Monteverdi sacro e profano a Berlino


Il Musikfest ha reso omaggio a Claudio Monteverdi a 450 anni dalla nascita. Nella grande sala della Philharmonie John Eliot Gardiner, in tournée con il Monteverdi Choir e gli English Baroque Soloists, ha presentato le opere L’Orfeo, Il ritorno di Ulisse in patria e L’incoronazione di Poppea. Justin Doyle, nuovo direttore del RIAS Kammerchor e l’ensemble Capella de la Torre hanno gettato un ponte tra musica sacra e profana


di Corina Kolbe foto © Sim Canetty-Clarke


Quest’anno la musica di Claudio Monteverdi è presente nei cartelloni di numerosi teatri e festival in Italia e all’estero. Per festeggiare il 450ᵒ anniversario della nascita del compositore, John Eliot Gardiner tra aprile e ottobre gira l’Europa con un cast di rinomati solisti, il Monteverdi Choir e gli English Baroque Soloists. Con vivo entusiasmo il pubblico del Musikfest a Berlino, l’unica tappa in Germania, ha salutato la trilogia L’Orfeo, Il ritorno di Ulisse in patria e L’incoronazione di Poppea rappresentata in forma di semistage. Nell’ Orfeo Gardiner, considerato uno dei massimi esperti di Monteverdi, ha rivelato una vasta gamma di sfumature timbriche. Già la Toccata iniziale, suonata molto delicatamente, dava un’idea dell’approccio alternativo del direttore inglese. Eccezionali anche il coro e i cantanti solisti, in particolare Krystian Adam, appassionato interprete di Orfeo, Hana Blažiková nella duplice veste di La Musica e Euridice, Francesca Boncompagni come Proserpina e Lucile Richardot nel ruolo drammatico della Messaggera. L’azione scenica era in perfetto equilibrio con la musica. La regìa, curata da Elsa Rooke e Gardiner, rinunciava a effetti esagerati conferendo allo spettacolo una grande leggerezza e naturalezza. Nella Philharmonie, apprezzata per la sua acustica, Gardiner e i suoi artisti sono riusciti a creare un suono spaziale ideale.

Con la Toccata da L’Orfeo ha cominciato anche il primo concerto di Justin Doyle nella nuova veste di direttore principale del RIAS Kammerchor, fondato nel 1948 come coro della stazione radio RIAS a Berlino Ovest. La Toccata faceva da preludio alla Missa In illo tempore. Come sottolinea la musicologa Silke Leopold in un suo scritto introduttivo, i confini tra le musiche sacre e profane di Monteverdi non sono nettamente definiti. Ad esempio nell’opera Orfeo, la cui trama è basata su un mito pagano, si trova una scena nella quale il protagonista è paragonato a Cristo. Nella St. Hedwigs-Kathedrale, una chiesa cattolica con un’enorme cupola ispirata al Pantheon di Roma, l’impressionante Toccata suonata su un balcone ha preceduto il canto gregoriano con il quale inizia la Missa. I musicisti dell’ensemble Capella de la Torre, guidati dall’oboista Katharina Bäuml, hanno interpretato anche una sinfonia di Salamone Rossi, collega di Monteverdi alla corte dei Gonzaga a Mantova. I canto polifonico, composto nello “stile antico”, invitava i pubblico a una meditazione nell’interno sobrio e disadorno della cattedrale.

In seguito Doyle, inglese come Gardiner, ha diretto il Vespro della Beate Vergine nella nuova sala ovale dedicata a Pierre Boulez all’interno della Barenboim-Said-Akademie, centro di formazione per borsisti provenienti dal Medio Oriente. Katharina Bäuml, fondatrice della Capella de la Torre, ha preparato il materiale musicale per l’ensemble in base alla prima edizione del “Vespro” stampata del 1610. Ascoltando la musica sublime e guardando verso il soffitto alto della sala con una capienza di meno di 700 posti, uno poteva pensare di essere in una piccola chiesa. I solisti cantavano sulla balconata cambiando in continuazione la loro posizione. Soprattutto le voci del soprano Dorothee Mields e del tenore Thomas Hobbs hanno lasciato un’impressione profonda. Notevole anche il Duo Seraphim a tre voci, interpretato dai tenori Hobbs, Andrew Staples e Volker Arndt, quest’ultimo membro del RIAS Kammerchor. I salmi, mottetti e le altre parti cantate del Vespro si alternavano con brevi brani strumentali di Salamone Rossi e Biagio Marini. Doyle, che ha diretto il suo nuovo coro con precisione e passione, è stato salutato con un lungo, caloroso applauso. A Berlino, una città con un pubblico da tempo attento alla musica antica e barocca, anche altri esperimenti a un tale livello di qualità saranno sempre ben accetti.


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L'autore: Corina Kolbe

Giornalista residente a Berlino, collabora a giornali e riviste in Germania, Svizzera e Italia. Scrive di musica classica, di Claudio Abbado e le sue orchestre, di progetti educational e dell’impatto dei nuovi media sulla cultura. Laureata in lettere e storia, ha lavorato per l’Agenzia ANSA, Agence France-Presse e Netzeitung.de. Da giornalista freelance scrive per Zeit online, ‘Der Tagesspiegel’, ‘Das Orchester’, ‘Neue Musikzeitung’, ‘Berner Zeitung’, ‘Musik & Theater’, ‘Concerti’, ‘Il Giornale della Musica’, ‘Musica’, e ‘Il Corriere Musicale’

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