Monthly Archives: Novembre 2018

Lo stato della musica

La parola “Conservatorio”, com’è noto, viene dal nome di antiche istituzioni che ospitavano orfani per offrire loro un’arte da imparare. Ma ancora oggi in Italia, non siamo molto lontani da questa origine, se pensiamo che orfani sono diventati tutti i soggetti che assistono inermi alla disfatta di queste importanti Istituzioni. Orfani sono infatti gli studenti, che più o meno ogni anno – e quest’anno in particolar modo – sono in attesa dei loro docenti e ne hanno uno ad interim (si dice “fino ..

Se György Kurtág teme l’orchestra…

Se György Kurtág teme l’orchestra…

Dando seguito ad una bellissima edizione curata vent’anni fa dalla compianta Luciana Pestalozza, che fece conoscere il compositore ungherese György Kurtág (1926- ) anche in Italia, il Festival Milano Musica dedica quest’anno il biennale portrait monografico proprio a Kurtág e al suo particolare rapporto con Samuel Beckett. Sempre più e positivamente il Festival dialoga con le tante istituzioni musicali e culturali milanesi, in una proficua collaborazione che ha animato la città dal 20 ottobre…

Šostakovič, i quartetti a Bologna

Si è concluso nei giorni scorsi il programma di Musica Insieme, associazione bolognese per il concertismo, l’esecuzione dei quartetti di Šostakovič, 15 in tutto non essendo riuscito il compositore russo a completare il suo piano che pare ne prevedesse 24, cioè uno per ognuna delle tonalità. Il programma si è svolto in 5 serate, ciascuna con 3 quartetti. Gli esecutori sono stati 5 gruppi diversi, il Quartetto Dàilalos,  il César Frank, il Noûs, il Guadagnini e l’Adorno. Non si capisce perché il..

Fin de partie, alla Scala l’attesissimo lavoro di György Kurtág

Fin de partie, alla Scala l’attesissimo lavoro di György Kurtág

Per il suo ruolo di centro musicale cui tutto il mondo guarda con rispetto e attenzione massima, il Teatro alla Scala non poteva oggi mancare all’appuntamento con la produzione contemporanea. Di più, non poteva mancare alla commissione di un nuovo titolo nei confronti di uno dei musicisti che hanno fatto la storia degli ultimi sessant’anni e che è da tutti indicato come una guida sicura in un percorso storico non lineare dove spesso le deviazioni non sono tutte sinonimo di nuove ricerche, di ind

Tre notevoli pianisti a Milano

Tre notevoli pianisti a Milano

Se si fosse voluto imbastire un prezioso festival pianistico a Milano nella prima settimana di  novembre, quasi sicuramente non si sarebbe potuto raggiungere il livello di completezza e di attrattività che è risultato dalla sommatoria di eventi singolarmente organizzati dalle diverse società concertistiche all’interno del loro calendario istituzionale, già denso per gli appuntamenti del mese precedente  (si vedano le nostre recensioni ai recital di Volodos e Trifonov). Domenica 4 un recital di..

Alexei Volodin, Brahms in direzione Bruckner

Alexei Volodin, Brahms in direzione Bruckner

Definire la collocazione estetica di compositori come Brahms e Debussy comporta una riflessione che verta sulla complessità delle implicazioni storiografiche e sulla densità delle partiture; l’interpretazione può quindi far valere il proprio punto di vista non solo come condizione di manifestazione dell’opera, ma anche come presa di posizione sulla sua cifra stilistica. Proponendo al Teatro Politeama di Palermo un programma che nella prima parte prevedeva il sontuoso Concerto n. 1 in re min. op.

Requiem torinesi

Requiem torinesi

Si è spesso sostenuto che la Messa del miscredente (o più propriamente) agnostico Verdi sia una pagina impegnata di teatralità: difficile negarlo. Per parte mia, per quanto possa valere un’opinione del tutto personale (sia pure da ‘addetto ai lavori’), ho sempre guardato a tale capolavoro ammirandone la bellezza con lucidità razionale ed intellettuale, amandola sì, ma di un amore misurato e per così dire ‘di testa’, non di cuore. Dinanzi all’interpretazione dell’OSNRai