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Gli orizzonti di Christoph Eschenbach

Luca Chierici di Luca Chierici
27 Aprile 2015
in CONCERTI, RECENSIONI
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Home RECENSIONI CONCERTI
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Il direttore tedesco alla guida della Filarmonica della Scala per un riuscito concerto


di Luca Chierici foto © Hanninen


NE È PASSATA DI ACQUA SOTTO I PONTI da quando Christoph Eschenbach, capelli neri a caschetto, fisico smilzo, si era esibito a Milano accanto al biondo Justus Frantz, con il quale formava un ben noto duo pianistico. Era il 1983, e i due suonavano a meraviglia Schubert e Brahms e Mozart. Già da qualche anno gli orizzonti musicali di Eschenbach si erano però ampliati e la direzione d’orchestra stava diventando a poco a poco la sua attività principale. Quanti pianisti, del resto, erano passati temporaneamente o definitivamente dalla tastiera al podio in quegli anni, e il suo esempio venne accolto all’inizio con le dovute cautele, anche se la sua presenza alla testa di complessi quali i Wiener Philharmoniker non davano adito a dubbi per quanto riguardava una professionalità di fondo.


Le preoccupazioni stilistiche lasciavano del tutto il posto all’espressione degli affetti nella prima sinfonia di Brahms


Eppure forse nessun pianista si è andato lentamente consolidando in questo nuovo ruolo così scrupolosamente e con risultati oggi così sorprendenti. È stato un cammino lungo, che a nostro parere ha iniziato a produrre gli effetti più notevoli a partire dai primi anni 2000. Una maturazione che oggi ci permette di ascoltare un artista di livello già eccezionale che è capace di trasferire in ambito sinfonico una varietà di fraseggio, un’attenzione ai minimi particolari che sono proprie di chi è abituato a governare a fondo uno strumento. Eschenbach sembra avere un contatto fisico con l’orchestra, vorrebbe quasi essere lui a suonare ogni singolo strumento, e il suo gesto, peraltro non bellissimo, non da “direttore nato”, pare diretto a chiedere a ciascuno un contributo personale. Ma la tecnica o il perseguimento di effetti raffinatissimi non rappresentano certo la qualità preponderante per un musicista che soprattutto ci convince per altri motivi. Eschenbach vibra per simpatia con le corde del repertorio classico e romantico e le sue letture convincono anche dal punto di vista della narrazione, soprattutto in quegli esempi tratti dal repertorio più famoso.

L’altra sera, complici i Filarmonici che quando si trovano a contatto con lui vibrano anch’essi, il direttore tedesco ha rivelato le diverse nature della quarta sinfonia di Mendelssohn, sottolineando il suo carattere germanico troppo spesso confuso con una italianità che è soltanto di superficie (come diceva l’Autore, il nostro è – o era – un paese visto come “dispensatore di felicità”). Le melodie dell’Andante sembravano riferirsi più a un cantus firmus di tradizione bachiana che a una melodia di pellegrini romani, così come il terzo movimento pareva richiamare le atmosfere delle Romanze senza parole o di certi luoghi del Sogno di una notte di mezza estate. E il tessuto contrappuntistico dei movimenti laterali era sempre sgranato con chiarezza impressionante, nonostante i tempi molto veloci staccati dal direttore. Le preoccupazioni stilistiche lasciavano del tutto il posto all’espressione degli affetti nella prima sinfonia di Brahms, nella quale al dominio assoluto del suono si aggiungeva una particolare, ulteriore sintonia con una somma di sentimenti che sempre emerge dai pur seriosi costrutti del musicista amburghese. Bellissima serata, con un finale sereno, gioioso che non poteva che rallegrare lo spirito. Grande successo e molti, sinceri applausi da parte del pubblico. (Concerto del 2 marzo 2015)

Tags: Christoph Eschenbach
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Luca Chierici

Luca Chierici

Luca Chierici, nato a Milano nel 1954, dopo la maturità classica e gli studi di pianoforte e teoria si è laureato in Fisica. Critico musicale per Radio Popolare dalla fine degli anni '70 e per Il Corriere Musicale dal 2012, collabora alle riviste Musica e Classic Voice dalla fondazione. È autore di numerosi articoli di critica discografica e musicale, di storia della musica e musicologia, programmi di sala e note di lp e cd per importanti istituzioni teatrali e concertistiche e case discografiche. Ha collaborato per molti anni alle riviste Amadeus, Piano Time, Opera, Sipario. Ha condotto Il terzo anello per Radiotre e ha implementato il data base musicale per Radio Classica. Ha pubblicato per Skira i volumi dedicati a Beethoven, Chopin e Ravel nella collana di Storia della Musica. Ha curato numerose voci per la Guida alla musica sinfonica edita da Zecchini e ha tenuto diversi cicli di lezioni di Storia della musica presso i licei milanesi. Nell'anno accademico 2016-2017 ha tenuto un ciclo di seminari di storia dell'interpretazione pianistica presso il Conservatorio di Novara (ciclo che è stato replicato per l'anno 2017-2018 al Conservatorio di Piacenza). Appassionato di tecnologia, ha formato nel corso degli anni una biblioteca digitale di oltre 140.000 spartiti e una collezione di oltre 70.000 registrazioni live. Nel 2007-2008 ha contribuito in qualità di consulente al progetto di digitalizzazione degli spartiti della Biblioteca del Conservatorio di Milano. Dal 2006 collabora alla popolazione del database della Petrucci Library (www.imslp.org).Dal 2014 è membro della Associazione nazionale Critici musicali.

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