La «Medea in Corinto» di Mayr a Martina Franca


di Luca Chierici

UNO DEI MOTIVI DI VANTO del Festival della Valle d’Itria, è risaputo, è stato quello di recuperare alle scene opere che per vari motivi avevano conosciuto una discontinuità di successo (e spesso l’oblìo) una volta che le condizioni al contorno che ne avevano decretato la fama andavano scomparendo. Il recupero dei virtuosismi settecenteschi e poi del belcanto vero e proprio da parte di chi oggi poteva essere in grado di evocare l’indimostrabile bravura dei grandi nomi del passato, dai virtuosi castrati ai veri mattatori della stagione del primo ottocento, è oramai prassi consolidata – non lo era agli inizi dell’attività del Festival – e per quanto la mole di partiture manoscritte o addirittura autografe raccolte nelle biblioteche italiane continui ad essere sproporzionata rispetto all’entità delle loro rappresentazioni moderne, i lineamenti di una storia del melodramma resa viva dall’ascolto effettivo si stanno lentamente precisando attraverso scelte di repertorio sempre più attente.



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L'autore: Luca Chierici

Luca Chierici, nato a Milano nel 1954, dopo la maturità classica e gli studi di pianoforte e teoria si è laureato in Fisica. Critico musicale per Radio Popolare dal 1978 e per Il Corriere Musicale dal 2012, collabora alla rivista Classic Voice dal 1999 come esperto di musica pianistica. È autore di numerosi articoli di critica discografica e musicale, di storia della musica e musicologia, programmi di sala e note di lp e cd per importanti istituzioni teatrali e concertistiche e case discografiche. Ha collaborato per molti anni alle riviste Musica, Amadeus, Piano Time, Opera, Sipario. Ha condotto Il terzo anello per Radiotre e ha implementato il data base musicale per Radio Classica. Ha pubblicato per Skira i volumi dedicati a Beethoven, Chopin e Ravel nella collana di Storia della Musica. Ha curato numerose voci per la Guida alla musica sinfonica edita da Zecchini e ha tenuto diversi cicli di lezioni di Storia della musica presso i licei milanesi. Nell'anno accademico 2016-2017 ha tenuto un ciclo di seminari di storia dell'interpretazione pianistica presso il Conservatorio di Novara (ciclo che è stato replicato per l'anno 2017-2018 al Conservatorio di Piacenza). Appassionato di tecnologia, ha formato nel corso degli anni una biblioteca digitale di oltre 110.000 spartiti e una collezione di oltre 70000 registrazioni live. Nel 2007-2008 ha contribuito in qualità di consulente al progetto di digitalizzazione degli spartiti della Biblioteca del Conservatorio di Milano. Dal 2006 collabora alla popolazione del database della Petrucci Library (www.imslp.org).Dal 2014 è membro della Associazione nazionale Critici musicali.

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