Tutti i post di Francesco Lora

L'autore: Francesco Lora

Si è laureato in D.A.M.S. ed è dottore di ricerca in Musicologia e Beni musicali nell’Università di Bologna; nello stesso ateneo insegna attualmente Storia della Musica (Settecento). Con Elisabetta Pasquini dirige la collana «Tesori musicali emiliani» (Bologna, Ut Orpheus, 2009-) e vi pubblica in edizione critica l’Integrale della musica sacra per Ferdinando de’ Medici di Perti (2 voll., 2010-11) e tutti gli oratorii di Colonna (L’Assalonne, Il Mosè e La profezia d’Eliseo, 2013-16; La caduta di Gierusalemme, c.s.). La sua edizione critica dell’opera La rappresaglia di Mercadante (Bologna, Ut Orpheus, c.s.), anch’essa curata con Pasquini, è alla base dello spettacolo che quest’anno inaugurerà il Festival della Valle d’Itria per celebrare i 150 anni dalla morte del compositore. Sue sono la monografia Nel teatro del Principe. I drammi per musica di Giacomo Antonio Perti per la Villa medicea di Pratolino (Torino-Bologna, De Sono - Albisani, 2016) e l’edizione critica delle musiche nel manoscritto Austriaco laureato Apollini (mottetti e concerti di Lazzari, Perroni e Veracini per l’incoronazione imperiale di Carlo VI d’Asburgo; Padova, Centro Studi Antoniani, 2016). Ha collaborato alla Cambridge Handel Encyclopedia e collabora tuttora al Dizionario biografico degli Italiani, al Grove Music Online e alla Musik in Geschichte und Gegenwart. Dal 2003 è critico musicale per testate giornalistiche specializzate, inviato nelle principali istituzioni di spettacolo in Italia, Austria, Belgio, Francia, Germania, Spagna e Svizzera; collabora con «Il Corriere musicale» dal 2013.

A Bologna si inaugura tra Valčuha e Fisch

A Bologna si inaugura tra Valčuha e Fisch

Nella stagione 2020 del Teatro Comunale di Bologna si legge più che mai il chiaro, libero e felice progetto artistico del nuovo sovrintendente Fulvio Macciardi: tornano a frotte i grandi artisti, i titoli coraggiosi e il pubblico fedele, come non accadeva sotto più di una gestione precedente. Allo spettacolo inaugurale, con le sue cinque recite dal 24 al 31 gennaio, sono corrisposti gesti autorevoli: un’opera di notevole impegno e peso simbolico quale Tristan und Isolde di Wagner

Donizetti Opera, bilancio in grande per il festival di Bergamo

Donizetti Opera, bilancio in grande per il festival di Bergamo

I festival operistici italiani navigano a gonfie vele, e sono tanto più premiati dal pubblico quanto più sanno osare in fatto di titoli rari, interpreti innovatori e letture inedite. Lo esemplificano, in testa a tutti, i casi di Martina Franca, Pesaro e Parma, con il loro crescente vortice di presenze, il fortificarsi della vocazione artistica e la riuscita prova del nove al botteghino. Lo esemplifica alla pari anche Bergamo, con il suo festival monografico Donizetti Opera che ormai determina il

Ermione al San Carlo di Napoli, ritorno a due facce

Ermione al San Carlo di Napoli, ritorno a due facce

Ermione è l’opera di Rossini che unisce il più disinibito spessore tragico e il più violento ritmo drammatico; l’opera modellata sulla più insigne orchestra allora attiva in Italia e sulla più sfarzosa compagnia di canto dell’epoca (Colbràn, Pisaroni, David, Nozzari); l’opera che alla “prima” del 1819 cadde, presso un pubblico insospettito dai modi “tedeschi” del Pesarese; l’opera che nemmeno l’autore, insolitamente risoluto, tentò più di riabilitare (ne riusò tuttavia diversi brani in lavori co

ROF taglia XL

ROF taglia XL

XL è l’etichetta attaccata all’ultimo Rossini Opera Festival. Senso letterale (se la matematica non rimane mera opinione): è stata l’edizione numero quaranta, traguardo di ridondanza quasi biblica, ed è per giunta seguìta a quella, trentanovesima, che coincideva con il 150o della morte del Cigno di Pesaro; due anni consecutivi, dunque, di speciali celebrazioni. Senso scherzoso (vedi la taglia dichiarata nel comunicato finale): è stata un’edizione descritta con numeri da capogiro, con i suoi 16.5

Orchestra Mozart, da Haitink a Gatti

Orchestra Mozart, da Haitink a Gatti

Due notizie decisive si sono succedute tra gli ultimi giorni e ore, e danno ulteriore forza e ruolo a una riconferma per il panorama italiano. La riconferma è quella della risorta Orchestra Mozart, l’ultimo organismo strumentale battezzato da Claudio Abbado, compagine di superba qualità tecnica ma pericolosamente orientata ad personam nelle proprie attività. Ammutolita dopo la morte del maestro, nel 2018 è ripartita sotto la guida di Bernard Haitink, l’ultimo che l’aveva diretta sostituendo Abba

La Turandot “di” Kunde a Bologna

La Turandot “di” Kunde a Bologna

C’è da preoccuparsi se qualcuno cade nel tranello e crede che questo nuovo allestimento segni un progresso: l’allusione è a Turandot di Puccini e alle sue ultime otto recite al Teatro Comunale di Bologna (28 maggio – 7 giugno), con regìa di Fabio Cherstich e video, scene e costumi di AES+F. La sbandierata rivoluzione consisterebbe nel massiccio uso del cinema nel teatro e nella trasposizione del dramma a un immaginario 2070. Le credenziali del regista non si impennano quando, nel programma di sa

Cronache bolognesi: tre opere

Cronache bolognesi: tre opere

Qualche entusiasta pronostica con insistenza che Juraj Valčuha sia il direttore musicale in pectore del Teatro Comunale di Bologna. Meglio non dar credito: il musicista slovacco ha già ricevuto le chiavi di casa dal Teatro di San Carlo e ha ragioni per tenersele strette. Non si saprebbe peraltro davvero con quale direttore, dopo la partenza di Michele Mariotti, il Comunale dovrebbe rilanciare le proprie incerte sorti. Ne viene a mente un solo che nel contempo abbia carriera illustre, mani libere

Trouvère e Trovatore, da Parma a Bologna

Trouvère e Trovatore, da Parma a Bologna

È soprattutto per far valere il proprio diritto d’autore che Giuseppe Verdi, quattro anni dopo aver dato alle scene Il trovatore, ne licenziò un fortunato rifacimento francese tradotto in Le trouvère. Si trattò non solo di voltare il libretto in un’altra lingua e aggiungere venticinque minuti di balletto: tra tagli, ritocchi e nuove idee, ne uscì soprattutto mutato l’equilibrio tra i due personaggi femminili, con un’Azucena sempre più incombente, fatale e menzionata, e con una Léonore al….

Arrivederci a Mariotti, nuovo corso a Bologna

Arrivederci a Mariotti, nuovo corso a Bologna

Riccardo Chailly a Milano, Myung-Whun Chung a Venezia, Daniele Gatti e Antonio Pappano a Roma, Fabio Luisi a Firenze, Juraj Valčuha a Napoli e Omer Meir Wellber a Palermo: pur in tempi di crisi economica e culturale, l’Italia delle fondazioni lirico-sinfoniche se la cava nient’affatto male, quanto a risalto planetario di direttori musicali. Dall’elenco mancano Bologna e Torino, e una stessa situazione lega il loro attuale stallo. Scaduto il proprio contratto quinquennale, il più talentuoso dei..

Rossini Opera Festival, un 2018 di successi

Rossini Opera Festival, un 2018 di successi

Mentre si celebra il 150° anniversario della morte del Cigno di Pesaro, il Rossini Opera Festival ha un bel modo di annoiare il proprio pubblico: anche quest’anno un record di presenze e incassi (18.300 biglietti strappati, con un 67% di spettatori stranieri accorsi da ben 45 nazioni differenti; 1.392.000 di euro al botteghino, più la spinta all’economia cittadina: con la cultura si mangia eccome). Alla lusinga della matematica corrisponde l’intelligenza del progetto. Mentre in superficie….

Mariotti e il Comunale tra Bologna e Parigi

Mariotti e il Comunale tra Bologna e Parigi

Fatto risaputo: dal 2007, quando avvenne il primo incontro artistico, e ancor più dal 2014, quando il ruolo è stato ufficializzato, le maestranze e il pubblico del Teatro Comunale di Bologna adorano il loro direttore musicale, Michele Mariotti. Non è scontato: negli ultimi trent’anni la genealogia direttoriale felsinea ha vantato Riccardo Chailly e Daniele Gatti, innescando però più fredda stima che vero affetto, o Christian Thielemann e Vladimir Jurovskij, amati ma mai premiati oltre l’ospitali

Bologna: le spalle forti del Boccanegra

Bologna: le spalle forti del Boccanegra

Dieci stagioni artistiche or sono, il Teatro Comunale di Bologna inaugurava col Simon Boccanegra. Sul podio un giovanissimo Michele Mariotti che, a pochi mesi da un primo incontro – fortuito e fortunato – con le maestranze del teatro, rivelava già la stoffa di direttore musicale de facto. Nuovo era anche l’allestimento con regìa di Giorgio Gallione e scene e costumi di Guido Fiorato: ambedue genovesi, la loro lettura ritraeva con l’immediatezza dell’ovvio i superbi scorci della capitale ligure

Dialogues des Carmélites, lezione di prosodia francese

Dialogues des Carmélites, lezione di prosodia francese

Molti posti vuoti in sala, alla “prima” del 10 marzo: ma l’entusiastico passaparola ha fatto aumentare il pubblico di replica in replica; e se il ciclo di recite non si fosse concluso che alla quarta levata di sipario, appena cinque giorni dopo e senza nemmeno una pomeridiana, v’è da giurare che in biglietteria si sarebbe finiti alle mani pur di entrare in sala. Ecco, dopo la sconvolgente Bohème che ha inaugurato la stagione d’opera, un altro spettacolo che conferma la ritrovata salute artistica

La vera Bohème, spettacolo-capolavoro a Bologna

La vera Bohème, spettacolo-capolavoro a Bologna

LE STRONCATURE HANNO DUE VOLTE VITA FACILE: vengono di getto al critico e divertono parecchio il lettore. Gli spettacoli d’eccezione, al contrario, possono convertire ammirazione e commozione in senso d’inadeguatezza a recensire, o in un panegirico cui qualcuno potrebbe non credere. La stagione d’opera e danza del Teatro Comunale di Bologna si è inaugurata il 19 gennaio con La bohème di Giacomo Puccini; e fino all’ottava e ultima recita chi scrive si è trovato come instupidito, seguendo quasi…

Tra due Festival Verdi: Rigoletto con Leo Nucci a Parma

Tra due Festival Verdi: Rigoletto con Leo Nucci a Parma

Non più una mera concentrazione di spettacoli, valorosi ma ordinari, intorno al Cigno di Busseto: nell’edizione autunnale del 2017 il Festival Verdi, gemma del Teatro Regio di Parma, ha sfoggiato un assetto più che mai degno delle promesse. Attraverso i quattro titoli lirici in cartellone e il corollario di concerti ha cioè dimostrato di tenere saldamente un esteso discorso plurifocale sul massimo operista italiano, mediato da artisti di levatura internazionale e inquadrato di volta in volta….