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“Valore cultura”, i giorni sono contati

Giuseppe Pennisi di Giuseppe Pennisi
30 Settembre 2013
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Bray


Politiche culturali • Dopo l’approvazione del Senato, la Camera dei Deputati ha meno di due settimane per la conversione in legge del decreto del Ministro Bray, contenente anche provvedimenti salva Fondazioni Lirico-Sinfoniche (qui il testo). Ma il governo, tenuto in ostaggio da un condannato definitivo e con la fantapolitica attuale, reggerà sino all’8 ottobre? Ecco gli scenari possibili


di Giuseppe Pennisi


[Egrave]STATO APPROVATO IERI IN SENATO (con il voto contrario della Lega Nord, l’astensione del M5S ed anche una dichiarazione voto contraria di un ex-Ministro dei Beni e delle Attività Culturali) il decreto sulla cultura concepito dal governo come “valore aggiunto” per attrarre risorse e rilanciare il Bel Paese. Il provvedimento contiene misure per Pompei, fondi per altri Siti archeologici e Musei a cominciare dagli Uffizi, oltre a misure per le Fondazioni Lirico-Sinfoniche e tax credit per il cinema. Per reperire le risorse ci sarà l’aumento delle accise sui tabacchi, alcool e oli lubrificanti. Ecco i punti salienti del decreto che passa ora alla Camera e scade l’8 ottobre. Ma vediamo con ordine i punti. Il cammino del provvedimento, che ha suscitato aspettative ma anche critiche da specialisti di economia della cultura, è ancora irto. In effetti, il Decreto Legge è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 9 agosto; quindi, se non verrà convertito in legge entro le prossime due settimane decadrà, e il provvedimento dovrà essere reiterato, con l’implicazione che l’iter parlamentare dovrà riprendere dal punto di partenza. Perché il provvedimento possa essere convertito speditamente in legge, l’apposita commissione parlamentare dovrà ottenere di riunirsi (e votare) in sede legislativa, non referente. Ciò è possibile sul filo di lana dato lo scontro politico in atto tra i maggiori partiti e problemi più pressanti (Legge di Stabilità, politica industriale).

Se approvato, il provvedimento avrà questi effetti:

Pompei. Entra in campo un direttore generale che coordina gli interventi e gli appalti fuori e dentro il sito archeologico. Un manager preso dalla pubblica amministrazione, e che avrà il compito di definire le emergenze, assicurare lo svolgimento delle gare, migliorare la gestione del sito e delle spese. Il nuovo dg sarà affiancato, in base ad un emendamento, da un vice direttore vicario per la gestione del nuovo organismo “Progetto Pompei” e dovrà definire i tempi di realizzazione degli interventi potendo ricevere donazioni ed erogazioni liberali.

Caserta: la Soprintendenza speciale per i Beni archeologici di Pompei, Ercolano e Stabia sarà separata dal polo museale di Napoli e Caserta, dove nascerà la nuova Soprintendenza per i beni archeologici.

Musei e Siti: sono previsti otto milioni di euro per il completamento dei nuovi Uffizi a Firenze; cinque milioni all’anno per le attività del museo d’arte contemporanea MAXXI a Roma; quattro milioni per la realizzazione del museo nazionale dell’ebraismo a Ferrara; 500mila euro al centro Pio Rajana di Roma e 500mila al museo tattile statale di Omero; due milioni di euro per il restauro del Mausoleo di Augusto a Roma, grazie a una modifica al testo originario; soldi anche per i siti dell’Unesco in provincia di Ragusa.

Fondazioni Lirico-Sinfoniche: 75 milioni di euro per risanare i debiti delle Fondazioni liriche-sinfoniche gestiti da un commissario straordinario. Le fondazioni virtuose, quelle cioè che sono in pareggio di bilancio da tre anni, beneficeranno di una quota aggiuntiva pari al 5% rispetto alla quota loro spettante del Fondo unico spettacolo. Inoltre, nel nuovo criterio di assegnazione del Fus, il 25% spettante alle fondazioni lirico-sinfoniche, premierà quelle in grado di assicurare qualità artistica e festival.

Enti Culturali: gli enti culturali vigilati dal Mibac e i Teatri stabili pubblici non dovranno più effettuare i tagli orizzontali sulle spese relative a pubblicità e tournée come previsto dalla spending review.

Donazioni: le donazioni fino a 10 mila euro in favore della cultura potranno essere effettuate senza oneri amministrativi a carico del privato.

Tax Credit: dai 90 milioni destinati al tax credit il Senato ne aggiunge altri 20 e il fondo sale 110 milioni. In base ad un emendamento del Senato, al fondo potranno accedere anche la fiction e l’audiovisivo.

Fondazioni Culturali: il Senato ha assegnato 1,3 milioni a 103 fondazioni culturali tra cui l’Accademia della Crusca, il Museo Nazionale del Risorgimento, l’Accademia musicale Chigiana, alla Fondazione Einaudi, alla Fondazione Gramsci, alla Fondazione don Sturzo, ma anche alla Fondazione Craxi, cosa questa contestata
dai grillini in Aula.

Spettacoli dal Vivo: i locali che organizzano musica dal vivo, se non hanno più di 200 spettatori, devono fare solo l’autocertificazione allo sportello unico delle attività produttive del Comune di loro appartenenza. C’è poi una esenzione completa se i 200 assistono ad una spettacolo promosso da una onlus per la raccolta di fondi per beneficenza.

Forum Unesco: stanziati 400mila euro per il Forum mondiale dell’Unesco di Firenze, misura bollata dai Grillini come un regalo a Renzi.

Tirocini: vengono selezionati 500 laureati under 35 per un tirocinio di 12 mesi per la digitalizzazione e la catalogazione del patrimonio del Paese.

© Riproduzion riservata

Tags: Massimo BrayValore cultura
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Giuseppe Pennisi

Giuseppe Pennisi

Nato a Roma nel 1942, ha avuto una prima carriera negli Usa (Banca mondiale) sino alla metà degli Anni Ottanta. Rientrato in Italia è stato Dirigente Generale ai Ministeri del Bilancio e del Lavoro e docente di economia al Bologna Center della Johns Hopkins University e della Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione di cui ha coordinato il programma economico dal 1995 al 2008. Frequente collaboratore di quotidiani e periodici, scrive regolarmente per Avvenire. È Consigliere del Cnel in quanto esperto nominato dal Presidente della Repubblica ed insegna alla Università Europea di Roma. Ha pubblicato una ventina di libri di economia e finanza in Italia, Usa, Gran Bretagna e Germania. Culture di musica classica, è stato Vice Presidente del Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto e critico musicale del settimanale Il Domenicale dal 2002 al 2009; attualmente collabora regolarmente in materia di lirica al settimanale Milano Finanza ed al quotidiano britannico Music & Vision.

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Commenti 4

  1. Corto Maltese says:
    13 anni fa

    Se continuano così il governo crollerà molto prima dell’otto ottobre. Reale il problema della Siae

    Rispondi
  2. giuseppe pennisi says:
    13 anni fa

    secondo me il decreto valore cultura lascia molto a desiderare sotto diversi profili da affrontare se verrà mai convertito in legge (visto che spira aria di crisi di governo) . Ritengo errato, ad esempio, togliere o decurtare i diritti d’autore
    Giuseppe Pennisi

    Rispondi
  3. Bombacci Nicola says:
    13 anni fa

    Se i locali con non più di 200 spettatori sono esenti dal pagamento del diritto d’autore con cosa campano i già ultra-precari compositori? Il diritto d’autore è sacro e qui si sta commettendo un crimine.

    Rispondi
    • Thomas Morelli says:
      13 anni fa

      Secondo me la questione ha molteplici sfaccettature, e sicuramente il nodo scoperto andrà affrontato. Ma sgombriamo il campo dalla sua affermazione: Lei non sarà convinto davvero che gli ultra precari compositori vivano perché esiste il diritto d’autore. Stiamo scherzando vero? Perché per essere come Lei sostiene, l’Italia dovrebbe essere piena di piccoli festival di musica contemporanea, cosa che non mi pare. Anzi.

      Rispondi

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