Sound, Music!

Sound Music!


Concerti Stravinskij per i piccoli alla Fabbrica del Vapore di Milano. Un progetto di Francesco Micheli con la Filarmonica della Scala diretta da Alessandro Ferrari


di Cecilia Malatesta


SE ANZICHÉ GUARDARLI in ologramma sui fascicoli che le nostre madri ci compravano diligentemente tutte le settimane in edicola, ci avessero parlato di dinosauri, T-rex e Velociraptor sulle note di Stravinskij, forse saremmo stati dei bimbi più felici. I dinosauri, le galassie, la scoperta dei primordi, sono qualcosa di impareggiabile. È la fortuna che hanno avuto cinquecento bambini delle classi elementari milanesi grazie al progetto della Filarmonica della Scala Sound, Music! che li ha portati ieri e questa mattina ad esibirsi alla Fabbrica del Vapore sotto la guida dall’attore e regista Francesco Micheli a compimento di un percorso didattico laboratoriale che ha impegnato le classi nel mese di Aprile. Se ci avessero fatto mimare una battaglia tra mostri terrestri, acquatici e marini su Jeux des cités rivales, se il timpano avesse imitato il rombo intestino del vulcano che con la grande esplosione li avrebbe eliminati, i dinosauri, se le trombe avessero simulato scintillanti nubi di gas, ad undici anni, sarebbe stato pazzesco.

Micheli racconta il vapore disegnato dal fagotto che apre il Sacre, il decollo con l’astronave, la galassia con gli asteroidi, l’avvistamento di un nuovo pianeta con gesti semplici ma ritmati su poliritmi tutt’altro che accessibili, incredibilmente interiorizzati da una distesa di bambini rapiti che lo guardano, in alto, dietro l’orchestra, raccontare e guidarli per oltre un’ora a dispetto di un’acustica che avrebbe fatto desistere i più appassionati sostenitori della musica russa, quella sera di 101 anni fa. E non è la prima volta, come ci insegna il film d’animazione Allegro non troppo di Bruno Bozzetto, che la musica di Stravinskij viene scelta per un pubblico di piccoli: allora era la genesi, Adamo ed Eva, il serpente, i demoni che mi tenevano incollata al televisore, in un misto di ansia, timore e magia; oggi è la scoperta di un pianeta nuovo, ma allo stesso tempo antico, l’emergere del brutto da conoscere, della paura da dominare, della violenza da limitare. Il contatto con il “diverso”, la fanciulla sacrificata da salvare, la messa in fuga dei russi con la locomotiva a vapore, quella linea melodica che pervade tutto il Sacre, quel vapore che tiene insieme tutta la storia.

 


© RIPRODUZIONE RISERVATA

L'autore: Cecilia Malatesta

Nata a Milano nel 1986, dopo svariati anni di studi pianistici classici, decide di dedicarsi alla musica dal punto di vista teorico; si laurea così in Beni culturali, indirizzo musicologico, con una tesi sulle musiche di scena di Gipo Gurrado per il teatro di “Quelli di Grock”. Dopo un periodo di studio all’Université Rabelais di Tours (2009-2010), si innamora della Francia medievale e termina gli studi magistrali sotto la guida di Davide Daolmi con una tesi che propone una rilettura del mecenatismo musicale di Eleonora d’Aquitania. Ha collaborato con il Comune di Abbiategrasso alla realizzazione del Festival di teatro urbano “Le strade del teatro” (edizione 2007) e con l’Ufficio Ricerca Fondi Musicali della Biblioteca Nazionale Braidense. Attualmente è collaboratrice Rilm Italia e cerca la propria strada, sognando che s’incroci con quella della musica antica.

Perché non dire la tua? Leggi e accetta la Policy sui commenti