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L'autore: Giovanni Albini

(Pavia, 1982). Compositore, è professore di Teoria, Ritmica e Percezione Musicale presso il Conservatorio di Trento, nonché professore a contratto di Informatica Musicale, Didattica dell'Improvvisazione e Tecniche di Arrangiamento e Trascrizione presso l'Istituto Superiore di Studi Musicali di Pavia e docente di Armonia nella Scuola Civica di Musica dello stesso istituto». È membro per la classe di Scienze fisiche, matematiche e naturali dell'Istituto di Studi Superiori dell'Insubria "Gerolamo Cardano". Si dedica inoltre alle colonne sonore: ha composto musica e lavorato al sound design di decine tra istallazioni artistiche, mostre, trailer, video commerciali e videogiochi. Si interessa principalmente del legame tra composizione e matematica, di colonne sonore interattive, dello sviluppo di software per la didattica musicale e di intelligenze artificiali musicali. Sue composizioni e trascrizioni sono state eseguite nei cinque continenti da interpreti tra i quali: l'Orchestra Sinfonica Nazionale Lituana (diretta da Robertas Servenikas), l'Orchestra Tito Schipa di Lecce (diretta da Salvatore Accardo e da Massimo Quarta), l'Orchestra Verdi di Milano (diretta da Matthieu Mantanus), l'Orquestra Clasica do Centro di Coimbra, il quartetto d'archi della BBC SSO e l'Algoritmo Ensemble (diretto da Marco Angius). L'etichetta discografica olandese Brilliant Classics ha pubblicato e distribuito due cd monografici contenenti suoi lavori "Giovanni Albini: Musica Ciclica" (2013) e "Giovanni Albini: Musica Sacra" (2014). Entrambi raccolgono lavori fondati sui suoi metodi compositivi di ispirazione matematica. A riguardo ha pubblicato e tenuto conferenze in varie istituzioni, tra le quali la Biennale di Venezia e l'università di Yale. Ha inoltre scritto per le pagine del mensile de Il Sole 24 Ore ed è il direttore artistico del centro internazionale di musica contemporanea highSCORE Music Center.

Estonian Music Days

Estonian Music Days

«Vogliamo che gli studenti abbiano accesso da subito a commissioni, ad esperienze con orchestre e gruppi da camera professionisti. È importante che siano pronti a quello che verrà dopo e che si sentano supportati, possano confrontarsi e trovare quello che più manca al giorno d’oggi: il coraggio di sperimentare.»