Tutti i post di Cesare Galla

L'autore: Cesare Galla

Scrive di musica dall'età di 20 anni, quando ancora seguiva gli studi musicologici nelle università di Bologna e Venezia, dopo il liceo classico. A 25 è diventato giornalista professionista e ha lavorato al Giornale di Vicenza come redattore, caposervizio e vice caporedattore fino al dicembre del 2014.Si è occupato di cronaca nera e bianca, di politica, di web e mondo digitale e soprattutto di spettacoli e cultura, guidando fino al 2012 le pagine ad essi dedicate. Contemporaneamente, ha sempre svolto la critica musicale, dal 1996 anche sul quotidiano veronese L’Arena. Negli ultimi 40 anni ha recensito migliaia di concerti e centinaia di rappresentazioni operistiche e ha pubblicato alcuni libri (sulle Sinfonie di Beethoven, sulla storia della Società del Quartetto di Vicenza, sul festival Settimane Musicali al teatro Olimpico, sulle rappresentazioni verdiane nel Veneto, raccontate attraverso cinque lustri di recensioni). Oggi collabora da "cronista di musica" e osservatore del mondo della cultura con Il Corriere Musicale e con la testata veneta di informazione online Vvox. Il suo sito personale d'informazione, musicale ma non solo, è www.cesaregalla.it.

Ernesto Palacio al Rossini Opera Festival

Ernesto Palacio al Rossini Opera Festival

Altrove in Italia è molto raro – se non impossibile – che l’avvicendamento al vertice di un’istituzione musicale sia esente da lungaggini, da “manovre” più o meno alla luce del sole, da discussioni e polemiche. Altrove ma non a Pesaro, non al Rossini Opera Festival, che conferma anche in questo la sua diversità e semmai la sua vicinanza alle buone pratiche correnti in Europa.

Bolzano, Nozze negli anni Sessanta

Bolzano, Nozze negli anni Sessanta

Se c’è un’opera in grado di “assorbire” i tic più bizzarri e le trovate più fantasiose dei registi, questa è Le nozze di Figaro. Può sembrare strano, pensando alla connotazione nettamente “politica” della commedia di Beaumarchais da cui deriva, storicamente cruciale (scritta nel 1778, arrivò in scena nel 1784) nel suo esaltare la rivalsa della nascente borghesia nei confronti della nobiltà. Su questo piano, la vicenda avrebbe senso solo all’epoca in cui si svolge, la vigilia della rivoluzione..

La bella dormente si risveglia a Cagliari: Respighi con ironia

La bella dormente si risveglia a Cagliari: Respighi con ironia

Il Teatro Lirico di Cagliari prosegue il suo itinerario alla scoperta di Ottorino Respighi. Una navigazione solitaria, visto che altrove in Italia le opere del compositore bolognese sono ben lungi dal trovare la stessa attenzione. E anche coraggiosa: titoli come La campana sommersa, apertura della stagione 2016, o La bella dormente nel bosco, in scena in questi giorni per l’inaugurazione 2017, non solo non appartengono al repertorio ma sono tuttora vittime di una resistente per quanto superata..

«La scuola de’ gelosi», Salieri preannuncia Mozart

«La scuola de’ gelosi», Salieri preannuncia Mozart

Tranne poche eccezioni del tutto occasionali (come alla Scala nel 2004 per L’Europa riconosciuta), negli ultimi anni la bandiera di Antonio Salieri come operista è stata tenuta alta soprattutto dalla sua città natale, Legnago. Con molte difficoltà ma anche con tenacia, nella mai ammainata convinzione che è necessario evitare di confinare l’arte di questo compositore agli studi musicologici. Se le precedenti due produzioni realizzate nel centro della Bassa veronese avevano visto la collaborazione

«Aquagranda», l’epica dell’alluvione e il rito della speranza

«Aquagranda», l’epica dell’alluvione e il rito della speranza

Il sistema della lirica in Italia sembra avviato ad una traumatica palingenesi. Tempo sei mesi, e la delega in mano al governo per la riforma del settore potrebbe cambiare drasticamente il panorama dei teatri d’opera, riducendo decisamente il numero delle Fondazioni ammesse a percepire i pubblici contributi del FUS e creando una nuova categoria, i “teatri lirico-sinfonici”, costretti invece arrangiarsi da soli, autofinanziandosi. Si potrebbe essere, insomma, agli ultimi giorni di Pompei

«Il medico dei pazzi» di Battistelli, comicità pura alla napoletana

«Il medico dei pazzi» di Battistelli, comicità pura alla napoletana

Una scoppiettante commedia di Eduardo Scarpetta, ‘O miedeco d’e pazze, scritta all’inizio del XX secolo, considerata in certo modo “incunabolo” di una vasta e importante corrente di comicità alla napoletana, che ha dato frutti rigogliosi per decenni, fino alla grande stagione di Eduardo De Filippo. Un film molto popolare, firmato da Mario Mattoli, che quasi mezzo secolo dopo la commedia – nel 1954 – consegnava alle risate del vasto pubblico quella storia, allo stesso tempo offrendo una delle…

Breve viaggio all’interno di tre grandi realtà sinfoniche italiane

Breve viaggio all’interno di tre grandi realtà sinfoniche italiane

Le classifiche sono così: tendono a indispettire, quindi fanno nascere sospetti. Di legittimità, quanto meno. O di obiettività. E lasciamo perdere il resto. Funziona in questo modo già per il campionato di calcio, figurarsi se ci avventuriamo nel campo dell’opinabile per eccellenza, quando ci sono di mezzo l’arte, la creatività, la percezione, le sensazioni. E se poi si pretende di ridurre il tutto a un voto come a scuola, a qualche stellina a fianco di un nome o di un titolo, come nonostante…

«La donna del lago» al Rossini Opera Festival

«La donna del lago» al Rossini Opera Festival

Quindici anni fa, l’ultima volta che La donna del lago era sta rappresentata al Rossini Opera Festival di Pesaro (regìa di Luca Ronconi, direttore Daniele Gatti), il programma di sala proponeva una puntigliosa cronologia delle rappresentazioni curata dal compianto Giorgio Gualerzi, storico della vocalità scomparso poche settimane fa. In quell’elenco si potevano seguire le vicende esecutive di un melodramma riapparso sulle scene dopo lungo oblio solo nel 1958 al Maggio Musicale Fiorentino…

«Le nozze di Figaro» di Regazzo e Rigon a Vicenza

«Le nozze di Figaro» di Regazzo e Rigon a Vicenza

Le nozze di Figaro in questi giorni al teatro Olimpico di Vicenza, clou della venticinquesima edizione del festival “Settimane Musicali”, sono il completamento della trilogia di Mozart-Da Ponte sulla scena palladiana, nell’edizione firmata per la regia dal basso Lorenzo Regazzo e per la direzione da Giovanni Battista Rigon. Creato una quarantina di anni fa da Joseph Losey per il suo film-opera Don Giovanni (il “cavaliere estremamente licenzioso” abitava alla Rotonda e faceva delle Vie di Tebe…

«L’amico Fritz» a Venezia, l’ambizione (fallita) della leggerezza

«L’amico Fritz» a Venezia, l’ambizione (fallita) della leggerezza

È difficile immaginare situazioni teatrali e musicali divergenti fra loro come quelle delle due prime opere di Pietro Mascagni. Tanto il debutto (Cavalleria rusticana, 17 maggio 1890) è denso, teso, passionale e ruvidamente avvincente, rapinosamente sintetico, quanto il lavoro che lo segue appena un anno e mezzo più tardi (L’amico Fritz, 31 ottobre 1891) si distende in un contesto espressivo che almeno nelle intenzioni vuol essere morbido e sfumato, sentimentale e lieve, sottile nell’elabora….

«Il Naso», l’attualità dell’avanguardia

«Il Naso», l’attualità dell’avanguardia

Un piccolo burocrate superficiale e carrierista, un “assessore di collegio”, scopre una mattina di non avere più il naso. Ben presto si rende conto che la sua appendice ha assunto vita propria: gira vestito da “consigliere di Stato”, si fa notare in chiesa e forse per strada, cerca di fuggire all’estero. Diventa quasi un fenomeno mediatico, come si dice ora, che tanti cercano di vedere, senza in realtà riuscirci quasi mai. Apparentemente, qualcuno riesce a catturarlo e a restituirlo al suo…..

Arena, tappe di una lunga crisi

Arena, tappe di una lunga crisi

L’estate 2014 era stata molto piovosa e anche di quello il botteghino aveva risentito. Le recite operistiche annullate nell’anfiteatro romano (in un calendario molto folto) erano state peraltro pochissime, ma dopo i dati discreti della stagione del centenario, quella del 2013, il tonfo nelle presenze (poco sopra i 400 mila spettatori) e negli incassi (un paio di milioni in meno) aveva riacceso le preoccupazioni, rinfocolate anche dalla contrazione della quota di finanziamento statale.

Jeffrey Tate alla Fenice, sontuoso «Idomeneo»

Jeffrey Tate alla Fenice, sontuoso «Idomeneo»

Le “note di regia” pubblicate sui programmi di sala dei teatri d’opera si dividono essenzialmente in due generi: il pleonastico (spiegare quello che ciascuno può vedere da sé) e l’inutile (spiegare quello che comunque nessuno riesce a capire). Nell’uno e nell’altro caso, sono un esercizio sempre più desueto. Nell’era della comunicazione diffusa e multimediale, infatti, ben prima che si levi il sipario lo spettatore informato già sa, grazie ai media (tradizionali e non,) quello che va a vedere.

«Die Zauberflöte» multimediale a Verona

«Die Zauberflöte» multimediale a Verona

L’affollato autunno del Flauto magico, in scena da Venezia a Palermo, vede anche un’altra tappa in terra veneta, in quel di Verona, teatro Filarmonico. E se è normale che fra Laguna e Lilibeo non ci si curi di particolari coordinamenti, è tutt’altra storia che il capolavoro ultimo di Mozart venga rappresentato in due distinte nuove produzioni a un centinaio di chilometri di distanza l’una dall’altra in sostanziale continuità di calendario, con le prime distanziate di neanche venti giorni. Qui il

Il senso della crisi nel “Titano” di Valčuha

Il senso della crisi nel “Titano” di Valčuha

Mahler non aveva una grande considerazione di Puccini, che posponeva a Mascagni e perfino a Leoncavallo. A parte l’ironica e urticante descrizione di Tosca in una celebre lettera alla moglie («al giorno d’oggi, qualsiasi dilettante sa orchestrare alla perfezione»), neanche Bohème gli piaceva granché e come direttore dell’Opera di Vienna fu piuttosto “avaro” di spazio per l’operista italiano, del quale aveva peraltro diretto la prima tedesca delle Villi