di Redazione

Uno degli aspetti più affascinanti delle avanguardie del secondo Novecento, che si è protratto fino ai giorni nostri, riguarda la reciproca collaborazione tra compositore ed esecutore, uniti nella ricerca comune di nuove sonorità e orizzonti prima inesplorati della tecnica strumentale. Non stupisce quindi che in questa proposta ECM l’interprete principale, il talentuoso fisarmonicista Frode Haltli, sia anche il dedicatario delle opere qui registrate. Mentre Haltli proviene dalla Norvegia, i compositori Bent Sørensen (1958) e Hans Abrahamsen (1962) sono danesi. Curioso che i due compositori in questione non condividano solo la nazionalità, ma anche certi aspetti della scrittura e dell’estetica, fatto che conferisce al CD una forte impronta unitaria.

Entrambi allievi di Per Nørgård, figura di spicco dell’avanguardia danese, Sørensen ed Abrahamsen utilizzano un linguaggio molto lineare, concentrato sulle tinte opache dei piani, fatto di incisi contrappuntistici che si accumulano e diradano in agogiche lente e sognanti, senza privarsi di effetti negli archi come glissandi ed armonici. Preso integralmente l’album, non si può definire di ascolto leggero, ma le sfumature che ricava Haltli dalla sua fisarmonica sono molto affascinanti, soprattutto nei due brani che lo vedono impegnato in veste solistica: Air di Abrahamsen e Sigfrid’s Lullaby di Sørensen, in cui spinge le sonorità dello strumento al limite della percezione.

Il brano più prolisso corrisponde al pezzo d’apertura dell’album, It is Pain Flowing Down Slowly on a White Wall di Sørensen, in cui alla fisarmonica si accosta l’orchestra d’archi “Trondheim Soloists”. L’opera prevede un violino solista offstage, peculiarità che viene riportata sull’ottimo booklet, ma che è di difficile percezione sul supporto audio.

Per concludere, i brevi Tre piccoli Notturni di Abrahamsen, forse il lavoro più coinvolgente (l’unico in cui si trova un minimo di agitazione, nell’ironico e parodistico Allegro centrale), anche grazie alla splendida prova del Quartetto Arditti, colosso del repertorio contemporaneo.

Pubblicato il 2017-09-07 Scritto da StefanoCascioli

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