Tutti i post di Santi Calabrò

L'autore: Santi Calabrò

Nato a Messina, si è diplomato in pianoforte con il massimo dei voti, la lode e la menzione d'onore, ed ha conseguito la laurea in Lettere Moderne con 110 e lode. Svolge attività concertistica, tiene concerti-conferenza ed è invitato a convegni musicologici. Critico musicale per dieci anni presso la Gazzetta del Sud, è collaboratore di Amadeus. Pubblica articoli musicologici su riviste specializzate ed è autore di saggi per volumi collettanei. Suona applicando i principi del suo "Tecnica del dito preparato" (Edizioni Leonida, Reggio Calabria 2007), un metodo per pianoforte di impianto e concezione innovativi. Vincitore di concorso nazionale, insegna attualmente presso il Conservatorio di Messina.

Alexei Volodin, Brahms in direzione Bruckner

Alexei Volodin, Brahms in direzione Bruckner

Definire la collocazione estetica di compositori come Brahms e Debussy comporta una riflessione che verta sulla complessità delle implicazioni storiografiche e sulla densità delle partiture; l’interpretazione può quindi far valere il proprio punto di vista non solo come condizione di manifestazione dell’opera, ma anche come presa di posizione sulla sua cifra stilistica. Proponendo al Teatro Politeama di Palermo un programma che nella prima parte prevedeva il sontuoso Concerto n. 1 in re min. op.

Alexander Lonquich a Messina: Beethoven e Schubert

Alexander Lonquich a Messina: Beethoven e Schubert

La proposta di un programma che allinei i due monumentali testamenti pianistici di Beethoven e di Schubert – nella prima parte le 33 Variazioni su un tema di Diabelli, nella seconda la Sonata in Si bem. magg. D 960 – può declinarsi in tante sfaccettature dell’interpretazione, ma in via preliminare si riconduce a un bivio tra similarità e differenze. Raramente, infatti, i due compositori appaiono così diversi: eppure, entrambe le opere, quasi coeve, possono soddisfare sia al requisito della….

Le composizioni di Giovanni Salviucci a Rimini

Essere “il più bravo di tutti”, come si diceva ai suoi tempi di Giovanni Salviucci (1907-1937), è un titolo che fa effetto, tanto più se riferito a un contesto di artisti quasi coetanei dove i talenti già evidenti di Petrassi e Dallapiccola (più anziani di tre anni) non sembravano ancora altrettanto definiti, mentre la musica di Salviucci veniva stimata ed eseguita più spesso; comprensibile perciò l’enorme sconcerto che lasciò la sua morte precoce. Uscendo dalla agiografia che si affaccia….

Le nozze di Figaro a Palermo, la visione di Chiara Muti

Le nozze di Figaro a Palermo, la visione di Chiara Muti

Con un unico e insuperabile gesto Mozart mette insieme la rappresentazione di un’azione complessa e la pittura di sentimenti umani dinamicamente sfaccettati; proprio per questo Le nozze di Figaro frustrano le letture moralistiche, per definizione portate a irrigidirsi in un principio unico, portandole a due conclusioni in apparenza ugualmente ben fondate, ma nella sostanza del tutto inconciliabili. Da un lato, l’opera rifletterebbe un certo spirito libertino squisitamente settecentesco; dall’alt

La Rondine a Catania

La Rondine a Catania

La disputa tra l’amor “sentimentale” e quello “occasionale”, che impegna i personaggi all’inizio della Rondine, nel corso dell’opera si sposta di segno: non c’è da sorprendersi, visto che Puccini è un maestro degli slittamenti di senso e delle dissociazioni. Fatto sta che alla fine la protagonista Magda torna alla sua vita dove, a rigore, domina un terzo tipo di amore – quello “interessato”. E neanche Lisette, che a parole si fa paladina dell’occasione, è in linea con quanto predica……

La vedova allegra al Bellini di Catania, la regìa è di Vittorio Sgarbi

La vedova allegra al Bellini di Catania, la regìa è di Vittorio Sgarbi

L’incolmabile distanza che separa l’operetta dell’opera – tanto prossime quanto su crinali in realtà opposti – si potrebbe apprezzare anche solo dalla diversa funzione del tenore: il giovane innamorato nell’opera può essere più o meno eroico, più o meno fortunato (di solito viene corrisposto), più o meno abile a fare gli interessi suoi e della sua amata, ma non può essere mai ridicolo perché ne verrebbe compromessa non tanto la tenuta drammaturgica complessiva, quanto il sistema assiologico….

L’italiana in Algeri a Palermo

L’italiana in Algeri a Palermo

L’italiana in Algeri è un’opera da maneggiare con cura, perché il livello della musica di Rossini è molto alto ma l’azione già di suo irreale si dispiega in una drammaturgia dall’equilibrio instabile. Che una donna destinata a un serraglio arabo riesca a darla a bere al Bey assatanato, a liberare gli altri prigionieri italiani, a imbarcare tutti per tornare in Italia, incluso il suo innamorato ritrovato – anche lui in condizione di schiavitù presso il Bey –, e persino a propiziare una …

Maurizio Pollini a Palermo, concerto ed incontro con i giovani del Conservatorio

Maurizio Pollini a Palermo, concerto ed incontro con i giovani del Conservatorio

La carriera di Maurizio Pollini è ormai lunghissima: quasi sessant’anni. In così tanto tempo, mentre il mondo cambia, anche l’interpretazione musicale rinnova i suoi concetti. Oggi chi osasse criticare a Pollini delle apparenze di scorretta lettura del testo di Chopin rischierebbe di passare per pedante molto più che negli anni ’60 o ’70 del Novecento, perché l’evoluzione della ricerca filologica accorda agli esecutori maggiore libertà rispetto all’interpretazione letterale del segno scritto.

Werther a Palermo

Werther a Palermo

PER GIORGIA GUERRA, regista del Werther andato in scena a Palermo (in coproduzione con Auditorio de Tenerife), nel capolavoro di Massenet è in questione solo un’attrazione fatale che si conclude con un suicidio. Si può trovare allora una cornice migliore di un drammone cinematografico degli anni ’30 o ’40? Non si può. “Che peccato che due talenti come Goethe a Massenet siano nati troppo presto e non abbiano potuto lavorare per il cinema!”, si sarà detta la regista.

Salome a Catania, le geometrie di Pierluigi Pizzi

Salome a Catania, le geometrie di Pierluigi Pizzi

”Aber ein Wurf, ein Wurf…” (Ma che mira, che mira…) esclama Adrian Leverkühn, protagonista del Doctor Faustus manniano, a proposito della Salome di Richard Strauss: opera capace di imporsi come un grande successo di pubblico pur assumendo connotazioni estetiche molto aggiornate quanto a soggetto, drammaturgia, linguaggio musicale. Modernismo e successo eclatante non sempre si accoppiano (la storia della musica del Novecento racconta a tale proposito più divorzi che matrimoni); ma quando….

La traviata di Pontiggia e Sagripanti a Palermo

La traviata di Pontiggia e Sagripanti a Palermo

SCENE E ABITI BORGHESI di metà Ottocento costituiscono una scelta corretta per La traviata non solo in senso filologico, ma in quanto possono sottilmente alludere al sistema di valori morali e sociali proprio a Germont padre, che è una componente così importante dell’intreccio. Anche un’ambientazione in stile Liberty, tuttavia, è da accogliere con favore: perché l’eleganza si addice all’opera di Verdi e perché alleggerisce l’orizzonte, evocando un quadro morale più indefinito o perlomeno l’allen

La straniera, Bellini sperimentale a Catania

La straniera, Bellini sperimentale a Catania

La straniera è una delle opere più scopertamente sperimentali di Vincenzo Bellini: soggetto, musica e drammaturgia sono investiti dal Romanticismo, il vento impetuoso che connota culturalmente e spiritualmente la gran parte dell’Ottocento europeo. Se pure la tensione drammatica non risulta alta in tutti i numeri dell’opera, la costante qualità del lirismo belliniano e molte parti riuscite sotto ogni profilo restituiscono nell’insieme un melodramma elegante e talora incantato.

Sakùntala di Franco Alfano a Catania

Sakùntala di Franco Alfano a Catania

Sakùntala è l’opera più nota di Franco Alfano, un compositore di alto spessore, con un catalogo di musica strumentale, oltre che di opere, che non si può ignorare. Detto questo, un’opera è fatta di tante componenti: musica, parole, dramma e, non ultima, reciproca integrazione. La musica di Sakùntala è di altissimo livello, e non sfigura certo a petto delle opere esotiche e di argomento mitico del Novecento; il testo – sempre di Alfano – lascia di per sé qualche perplessità, in quanto rispetto…

«Jenůfa»: speranze e pioggia d’oro a Palermo

«Jenůfa»: speranze e pioggia d’oro a Palermo

Mai sulla scena dell’opera appare un personaggio più incline al perdono di Jenůfa: persino lo Stiffelio verdiano nel confronto con l’eroina di Janáček risulta un principiante. Apparentemente smodata, la clemenza di Jenůfa si incardina nell’ethos dell’azione operistica e ne costituisce la chiave di volta. In colpa dall’inizio – incinta e non sposata – Jenůfa è tutta presa dal flusso vitale del suo primo amore per il fatuo Steva: la “perdonite” è l’altra faccia della sua innocenza di fondo, e…..

«Madama Butterfly» a Palermo

«Madama Butterfly» a Palermo

Madama Butterfly presenta diversi aspetti adatti a sollecitare le tendenze all’attualizzazione degli elementi narrativi e allo spostamento temporale del contesto originario: alludere al turismo sessuale o riportare a misura odierna il tema dello scontro di civiltà sono sicuramente fra le tentazioni che pungono i registi con ambizioni innovative.

Gino Marinuzzi, a Catania la «Sinfonia in la»

Gino Marinuzzi, a Catania la «Sinfonia in la»

La Sinfonia in La di Gino Marinuzzi, composta per buona parte nei rifugi antiaerei milanesi durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale, meriterebbe un posto stabile nel repertorio sinfonico. La rara e meritoria proposta del Teatro di Catania, che l’ha proposta sotto la efficace direzione di Giuseppe Grazioli, ha avuto un’accoglienza entusiastica da parte del pubblico, a riprova, se ce ne fosse ancora bisogno, di come ci sia tutto un Novecento da riscoprire: moderno, colto, non….

La «Cenerentola» delle innovazioni

La «Cenerentola» delle innovazioni

Preceduta da un battage adeguato alle innovazioni dell’allestimento, è andata in scena a Palermo la Cenerentola di Rossini, nuova coproduzione tra il Massimo e il Teatro delle Muse di Ancona. Tutta da vedere è l’utilizzazione in scena della tecnica del “chroma key”, un sistema sofisticato di proiezioni interattive. Come spiega il regista Giorgio Barberio Corsetti, si tratta in realtà di due tecniche diverse: «da una parte abbiamo la possibilità di far agire i cantanti all’interno di scenografie

«Fedra» di Paisiello inaugura a Catania

«Fedra» di Paisiello inaugura a Catania

Con la meritoria prima ripresa moderna del lavoro di Paisiello – di cui quest’anno ricorre il bicentenario della morte –, il Teatro di Catania ha aperto la sua stagione 2016, affidando il nodo più delicato, quello della regìa, alle cure di Andrea Cigni. Nel complesso il regista fa un buon lavoro: sulla scena gradevole e funzionale di Lorenzo Cutùli – dominata da due pedane circolari intrecciate – i movimenti scenici seguono l’andamento delle situazioni senza strafare, Cigni arricchisce la . . .

Rigoletto, dialettica tra “tipo” e “personaggio”

Rigoletto, dialettica tra “tipo” e “personaggio”

RIGOLETTO è il dramma di Verdi in cui la dialettica tra “tipo” e “personaggio” segna il momento di frizione più evidente, investendo i contenuti non meno che la forma. Ai due estremi dell’uomo che agisce secondo schemi di superficie – che sono poi la sua stessa sostanza – e di quello che indossa maschere cangianti sotto cui agiscono sentimenti di verità devastante, corrisponde la compresenza nell’opera della convenzione esibita senza scavo alcuno e del ritratto di una psicologia complessa