di Antonio Chemotti


petrus_frontcover-1024x908La riscoperta di repertori dimenticati è forse l’aspetto più affascinante della Early Music Renaissance, ancora più che le utopistiche pretese di correttezza interpretativa. L’ultima fatica discografica dell’ensemble La Morra, sotto la direzione artistica di Corina Marti e Michal Gondko, si inserisce in questa linea, incentrandosi su una figura generalmente nota solo a una minoranza di musicologi. Trattasi di Petrus Wilhelmi, ecclesiastico, poeta e compositore nato nel 1392 a Grudencz (attuale Grudziadz, Polonia settentrionale), studente all’università di Cracovia, e più tardi legato alla corte di Federico III. Wilhelmi ha lasciato circa quaranta intonazioni polifoniche, molte delle quali su testi che nascondono il suo nome sotto forma di acrostico.
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La Morra ha redatto un ricco programma che ci conduce alla scoperta non solo di Petrus Wilhelmi, ma anche di altri compositori (noti e anonimi) tramandati in manoscritti dell’Europa centrale, che esemplificano sia l’assorbimento di modelli internazionali, sia la coltivazione di una forma di polifonia autoctona. Questo repertorio è stato largamente ignorato da esecutori e musicologi, anche per ragioni di natura politica poiché prima della dissoluzione del blocco sovietico i testimoni musicali erano difficilmente accessibili. Il disco ha dunque un grande valore storiografico, portando alla luce dei tesori dimenticati che ampliano la nostra immagine della polifonia europea quattrocentesca.

Fortunatamente, questa fatica discografica è qualcosa di più che archeologia musicale. I 65 minuti di durata scorrono in un baleno, caratteristica da non dare per scontata in un disco di musica quattrocentesca. La varietas è frutto sia del repertorio molto differenziato, sia delle raffinate scelte esecutive, che combinano in modo cangiante quattro voci maschili, il liuto, il clavicimbalum, i flauti e la viella. Le sezioni vocali in ensemble colpiscono per l’individualità delle singole voci, che si mescolano però in modo convincente con un’intonazione sempre perfetta. Le parti eseguite a voce sola acuta sono affidate alla freschissima voce contro-tenorile di Doron Schleifer. Complice anche un’ottima registrazione, le parti strumentali offrono un caleidoscopio di suoni affascinante, caratterizzato dalle mille risonanze del clavicimbalum.
Il Cd è corredato dal libretto con una puntuale e aggiornata introduzione al repertorio. I testi latini delle composizioni vocali sono tradotti in inglese, francese e tedesco, operazione tutt’altro che facile per testi complessi e spesso enigmatici, ma essenziale per la fruizione del repertorio.

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Pubblicato il 2017-01-11 Scritto da AntonioChemotti

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