di Redazione

ferruccio-busoni_cover-hires-435x385Pianista straordinario e fecondo compositore, Ferruccio Busoni è stato una grande personalità musicale a cavallo fra Ottocento e Novecento. Fautore della Neue Klassizität (Nuova Classicità), tramite la quale auspicava un nuovo e più esaustivo utilizzo delle risorse della musica tonale, ha inoltre avuto modo di misurarsi con alcune delle più importanti figure artistiche del suo tempo, come Sibelius e Boccioni. In questa registrazione è possibile ascoltare tre differenti opere, tutte risalenti al suo periodo giovanile: il concerto per pianoforte e archi in re minore BV 80, il Quartetto d’archi op. 19 e i canti popolari finlandesi op. 27. Ad accompagnarci in questi suggestivi paesaggi musicali troviamo Chloe Mun, vincitrice del concorso Busoni del 2015, Massimo Belli e la nuova orchestra da camera Ferruccio Busoni.

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La registrazione si apre con i Canti popolari finlandesi op. 27, composto durante la sua permanenza a Helsinki dove conobbe Jean Sibelius e Gerta Sjöstrand. Dopo una breve introduzione, la melodia che costituisce il tema principale crea un’atmosfera estremamente austera e solenne, caratterizzando interamente il brano. È qui facilmente avvertibile il grande fascino esercitato dal folklore musicale finnico sull’immaginazione del compositore, la cui opera viene magistralmente interpretata dall’orchestra di Massimo Belli.

Tuttavia il cuore pulsante della registrazione è un altro, ovvero il Concerto per pianoforte e archi in re minore BV 80. Composto da Busoni a soli 11 anni, l’opera è  eccelsa testimonianza del virtuosismo strumentale del compositore. Il linguaggio utilizzato dal compositore è prettamente tonale e rimanda alla tradizione concertistica mozartiana, riletta in maniera estremamente personale. Particolarmente curiosa è la scelta di struttura il concerto in 4 movimenti e non in 3: come si può leggere nel booklet, molto ben fatto e ricco di informazioni utili, il manoscritto dell’opera recita «concerto per piano-forte con accompagnamento di quartetto d’arco»; oltre al chiaro rimando strutturale, lo strumento solista si pone in una posizione dialogante con l’orchestra d’archi, creando splendide sinergie. Anche in questo caso la scelta dell’esecutrice appare ottima: Chloe Mun sa essere virtuosa ma nella giusta misura, senza mai eccedere nel gesto, ponendo sempre il messaggio del compositore in primissimo piano.

A chiudere la registrazione troviamo il Quartetto d’archi op. 19, composto tra 1880 e 1882, periodo durante il quale Busoni affinò le sue abilità compositive alla scuola di Wilhelm Mayer a Graz. Anche in questo caso non si può fare a meno di evidenziare l’ottima performance dell’orchestra d’archi diretta da Massimo Belli, sempre capace di interpretare la partitura in maniera espressiva e informata. In particolare si segnala la superba interpretazione del finale, movimento in cui il compositore utilizza molteplici mezzi espressivi per rendere una multiforme temperatura affettiva.

La registrazione si conferma quindi di alto livello, degna testimonianza della precoce genialità busoniana. I più sinceri complimenti a Chloe Mun, Massimo Belli e la sua orchestra, nella speranza che continuino a donarci siffatti tesori musicali.

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Pubblicato il 2016-12-24 Scritto da LorenzoGalesso

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