Tutti i post di Cecilia Malatesta

L'autore: Cecilia Malatesta

Nata a Milano nel 1986, dopo svariati anni di studi pianistici classici, decide di dedicarsi alla musica dal punto di vista teorico; si laurea così in Beni culturali, indirizzo musicologico, con una tesi sulle musiche di scena di Gipo Gurrado per il teatro di “Quelli di Grock”. Dopo un periodo di studio all’Université Rabelais di Tours (2009-2010), si innamora della Francia medievale e termina gli studi magistrali sotto la guida di Davide Daolmi con una tesi che propone una rilettura del mecenatismo musicale di Eleonora d’Aquitania. Ha collaborato con il Comune di Abbiategrasso alla realizzazione del Festival di teatro urbano “Le strade del teatro” (edizione 2007) e con l’Ufficio Ricerca Fondi Musicali della Biblioteca Nazionale Braidense. Attualmente è collaboratrice Rilm Italia e cerca la propria strada, sognando che s’incroci con quella della musica antica.

A Parma un «Trovatore» in tinte di grigio

A Parma un «Trovatore» in tinte di grigio

NEGLI STESSI GIORNI in cui giunge la lieta notizia dell’approvazione da parte del Senato di una legge che (se confermata dalla Camera) assegnerà al Festival Verdi un finanziamento pubblico di un milione di euro annui, al teatro Regio di Parma esordisce Il trovatore, ultimo dei quattro titoli proposti nell’edizione 2016 della rassegna consacrata al compositore di Busseto. Lasciate sbollire le contestazioni che hanno caratterizzato la “prima”, abbiamo assistito alla terza replica, tenutasi giovedì

«La cena delle beffe» al Teatro alla Scala

«La cena delle beffe» al Teatro alla Scala

Certe sere accade che una scarica di fucilate ti inchiodi alla poltrona di velluto e ti levi il fiato; peccato non essere al cinema, ma in platea, alla Scala. Accade quando in Teatro torna La cena delle beffe, nella prima ripresa milanese a 90 anni dal suo debutto (era andata in scena il 20 dicembre 1924); e accade quando si abbandona l’ambientazione quattrocentesca prescritta dal libretto e dal precedente omonimo dramma del futurista ed eclettico Sem Benelli e ci si catapulta in un caseggiato..

Micrologus canta le cortesie e l’audaci imprese

Micrologus canta le cortesie e l’audaci imprese

Non c’è forse testo e contesto migliore da affrontare per un ensemble versatile come Micrologus che quello dell’Orlando Furioso, del suo autore e delle fertili corti di Ferrara e Mantova che ne hanno nutrito le tasche e l’immaginazione. Per il cinquecentenario della prima edizione del poema l’ensemble ha portato all’Istituzione Universitaria dei Concerti di Roma un programma sulla musica nata intorno al poema ariostesco: ottave intonate, frottole, madrigali e danze dalla corte estense del primo

«Reka», rito collettivo e transculturale di Yuval Avital

«Reka», rito collettivo e transculturale di Yuval Avital

Entrare e uscire da Reka («sfondo» in lingua ebraica) è valicare le pareti sottili di una bolla, entrare in un organismo che nasce dal soffio e dal respiro sonoro di una folla che avvolge il pubblico sul quale si innesta fermo un canto Bön tibetano. E assistere alla sua lenta disgregazione, nello stesso modo in cui era stato plasmato. L’ultimo lavoro di “crowd music” di Yuval Avital

Sound, Music!

Sound, Music!

Micheli racconta il vapore disegnato dal fagotto che apre il Sacre, il decollo con l’astronave, la galassia con gli asteroidi, l’avvistamento di un nuovo pianeta con gesti semplici ma ritmati su poliritmi tutt’altro che accessibili, incredibilmente interiorizzati…

Nicholas Collon a Padova con l’OPV

Nicholas Collon a Padova con l’OPV

Presente, passato, trapassato nel programma che Nicholas Collon ha scelto per il suo debutto italiano il 3 aprile con l’Orchestra di Padova e del Veneto: reminiscenze seicentesche rielaborate a distanza di un secolo in Le Tombeau de Couperin di Maurice Ravel e Three Studies from Couperin del compositore contemporaneo Thomas Adès

Milano, tre appuntamenti per la Festa della donna

Milano, tre appuntamenti per la Festa della donna

Martedì 4 marzo (ore 17:00 a Palazzo Marino) “Ne vedrete delle belle”, spettacolo realizzato dal Comune in collaborazione con la Fondazione Milano Scuole Civiche, le cui protagoniste sono giovani allieve musiciste, attrici, traduttrici e registe affiancate dalle “colonne portanti” della vita culturale milanese al femminile

Il Barocco di Gianluca Capuano

Il Barocco di Gianluca Capuano

Proseguono gli incontri organizzati da “Assenzio”, gruppo degli studenti di Musicologia dell’Università Statale di Milano. In seguito ai due concerti-spettacolo della scorsa stagione, la proposta di quest’anno, giunta già al terzo incontro, prevede un ciclo di lezioni con ascolti musicali intorno alla musica antica.

Chi ha paura del Barocco?

Chi ha paura del Barocco?

Who’s afraid of Baroque (in scena al Teatro Virginian di Arezzo) non è un concerto, ma uno spettacolo che mescola musica, canto e recitazione, cantate, passacaglie, ciaccone, poemi e canzoni popolari in un’operazione che nulla ha di autentico nella prassi, ma lo è fermamente nelle intenzioni.

«L’imbalsamatore» di Giorgio Battistelli

«L’imbalsamatore» di Giorgio Battistelli

Un flusso continuo di parole e di musica, di follia e movimento, di profonde riflessioni politiche ed esistenziali e di improperi e gesti osceni, questo è L’imbalsamatore. Monodramma giocoso da camera di Giorgio Battistelli, che firma anche la regìa. Non c’è soluzione di continuità tra i deliri verbali e corporali di Miscin, l’addetto al periodico restyling della salma di Lenin