RECENSIONI

Le luci soffuse di Grigory Sokolov

Le luci soffuse di Grigory Sokolov

Un programma di recital all’anno è oramai consuetudine per ogni pianista “di giro”. E per un artista che oltre che “di giro” è di culto, come Grigori Sokolov, si è trattato questa volta di impaginare un recital che vedeva la presenza di titoli in parte noti ai seguaci di Sokolov attraverso la frequentazione di precedenti appuntamenti. Vale per lui ciò che si è verificato in passato per tanti illustri colleghi: il repertorio un tempo assai vasto si va riducendo per entità ma l’evento concert….

Daniil Trifonov e Michail Pletnëv interpreti di Chopin a Torino

Daniil Trifonov e Michail Pletnëv interpreti di Chopin a Torino

Già l’esecuzione di entrambi i pianistici Concerti di Chopin in una stessa serata di per sé è evento raro; se a proporli poi, assecondato da una compagine del livello della Mahler Chamber Orchestra, c’è un pianista del calibro di Daniil Trifonov – tecnica infallibile e tanta sensibilità, di quei musicisti che non privilegiano l’aspetto esteriore e regalano emozioni incredibili – le premesse per un vero trionfo di pubblico ci sono tutte. Se sul podio sale un direttore e pianista egli stesso quale

Alexander Lonquich incanta il pubblico milanese

Alexander Lonquich incanta il pubblico milanese

Alexander Lonquich rappresenta oggi in un certo senso un oggetto di culto per le giovani generazioni di pianisti, che giustamente ammirano in lui l’artista colto e riflessivo, l’interprete raffinato e partecipe di un repertorio assai vasto che va da Bach a Rihm. Ma la figura di Lonquich è a mio parere ancor più da tenere in considerazione oggi per almeno due motivi. Innanzitutto la sua tenuta concertistica ancora invidiabile, che non conosce problemi di memoria e concentrazione, che gli consente

La Passione secondo Giovanni al Teatro Massimo di Palermo

La Passione secondo Giovanni al Teatro Massimo di Palermo

Siamo piuttosto abituati alle esecuzioni di opere liriche in forma di concerto, ma decisamente meno alla situazione contraria, quando una composizione destinata ad essere eseguita senza apparato scenico diventa un vero e proprio spettacolo teatrale. Cosa ciò può comportare? Da una parte è del tutto naturale il senso di sconvolgimento nello spettatore, in prima battuta visivo, che può essere vissuto in modo ambivalente. Dall’altra, trattandosi di un adattamento musicale, ci si deve aspettare un..

Akademie für Alte Musik Berlin a Torino

Akademie für Alte Musik Berlin a Torino

È DI GRAN LUNGA il coro il protagonista assoluto della bachiana Messa in si minore che a Torino – la sera di lunedì 3 aprile 2017, presso l’Auditorium ‘Agnelli’, per la stagione di Lingotto Musica – ha potuto beneficiare di un’interpretazione di altissimo livello: grazie alla superlativa performance dell’Akademie für Alte Musik Berlin magistralmente diretta da Martin Lehmann, abile nel vivificare ogni singola battuta coi giusti fraseggi, imprimendo laddove occorre quella scioltezza propulsiva e

Maurizio Pollini a Berlino: Chopin tra furore e malinconia

Maurizio Pollini a Berlino: Chopin tra furore e malinconia

Tra le altre innumerevoli cose, bisogna osservare l’uso che Maurizio Pollini fa del pedale sinistro del pianoforte per provare ad analizzare la sua arte. Un’arte complessa e raffinata che ha come risultato una grandissima naturalezza pianistica e chiarezza musicale. Il pianista milanese, oggi settantacinquenne, è tornato alla Philharmonie di Berlino con un programma dedicato interamente a Chopin: i Notturni op. 27 ed op. 55, le Ballate n. 3 e n. 4, la Sonata n. 3, la Berceuse op. 57, lo Scherzo

Lukas Geniušas tra Prokof’ev, Schumann e Grieg

Lukas Geniušas tra Prokof’ev, Schumann e Grieg

Per il suo nuovo recital alla Società dei Concerti, tenutosi la scorsa settimana, il ventiseienne Lukas Geniušas ha voluto onorare il 125mo anniversario della nascita di Sergei Prokof’ev includendo le Sonate n. 5 (nella versione riveduta dal compositore e pubblicata postuma nel 1955) e n. 2 al termine di un programma ben congegnato che nella prima parte esplorava l’universo schumanniano del Carnevale di Vienna e si rivolgeva poi a una scelta dai Pezzi lirici di Grieg. Le qualità pianistiche e…

Edita Gruberova, crepuscolarità di una diva intramontabile

Edita Gruberova, crepuscolarità di una diva intramontabile

ERA LA FINE DI LUGLIO del 1979, e un allora giovane ardente straussiano ancora costretto al caldo milanese, in preda agli esami universitari, non vedeva l’ora che dal terzo programma Rai venisse trasmessa, nel contesto di un Festival di Salisburgo ancora ben presente nella radiodiffusione, una Ariadne auf Naxos che a quei tempi era di raro ascolto dal vivo. L’allestimento era davvero pregevole: sul podio l’anziano Karl Böhm, 85 anni appena compiuti, decano dei direttori straussiani, e un cast…

Ivo Pogorelich a Milano, suono sempre magnifico

Ivo Pogorelich a Milano, suono sempre magnifico

Nel ricordo di Giovanna Cavazzoni, instancabile motore organizzativo del Vidas, l’associazione che tanto ha fatto per Milano e che continua a prodigarsi per rendere più sopportabili le condizioni dei malati terminali, si è tenuto l’altra sera all’Auditorium un concerto del pianista Ivo Pogorelich, un artista tra i più discussi degli ultimi quarant’anni. Il pianista croato è tra le altre cose ambasciatore dell’Unesco e si è speso molte volte a supporto di organizzazioni umanitarie fin dai tempi..

Junge Deutsche Philharmonie diretta da Jonathan Nott a Torino

Junge Deutsche Philharmonie diretta da Jonathan Nott a Torino

Formazione di gran classe, quella della Junge Deutsche Philharmonie, approdata a Torino la sera di mercoledì 8 marzo 2017, per la stagione di Lingotto Musica: un centinaio di orchestrali di età compresa tra i diciotto e i ventotto anni che, sotto la guida esperta e la bacchetta precisa di Jonathan Nott, suonano con indicibile freschezza, entusiasmo e una professionalità che è raro trovare in analoghe formazioni giovanili (e a dire il vero può reggere agevolmente il confronto anche con ben più..

Maurizio Pollini, l’Imperatore beethoveniano

Maurizio Pollini, l’Imperatore beethoveniano

In una non tanto ipotetica identificazione tra alcuni grandi pianisti del nostro tempo e i cinque concerti per pianoforte e orchestra di Beethoven – l’esperimento era di fatto stato proposto da Claudio Abbado all’interno del suo ciclo Beethoven tenuto a Roma nell’oramai lontano 2001 – il cosiddetto “Imperatore” spetta di diritto a Maurizio Pollini, che a questa partitura si può dire abbia dedicato una vita intera. Dai primi exploit ancora precedenti l’epoca del Concorso Chopin del 1960 sino al c

La Wally a Modena

La Wally a Modena

Fino agli anni Cinquanta La Wally era un titolo che faceva capolino abbastanza frequentemente nei cartelloni dei teatri lirici italiani; poi il gusto cambiò, e dell’umorale eroina tirolese si persero quasi del tutto le tracce. Complice il ritorno di interesse per le opere composte a cavallo fra Otto e Novecento, dopo due apparizioni all’estero (Ginevra nel 2014 e Montecarlo nel 2016) il capolavoro di Alfredo Catalani torna ora a calcare i palcoscenici italiani in una coproduzione che vede …..

Giovani pianisti debuttano a Milano

Giovani pianisti debuttano a Milano

Febbraio è stato un mese ricco di proposte pianistiche a Milano, soprattutto per quel che riguarda una nuova generazione di solisti che si è distinta in vari concorsi internazionali. Appena spento il clamore per il debutto milanese di Lucas Debargue – di lui abbiamo parlato diffusamente – si è apprezzato in Conservatorio il ventennne Alberto Ferro, nato a Gela, in Sicilia, e vincitore del secondo premio al Concorso Busoni del 2015. Mano saldissima, un suono sempre presente e incisivo ma mai….

Gidon Kremer e la Kremerata Baltica sorprendono ancora una volta

Gidon Kremer e la Kremerata Baltica sorprendono ancora una volta

Non finiscono mai di sorprendere, Gidon Kremer e la ‘sua’ creatura: la Kremerata Baltica, complesso strumentale di altissimo livello e – soprattutto – di singolare versatilità, applaudito in tutto il mondo. Sono approdati a Torino, per I concerti di Lingotto Musica, la sera di martedì 21 febbraio 2017, offrendo il programma che stanno portando in tournée: programma davvero inconsueto, confezionato secondo precisi ed anti convenzionali criteri, soprattutto, volto a festeggiare, in modo atipico,

Fabio Luisi e Alessandro Taverna tra Liszt e Strauss

Fabio Luisi e Alessandro Taverna tra Liszt e Strauss

Due felici sorprese, quelle che hanno contraddistinto il recente concerto della Filarmonica della Scala, messa a dura prova da un’abbinata straussiana che richiede a qualsiasi orchestra uno studio e una abilità delle singole sezioni non comune, ivi compreso l’abnorme ruolo del primo violino – eccellente Francesco De Angelis – che è costretto a seguire gli estri del grande Richard II fino al punto di affrontare, nello Heldenleben, una specie di vero e proprio Concerto per violino e orchestra.

Al Regio di Torino la Filarmonica diretta da Yutaka Sado

Al Regio di Torino la Filarmonica diretta da Yutaka Sado

Un concerto volto a celebrare il cinquecentesimo della Confessione Augustana, o più propriamente della Riforma protestante, non poteva che aprirsi nel segno del sommo Bach, il Kantor lipsiense, il luterano per antonomasia: il musicista la cui produzione sarebbe del tutto incomprensibile se per assurdo si prescindesse, ovvero si astraesse capziosamente dalla sua fede, anche laddove non si tratti di lavori sacri in senso stretto. Ecco dunque che ad inaugurare la serata, lunedì 6 febbraio 2017, al

Falstaff alla Scala con la nuova luce di Damiano Michieletto

Falstaff alla Scala con la nuova luce di Damiano Michieletto

Falstaff è un’opera bellissima, mozartiana per quel suo mescolare gioia e dolore, follia e malinconia, divertimento e amara riflessione sulle cose del mondo. E come tale è molto amata dal pubblico della Scala che l’ha applaudita centinaia di volte nel corso di quasi 115 anni, nell’interpretazione di direttori famosi e di cantanti di grande rilievo. Un Falstaff per ogni Sovrintendente, come è stato dal 1980 in poi è forse un po’ troppo, e non ci eravamo ancora del tutto abituati al pregevole alle

Lucas Debargue, successo a Milano

Lucas Debargue, successo a Milano

Preceduto da una fama che derivava dalla sua mancata vittoria al “Čajkovskij” di Mosca del 2015 – anzi al suo piazzamento al quarto posto – e noto a tutti gli appassionati per la già fiorente messe di video presente su youtube, che testimonia di tutte le fasi del concorso e di altre sue apparizioni in concerto, Lucas Debargue è finalmente approdato anche a Milano grazie alle cure delle Serate Musicali, che non si sono lasciate sfuggire l’occasione di presentare in stagione un pianista dalle cara

Bologna: un’Entführung senza scandalo

Bologna: un’Entführung senza scandalo

Nelle intenzioni di chi l’ha apparecchiato doveva essere uno spettacolo con sfida, botto, brivido, dibattito e scandalo, utile a spostare l’attenzione del pubblico internazionale sul Teatro Comunale di Bologna e sull’inaugurazione della sua stagione d’opera 2017. Ma lo spirito dell’inaugurazione, con i grandi interpreti e il pubblico che conta, era già stato accaparrato dal lussuoso Werther di dicembre; e la prima recita ha dovuto vedersela col ritorno di Riccardo Muti al Teatro alla Scala….