Milano, al via la nuova stagione della Società dei Concerti


di Luca Chierici


Per ogni ascoltatore abbonato da lunga data alla Società dei Concerti ci sarà stato l’altra sera più di un momento in cui l’assenza di Antonio Mormone, fondatore nel lontano 1983 di questa fortunata serie di appuntamenti musicali milanesi, sarà apparsa irreale, quasi impossibile. Il vederlo sempre presente, introdurre l’appuntamento serale, insistere con gli artisti nella richiesta dei bis faceva parte dell’esperienza di tutto il pubblico e costituiva un rituale consolidato che distingueva questa Società dalle altre, attraverso una “conduzione familiare” che si è comunque rinnovata con il passaggio di consegne nei confronti della moglie, la pianista Enrica Ciccarelli, che ha giustamente pensato di proseguire la consuetudine della breve presentazione iniziale. I migliori omaggi che si possono dedicare a Mormone sono ovviamente di tipo musicale e il pianista Aleksandar Madžar, ospite in varie occasioni della Società, ha eseguito il bellissimo e raramente ascoltabile Andante K 616 di Mozart, pensato per organo meccanico ma trasportabile anche su una normale tastiera di pianoforte.

Compendio ideale della prima parte del programma nella quale era stato presentato il Concerto in mi minore di Chopin, un classico che ha avuto in Madzar un interprete attento a coniugare i contenuti musicali con quelli di un virtuosismo ben presente nel giovane Chopin. In questo Concerto, come in quello gemello in fa minore, il musicista polacco riesce a proiettare in una nuova dimensione il pianismo brillante di Hummel e Kalkbrenner legandolo a un ideale di stile severo che discende direttamente da Bach e che toglie qualsiasi ingrediente di esteriorità gratuita al discorso musicale. Madžar è stato coadiuvato con ottimi risultati dall’orchestra Nordwestdeutsche Philarmonie guidata da Johannes Klumpp, che ha poi diretto la sempre piacevole e ispirata ottava sinfonia di Dvořák, partitura di non facile esecuzione che mette a dura prova soprattutto le sezioni dei legni e degli ottoni. Un bis brahmsiano (dalle sempreverdi Danze ungheresi) ha concluso la serata con grande successo di pubblico.


© RIPRODUZIONE RISERVATA

L'autore: Luca Chierici

Luca Chierici, nato a Milano nel 1954, dopo la maturità classica e gli studi di pianoforte e teoria si è laureato in Fisica. Critico musicale per Radio Popolare dal 1978 e per Il Corriere Musicale dal 2012, collabora alla rivista Classic Voice dal 1999 come esperto di musica pianistica. È autore di numerosi articoli di critica discografica e musicale, di storia della musica e musicologia, programmi di sala e note di lp e cd per importanti istituzioni teatrali e concertistiche e case discografiche. Ha collaborato per molti anni alle riviste Musica, Amadeus, Piano Time, Opera, Sipario. Ha condotto Il terzo anello per Radiotre e ha implementato il data base musicale per Radio Classica. Ha pubblicato per Skira i volumi dedicati a Beethoven, Chopin e Ravel nella collana di Storia della Musica. Ha curato numerose voci per la Guida alla musica sinfonica edita da Zecchini e ha tenuto diversi cicli di lezioni di Storia della musica presso i licei milanesi. Nell'anno accademico 2016-2017 ha tenuto un ciclo di seminari di storia dell'interpretazione pianistica presso il Conservatorio di Novara (ciclo che è stato replicato per l'anno 2017-2018 al Conservatorio di Piacenza). Appassionato di tecnologia, ha formato nel corso degli anni una biblioteca digitale di oltre 110.000 spartiti e una collezione di oltre 70000 registrazioni live. Nel 2007-2008 ha contribuito in qualità di consulente al progetto di digitalizzazione degli spartiti della Biblioteca del Conservatorio di Milano. Dal 2006 collabora alla popolazione del database della Petrucci Library (www.imslp.org).Dal 2014 è membro della Associazione nazionale Critici musicali.

Perché non dire la tua? Leggi e accetta la Policy sui commenti