Tutti i post di Santi Calabrò

L'autore: Santi Calabrò

Nato a Messina, si è diplomato in pianoforte con il massimo dei voti, la lode e la menzione d'onore, ed ha conseguito la laurea in Lettere Moderne con 110 e lode. Svolge attività concertistica, tiene concerti-conferenza ed è invitato a convegni musicologici. Critico musicale per dieci anni presso la Gazzetta del Sud, è collaboratore di Amadeus. Pubblica articoli musicologici su riviste specializzate ed è autore di saggi per volumi collettanei. Suona applicando i principi del suo "Tecnica del dito preparato" (Edizioni Leonida, Reggio Calabria 2007), un metodo per pianoforte di impianto e concezione innovativi. Vincitore di concorso nazionale, insegna attualmente presso il Conservatorio di Messina.

La rara Enchateresse di Čajkovski nella lettura di Andriy Zholdak

La rara Enchateresse di Čajkovski nella lettura di Andriy Zholdak

Allestendo per il Teatro di Lione L’Enchateresse (Чародейка) di Pëtr Il’ič Čajkovski – su libretto di Ippolit Vasil’evič Špažinskij, che lo deriva dalla sua tragedia omonima – il regista ucraino Andriy Zholdak è riuscito nell’impresa di rendere interamente godibile un’opera di alto livello musicale ma di rarissima esecuzione e problematico allestimento. Nonostante la durata complessiva di quattro ore, gli ultimi due atti sembrano addirittura scorrere velocemente. Un tale risultato, prima che…

Didon & Énée a Lione

Didon & Énée a Lione

I problemi che sorgono dal confronto con epoche diverse riguardano in generale sia l’interpretazione di un’opera del passato che la sua eventuale reinvenzione: alcuni aspetti sono sovrapponibili, tanto che, nel caso di un rifacimento, possono sorgere indecisioni sul titolo da attribuire al risultato finale. A rigore “Un Didon & Énée di Henry Purcell / Kalle Kalima” – come da cartellone generale della stagione operistica 2018-19 del Teatro di Lione, in una nuova produzione in partenariato con la

Il ritorno di Ulisse in patria a Palermo

Il ritorno di Ulisse in patria a Palermo

Torna a circolare in vari teatri europei Il ritorno di Ulisse in patria di Claudio Monteverdi nell’allestimento/riduzione di Philippe Pierlot, per la parte musicale, e di William Kentridge, per le scene (con Adrian Kohler) e la regìa. Visto che l’orchestra è costituita da un piccolo organico di strumenti barocchi suonati dal complesso Ricercar Consort, il Teatro Massimo di Palermo ha potuto ospitare questa produzione in concomitanza con la sua tournée in Oman, dove il Massimo “esporta” La……

Riflessioni su Il flauto magico in scena a Catania

Riflessioni su Il flauto magico in scena a Catania

«Quanti interpretano Il flauto magico in senso massone non vi evincono, ma vi immettono un’interpretazione» (Hans Georg Gadamer). Non la pensa certo così Pierluigi Pizzi, giunto alla sua quarta regia dell’ultima opera di Mozart. Il rapporto di Pizzi con Il flauto magico evolve sempre più verso il prosciugamento di ciò che gli appare non essenziale, cercando di mettere in scena il “vero” messaggio dell’opera. Con ferrea coerenza, la nuova produzione che ha inaugurato la stagione del Teatro Massim

Alexei Volodin, Brahms in direzione Bruckner

Alexei Volodin, Brahms in direzione Bruckner

Definire la collocazione estetica di compositori come Brahms e Debussy comporta una riflessione che verta sulla complessità delle implicazioni storiografiche e sulla densità delle partiture; l’interpretazione può quindi far valere il proprio punto di vista non solo come condizione di manifestazione dell’opera, ma anche come presa di posizione sulla sua cifra stilistica. Proponendo al Teatro Politeama di Palermo un programma che nella prima parte prevedeva il sontuoso Concerto n. 1 in re min. op.

Alexander Lonquich a Messina: Beethoven e Schubert

Alexander Lonquich a Messina: Beethoven e Schubert

La proposta di un programma che allinei i due monumentali testamenti pianistici di Beethoven e di Schubert – nella prima parte le 33 Variazioni su un tema di Diabelli, nella seconda la Sonata in Si bem. magg. D 960 – può declinarsi in tante sfaccettature dell’interpretazione, ma in via preliminare si riconduce a un bivio tra similarità e differenze. Raramente, infatti, i due compositori appaiono così diversi: eppure, entrambe le opere, quasi coeve, possono soddisfare sia al requisito della….

Le composizioni di Giovanni Salviucci a Rimini

Essere “il più bravo di tutti”, come si diceva ai suoi tempi di Giovanni Salviucci (1907-1937), è un titolo che fa effetto, tanto più se riferito a un contesto di artisti quasi coetanei dove i talenti già evidenti di Petrassi e Dallapiccola (più anziani di tre anni) non sembravano ancora altrettanto definiti, mentre la musica di Salviucci veniva stimata ed eseguita più spesso; comprensibile perciò l’enorme sconcerto che lasciò la sua morte precoce. Uscendo dalla agiografia che si affaccia….

Le nozze di Figaro a Palermo, la visione di Chiara Muti

Le nozze di Figaro a Palermo, la visione di Chiara Muti

Con un unico e insuperabile gesto Mozart mette insieme la rappresentazione di un’azione complessa e la pittura di sentimenti umani dinamicamente sfaccettati; proprio per questo Le nozze di Figaro frustrano le letture moralistiche, per definizione portate a irrigidirsi in un principio unico, portandole a due conclusioni in apparenza ugualmente ben fondate, ma nella sostanza del tutto inconciliabili. Da un lato, l’opera rifletterebbe un certo spirito libertino squisitamente settecentesco; dall’alt

La Rondine a Catania

La Rondine a Catania

La disputa tra l’amor “sentimentale” e quello “occasionale”, che impegna i personaggi all’inizio della Rondine, nel corso dell’opera si sposta di segno: non c’è da sorprendersi, visto che Puccini è un maestro degli slittamenti di senso e delle dissociazioni. Fatto sta che alla fine la protagonista Magda torna alla sua vita dove, a rigore, domina un terzo tipo di amore – quello “interessato”. E neanche Lisette, che a parole si fa paladina dell’occasione, è in linea con quanto predica……

La vedova allegra al Bellini di Catania, la regìa è di Vittorio Sgarbi

La vedova allegra al Bellini di Catania, la regìa è di Vittorio Sgarbi

L’incolmabile distanza che separa l’operetta dell’opera – tanto prossime quanto su crinali in realtà opposti – si potrebbe apprezzare anche solo dalla diversa funzione del tenore: il giovane innamorato nell’opera può essere più o meno eroico, più o meno fortunato (di solito viene corrisposto), più o meno abile a fare gli interessi suoi e della sua amata, ma non può essere mai ridicolo perché ne verrebbe compromessa non tanto la tenuta drammaturgica complessiva, quanto il sistema assiologico….

L’italiana in Algeri a Palermo

L’italiana in Algeri a Palermo

L’italiana in Algeri è un’opera da maneggiare con cura, perché il livello della musica di Rossini è molto alto ma l’azione già di suo irreale si dispiega in una drammaturgia dall’equilibrio instabile. Che una donna destinata a un serraglio arabo riesca a darla a bere al Bey assatanato, a liberare gli altri prigionieri italiani, a imbarcare tutti per tornare in Italia, incluso il suo innamorato ritrovato – anche lui in condizione di schiavitù presso il Bey –, e persino a propiziare una …

Maurizio Pollini a Palermo, concerto ed incontro con i giovani del Conservatorio

Maurizio Pollini a Palermo, concerto ed incontro con i giovani del Conservatorio

La carriera di Maurizio Pollini è ormai lunghissima: quasi sessant’anni. In così tanto tempo, mentre il mondo cambia, anche l’interpretazione musicale rinnova i suoi concetti. Oggi chi osasse criticare a Pollini delle apparenze di scorretta lettura del testo di Chopin rischierebbe di passare per pedante molto più che negli anni ’60 o ’70 del Novecento, perché l’evoluzione della ricerca filologica accorda agli esecutori maggiore libertà rispetto all’interpretazione letterale del segno scritto.

Werther a Palermo

Werther a Palermo

PER GIORGIA GUERRA, regista del Werther andato in scena a Palermo (in coproduzione con Auditorio de Tenerife), nel capolavoro di Massenet è in questione solo un’attrazione fatale che si conclude con un suicidio. Si può trovare allora una cornice migliore di un drammone cinematografico degli anni ’30 o ’40? Non si può. “Che peccato che due talenti come Goethe a Massenet siano nati troppo presto e non abbiano potuto lavorare per il cinema!”, si sarà detta la regista.

Salome a Catania, le geometrie di Pierluigi Pizzi

Salome a Catania, le geometrie di Pierluigi Pizzi

”Aber ein Wurf, ein Wurf…” (Ma che mira, che mira…) esclama Adrian Leverkühn, protagonista del Doctor Faustus manniano, a proposito della Salome di Richard Strauss: opera capace di imporsi come un grande successo di pubblico pur assumendo connotazioni estetiche molto aggiornate quanto a soggetto, drammaturgia, linguaggio musicale. Modernismo e successo eclatante non sempre si accoppiano (la storia della musica del Novecento racconta a tale proposito più divorzi che matrimoni); ma quando….

La traviata di Pontiggia e Sagripanti a Palermo

La traviata di Pontiggia e Sagripanti a Palermo

SCENE E ABITI BORGHESI di metà Ottocento costituiscono una scelta corretta per La traviata non solo in senso filologico, ma in quanto possono sottilmente alludere al sistema di valori morali e sociali proprio a Germont padre, che è una componente così importante dell’intreccio. Anche un’ambientazione in stile Liberty, tuttavia, è da accogliere con favore: perché l’eleganza si addice all’opera di Verdi e perché alleggerisce l’orizzonte, evocando un quadro morale più indefinito o perlomeno l’allen

La straniera, Bellini sperimentale a Catania

La straniera, Bellini sperimentale a Catania

La straniera è una delle opere più scopertamente sperimentali di Vincenzo Bellini: soggetto, musica e drammaturgia sono investiti dal Romanticismo, il vento impetuoso che connota culturalmente e spiritualmente la gran parte dell’Ottocento europeo. Se pure la tensione drammatica non risulta alta in tutti i numeri dell’opera, la costante qualità del lirismo belliniano e molte parti riuscite sotto ogni profilo restituiscono nell’insieme un melodramma elegante e talora incantato.

Sakùntala di Franco Alfano a Catania

Sakùntala di Franco Alfano a Catania

Sakùntala è l’opera più nota di Franco Alfano, un compositore di alto spessore, con un catalogo di musica strumentale, oltre che di opere, che non si può ignorare. Detto questo, un’opera è fatta di tante componenti: musica, parole, dramma e, non ultima, reciproca integrazione. La musica di Sakùntala è di altissimo livello, e non sfigura certo a petto delle opere esotiche e di argomento mitico del Novecento; il testo – sempre di Alfano – lascia di per sé qualche perplessità, in quanto rispetto…

«Jenůfa»: speranze e pioggia d’oro a Palermo

«Jenůfa»: speranze e pioggia d’oro a Palermo

Mai sulla scena dell’opera appare un personaggio più incline al perdono di Jenůfa: persino lo Stiffelio verdiano nel confronto con l’eroina di Janáček risulta un principiante. Apparentemente smodata, la clemenza di Jenůfa si incardina nell’ethos dell’azione operistica e ne costituisce la chiave di volta. In colpa dall’inizio – incinta e non sposata – Jenůfa è tutta presa dal flusso vitale del suo primo amore per il fatuo Steva: la “perdonite” è l’altra faccia della sua innocenza di fondo, e…..

«Madama Butterfly» a Palermo

«Madama Butterfly» a Palermo

Madama Butterfly presenta diversi aspetti adatti a sollecitare le tendenze all’attualizzazione degli elementi narrativi e allo spostamento temporale del contesto originario: alludere al turismo sessuale o riportare a misura odierna il tema dello scontro di civiltà sono sicuramente fra le tentazioni che pungono i registi con ambizioni innovative.