OPERA

La Calisto di Cavalli a Madrid

La Calisto di Cavalli a Madrid

È arrivata anche a Madrid l’onda della riscoperta di Francesco Cavalli, il prolifico operista del Seicento formatosi a Venezia sotto l’influenza di Monteverdi e autore di una trentina di lavori per il teatro che costituiscono un documento importante per la ricostruzione dei primi sviluppi del genere. Per questo suo battesimo il Teatro Real ha scelto giustamente La Calisto, opera del 1651, già riscoperta negli anni Settanta del secolo scorso e poi in altre versioni più filologicamente curate.

La Manon Lescaut prima versione ritorna sulle scene dopo più di un secolo

La Manon Lescaut prima versione ritorna sulle scene dopo più di un secolo

Quello che doveva essere un piccolo “caso” nel mondo dello spettacolo d’opera, ossia il recupero voluto da Chailly (e in parte da casa Ricordi) della prima versione torinese della Manon Lescaut di Puccini si è risolto domenica sera a teatro in una molto più modesta querelle sulle ragioni dell’allestimento. Come a dire che certi spettatori non riescono nemmeno oggi, siamo nel 2019, a uscire da un recinto di problematiche stantie mirate a distruggere qualsivoglia idea registica che possa deviare..

Cronache bolognesi: tre opere

Cronache bolognesi: tre opere

Qualche entusiasta pronostica con insistenza che Juraj Valčuha sia il direttore musicale in pectore del Teatro Comunale di Bologna. Meglio non dar credito: il musicista slovacco ha già ricevuto le chiavi di casa dal Teatro di San Carlo e ha ragioni per tenersele strette. Non si saprebbe peraltro davvero con quale direttore, dopo la partenza di Michele Mariotti, il Comunale dovrebbe rilanciare le proprie incerte sorti. Ne viene a mente un solo che nel contempo abbia carriera illustre, mani libere

La rara Enchateresse di Čajkovski nella lettura di Andriy Zholdak

La rara Enchateresse di Čajkovski nella lettura di Andriy Zholdak

Allestendo per il Teatro di Lione L’Enchateresse (Чародейка) di Pëtr Il’ič Čajkovski – su libretto di Ippolit Vasil’evič Špažinskij, che lo deriva dalla sua tragedia omonima – il regista ucraino Andriy Zholdak è riuscito nell’impresa di rendere interamente godibile un’opera di alto livello musicale ma di rarissima esecuzione e problematico allestimento. Nonostante la durata complessiva di quattro ore, gli ultimi due atti sembrano addirittura scorrere velocemente. Un tale risultato, prima che…

Didon & Énée a Lione

Didon & Énée a Lione

I problemi che sorgono dal confronto con epoche diverse riguardano in generale sia l’interpretazione di un’opera del passato che la sua eventuale reinvenzione: alcuni aspetti sono sovrapponibili, tanto che, nel caso di un rifacimento, possono sorgere indecisioni sul titolo da attribuire al risultato finale. A rigore “Un Didon & Énée di Henry Purcell / Kalle Kalima” – come da cartellone generale della stagione operistica 2018-19 del Teatro di Lione, in una nuova produzione in partenariato con la

Agnese di Paër a Torino, il successo di una prima assoluta in epoca modena

Agnese di Paër a Torino, il successo di una prima assoluta in epoca modena

Ricetta alchemica di ambito melodrammatico, o se preferite lezione di management quanto a gestione del teatro lirico nel XXI secolo. Prendere un’opera desueta, ovvero diciamo pure obliata, quanto meno mai più rappresentata in epoca moderna, di autore noto a critici e studiosi, certo, ma francamente semi-sconosciuto al pur colto parterre degli abbonati, fatta salva una quota di benemeriti melomani e conoscitori. Possibilmente scegliere l’opera tra quelle con le trame più bislacche e improbabili,

Si rinnova l’emozione di Chovanščina alla Scala

Si rinnova l’emozione di Chovanščina alla Scala

A distanza di poco più di vent’anni Chovanščina è ritornata alla Scala ancora grazie alla guida musicale di Valery Gergiev, indubbiamente uno dei più grandi direttori russi viventi e appassionato divulgatore dei grandi capolavori che hanno fatto la storia del teatro nazionale. La serata ha registrato la presenza di numerosissimi spettatori e l’accoglienza di questo nuovo allestimento è stata più che calorosa, a parte quale contestazione finale verso il regista, con un picco di preferenze nei con

Simon Boccanegra, o il respiro del mare. Successo a Genova

Simon Boccanegra, o il respiro del mare. Successo a Genova

Strepitoso successo, al Carlo Felice di Genova, la sera di venerdì 15 febbraio 2019, per il verdiano Simon Boccanegra nel superbo allestimento del Mariinskij di San Pietroburgo per le fascinose scene e la regia di Andrea De Rosa (ripresa da Luca Baracchini) con i funzionali e fastosi, magnifici costumi di Alessandro Lai. Sala gremitissima, al gran completo, e una partecipazione emotiva comprensibilmente molto forte, dacché il Simone – si sa – per i genovesi è l’opera per antonomasia, ambientata

Il ritorno di Ulisse in patria a Palermo

Il ritorno di Ulisse in patria a Palermo

Torna a circolare in vari teatri europei Il ritorno di Ulisse in patria di Claudio Monteverdi nell’allestimento/riduzione di Philippe Pierlot, per la parte musicale, e di William Kentridge, per le scene (con Adrian Kohler) e la regìa. Visto che l’orchestra è costituita da un piccolo organico di strumenti barocchi suonati dal complesso Ricercar Consort, il Teatro Massimo di Palermo ha potuto ospitare questa produzione in concomitanza con la sua tournée in Oman, dove il Massimo “esporta” La……

Il Rigoletto di John Turturro a Torino

Il Rigoletto di John Turturro a Torino

Spettacolo davvero di gran classe, il Rigoletto visto al Regio di Torino a partire dalla sera dello scorso mercoledì 6 febbraio 2019. Si tratta della co-produzione con il Teatro Massimo di Palermo ed altresì con Shaanxi Opera House (Xi’an, Cina) e Opéra Royal de Wallonie-Liège. Se ne parlò a lungo – meritatamente – quando andò in scena a Palermo, sicché a Torino lo spettacolo non a caso giungeva preceduto dalla sua stessa fama, suscitando non poche e legittime aspettative, ça va sans dire inna..

L’intramontabile Cenerentola di Ponnelle alla Scala

L’intramontabile Cenerentola di Ponnelle alla Scala

La Cenerentola nello storico allestimento di Ponnelle, ripreso da Grischa Asagaroff.  è riapprodata dopo quattordici anni alla Scala con grande successo di pubblico. Si trattava anche di un omaggio per i cinque anni della scomparsa di Abbado, artefice di un limitato ma importantissimo recupero rossiniano alla Scala con il Barbiere e con questo titolo (ai quali va aggiunto il celeberrimo Viaggio a Reims) negli anni ’70 e ’80 e allo stesso tempo la riproposta di uno degli spettacoli che hanno fatt

Turandot futurista a Palermo

Turandot futurista a Palermo

Come spesso accade nel caso di una fiaba, la storia della crudele principessa Turandot apre le porte a una infinità di possibilità interpretative. Una di queste è la nuova produzione del Teatro Massimo di Palermo, allestita in coproduzione con il Teatro Comunale di Bologna e il Badisches Staatstheater di Karlsruhe, in partnership con il Lakhta Center di San Pietroburgo. L’opera pucciniana, a quasi un secolo dalla sua prima prima rappresentazione, è vista in chiave futurista grazie alle….

Riflessioni su Il flauto magico in scena a Catania

Riflessioni su Il flauto magico in scena a Catania

«Quanti interpretano Il flauto magico in senso massone non vi evincono, ma vi immettono un’interpretazione» (Hans Georg Gadamer). Non la pensa certo così Pierluigi Pizzi, giunto alla sua quarta regia dell’ultima opera di Mozart. Il rapporto di Pizzi con Il flauto magico evolve sempre più verso il prosciugamento di ciò che gli appare non essenziale, cercando di mettere in scena il “vero” messaggio dell’opera. Con ferrea coerenza, la nuova produzione che ha inaugurato la stagione del Teatro Massim

Trouvère e Trovatore, da Parma a Bologna

Trouvère e Trovatore, da Parma a Bologna

È soprattutto per far valere il proprio diritto d’autore che Giuseppe Verdi, quattro anni dopo aver dato alle scene Il trovatore, ne licenziò un fortunato rifacimento francese tradotto in Le trouvère. Si trattò non solo di voltare il libretto in un’altra lingua e aggiungere venticinque minuti di balletto: tra tagli, ritocchi e nuove idee, ne uscì soprattutto mutato l’equilibrio tra i due personaggi femminili, con un’Azucena sempre più incombente, fatale e menzionata, e con una Léonore al….

Arrivederci a Mariotti, nuovo corso a Bologna

Arrivederci a Mariotti, nuovo corso a Bologna

Riccardo Chailly a Milano, Myung-Whun Chung a Venezia, Daniele Gatti e Antonio Pappano a Roma, Fabio Luisi a Firenze, Juraj Valčuha a Napoli e Omer Meir Wellber a Palermo: pur in tempi di crisi economica e culturale, l’Italia delle fondazioni lirico-sinfoniche se la cava nient’affatto male, quanto a risalto planetario di direttori musicali. Dall’elenco mancano Bologna e Torino, e una stessa situazione lega il loro attuale stallo. Scaduto il proprio contratto quinquennale, il più talentuoso dei..

Butterfly a Torino, ecco perché non convince

Butterfly a Torino, ecco perché non convince

Primo spettacolo del 2019 al Regio di Torino, a partire dalla sera di giovedì 10 gennaio. E si è trattato della pucciniana Butterfly, quasi a controbilanciare sanamente sul côté novecentesco i titoli della prima parte di stagione: vale a dire il verdiano Trovatore di apertura (che recensimmo su queste stesse colonne, come ricordano di certo i lettori), poi seguito dall’Elisir d’amore (spettacolo peraltro ‘storico’ del Regio e già più volte ripreso e recensito), quindi dalla Traviata con la …..

Turandot secondo Robert Wilson

Turandot secondo Robert Wilson

Turandot è l’opera di Puccini che più accoglie le tendenze alla spersonalizzazione tipiche della drammaturgia e della musica del Novecento: fino al disgelo finale, ovvero a quel lieto di cui il compositore non a caso procrastinò la stesura fino alla morte lasciandolo incompiuto, sui personaggi tende a prevalere lo sfondo decorativo e la vicenda si articola secondo l’implacabile incedere di un rituale. Era quindi lecito aspettarsi che un’opera siffatta si adattasse a un artista come Robert Wilson

Attila non è un barbaro. Lo dice Giuseppe Verdi

Attila non è un barbaro. Lo dice Giuseppe Verdi

Il cammino intrapreso da Riccardo Chailly nel 2015 con il recupero di Giovanna d’Arco si arricchisce oggi di un nuovo tassello verdiano che vede la principale ragion d’essere nella rinnovata edizione critica di Attila edita da Ricordi, contenente numerose e importanti occasioni di rilettura. Attila, opera andata per la prima volta in scena a Venezia nel 1846, è lavoro di transizione che ha vissuto nel corso del tempo una vicenda esecutiva simile a quella di tante altre opere del primo Verdi

Fin de partie, alla Scala l’attesissimo lavoro di György Kurtág

Fin de partie, alla Scala l’attesissimo lavoro di György Kurtág

Per il suo ruolo di centro musicale cui tutto il mondo guarda con rispetto e attenzione massima, il Teatro alla Scala non poteva oggi mancare all’appuntamento con la produzione contemporanea. Di più, non poteva mancare alla commissione di un nuovo titolo nei confronti di uno dei musicisti che hanno fatto la storia degli ultimi sessant’anni e che è da tutti indicato come una guida sicura in un percorso storico non lineare dove spesso le deviazioni non sono tutte sinonimo di nuove ricerche, di ind