, tragica e cupa, dove pure non mancano passaggi balzellanti in apparente contraddizione col testo (momenti di forte pathos nel terzo e quarto atto, culminanti in quel fantasmatico fugato che in anticipo di anni luce rispetto all’epoca di composizione, apre squarci sul ’900). Noseda ha saputo dare coerenza al tutto, scegliendo intenzionalmente la versione del 1865, ma – controcorrente – recuperando il finale del 1847, dunque con la morte in scena di Macbeth. Scelta condivisibile anche se non tutti l’hanno accettata appieno. Noseda ha potuto contare su un’orchestra estremamente reattiva, davvero in gran forma sulla quale egli ha di certo compiuto un accurato lavoro in sede di prove e concertazione. E lo si è constatato con piacere la sera della prima, mercoledì 21 giugno 2017. Tanti dettagli timbrici, perfettamente messi a fuoco, molte vibranti frasi, mai affidate al semplice fragore, ma sempre frutto di un calibrato dosaggio coloristico e via elencando. Ottimo l’apporto del coro, come sempre istruito da Claudio Fenoglio.



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L'autore: Attilio Piovano

Musicologo e scrittore, ha pubblicato (tra gli altri) Invito all’ascolto di Ravel (Mursia 1995, ristampa RCS 2018), i racconti musicali La stella amica (Daniela Piazza 2002), Il segreto di Stravinskij (Riccadonna 2006) e L’uomo del metrò (e-book interattivo per i tipi de ilcorrieremusicale.it 2016, prefazione di Gianandrea Noseda). Inoltre i romanzi L’Aprilia blu (Daniela Piazza 2003) e Sapeva di erica, di torba e di salmastro (rueBallu 2009, prefazione di Uto Ughi). Coautore di una monografia su Felice Quaranta (con Ennio e Patrizia Bassi, Centro Studi Piemontesi 1994), del volume Venti anni di Festival Organistico Internazionale (con Massimo Nosetti, 2003), curatore e coautore del volume La terza mano del pianista (Testo & Immagine 1997). Laurea in Lettere, studi in Composizione, diploma in Pianoforte, in Musica corale e Direzione di Coro, è autore di contributi, specie sulla musica di primo ‘900, apparsi in volumi miscellanei, atti di convegni e su rivista. Saggista e conferenziere, vanta collaborazioni con La Scala, Opéra Royal Liège, RAI, La Fenice, Opera di Roma, Lirico di Cagliari, Coccia di Novara, Carlo Felice di Genova, Stresa Festival, Orchestra Camerata Ducale ecc.; a Torino col Festival MiTo (già Settembre Musica, ininterrottamente dal 1984), Unione Musicale, Teatro Regio, Politecnico e con varie altre istituzioni. Già corrispondente del «Corriere del Teatro», ha esercitato la critica su più testate; dalla fondazione scrive per «ilcorrieremusicale.it»; ha scritto inoltre per «Torinosette», magazine de «La Stampa», ha collaborato con «Amadeus» e scrive (dal 1989) per «La Voce del Popolo» (dal 2016 divenuta «La Voce e il Tempo»); dal 2018 recensisce per «Il Corriere della Sera» (edizione di Torino). Membro di giuria in concorsi letterari nonché di musica da camera e solistici. Docente di Storia ed Estetica della Musica (dal 1986, presso vari Conservatori), dal 1991 a tutt’oggi è titolare di cattedra presso il Conservatorio “G. Cantelli” di Novara dove è inoltre incaricato dell’insegnamento di Storia della Musica sacra moderna e contemporanea nell’ambito del Corso biennale di Diploma Accademico in Discipline Musicali (Musica sacra) attivato dall’a.a. 2008/2009 in collaborazione col Pontificio Ateneo di Musica Sacra in Roma. Dal 1° gennaio 2018, cura inoltre l’Ufficio Stampa del Conservatorio “G. Cantelli”. Dal 2012 tiene corsi monografici sulla Storia del Melodramma (workshop su «Architettura, Scenografia e Musica» presso il Dipartimento di Architettura & Design del Politecnico di Torino, Corso di Laurea Magistrale, in collaborazione con Fondazione Teatro Regio). È stato Direttore Artistico dell’Orchestra Filarmonica di Torino. Dal 1976 a Torino è organista presso la Cappella Esterna dell’Istituto Internazionale ‘Don Bosco’, Pontificia Università Salesiana (UPS), dal 2017 anche presso la barocca chiesa di San Carlo, nella piazza omonima, e più di recente in Santa Teresa. Nell’autunno del 2018 in veste di organista ha partecipato ad una produzione del Requiem op. 48 di Fauré. È citato nel Dizionario di Musica Classica a cura di Piero Mioli, BUR, Milano © 2006, che gli dedica una ‘voce’ specifica (vol. II, p. 1414).

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