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Unità d’Italia o unità di tagli?

Roberto Prosseda di Roberto Prosseda
10 Settembre 2011
in Poderosa II
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Home Poderosa II
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foto di peopletoo

Dopo l’auspicato e promesso reintegro del FUS, in questi giorni si continua a polemizzare sul finanziamento pubblico alla cultura, a seguito dei ripetuti tagli avvenuti negli ultimi anni e di presunti “pentimenti” sul reintegro esternati da parte di un attuale ministro. Mi pare dunque che non ci si renda conto che il FUS serve ad alimentare e mantenere in vita migliaia di musicisti professionisti, che altrimenti resterebbero senza lavoro: senza il finanziamento pubblico alla cultura, numerose città italiane non avrebbero più una propria stagione di concerti. Un concerto di musica classica non è un ornamento, non è intrattenimento: è nutrimento dello spirito, è un momento di aggregazione sociale e di ricerca interiore. Un concerto consente di guardarci dentro,  di ritrovare la nostra consapevolezza: in sintesi, la nostra identità culturale. Ed è una beffarda coincidenza che proprio mentre si festeggiano i 150 anni dell’Unità d’Italia qualcuno tra i governanti si scordi dell’importanza della cultura: quella che più di ogni altra cosa mantiene vive le coscienze e unisce i cittadini.

I tagli del FUS, come un bombardamento sui civili, tendono a colpire ciecamente e indistintamente i vari ambiti delle manifestazioni culturali italiane: più che di Unità d’Italia, oggi si può parlare di “unità di tagli”. Ma la musica colta è particolarmente a rischio: proprio per la sua connotazione anticommerciale, difficilmente essa si può autofinanziare con l’incasso dei biglietti venduti. Se il FUS verrà ridotto, i direttori artistici saranno quindi costretti a ripiegare su compromessi commerciali: i veri artisti dovranno cedere il posto a personaggi televisivi che, a dispetto della qualità, riempiano le sale per la loro popolarità mediatica. Tutto ciò, in pochi anni, si ripercuoterà sul livello culturale dei cittadini, specie di quelli più giovani, e ciò in parte sta già succedendo: essi si troveranno privati dell’educazione al bello, che è un diritto sacrosanto della società civile.

L’unica alternativa sarebbe il mecenatismo privato: basterebbe che alcuni singoli imprenditori illuminati decidessero di salvare un festival o un’orchestra: con il budget che alcuni sponsor investono su una singola squadra di calcio si possono finanziare interamente centinaia di stagioni concertistiche. Ma, a differenza che in molti stati stranieri, in Italia non esiste ancora un sistema di agevolazione fiscale che incoraggi realmente il mecenatismo culturale. E naturalmente il calcio, così come la Formula Uno o il festival di Sanremo, offre una visibilità mediatica incommensurabilmente maggiore di qualunque evento di musica colta.

Per noi musicisti, intanto, non rimane che puntare sull’estero. Non è un caso, infatti, che già da qualche anno molti dei concertisti e direttori d’orchestra italiani svolgano la loro attività prevalentemente fuori dai patri confini. Celebriamo dunque l’Unità d’Italia suonando soprattutto fuori dall’Italia. Ma ciò non ci priverà dell’orgogliosa consapevolezza di appartenere al Paese della Musica e della Cultura per eccellenza.

Roberto Prosseda

 

Tags: FusProsseda Roberto
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Roberto Prosseda

Roberto Prosseda

Roberto Prosseda ha recentemente guadagnato una notorietà internazionale in seguito alle incisioni Decca dedicate a musiche inedite di Felix Mendelssohn. E' vincitore di numerosi premi discografici, tra cui lo CHOC di Le Monde de la Musique-Classica, il Diapason d'Or, il Best of the Month di Classic FM. Dal 2005 Roberto Prosseda suona regolarmente con alcune delle più importanti orchestre del mondo, tra cui London Philharmonic, New Japan Philharmonic, Moscow State Philharmonic, Bruxelles Philharmonic, Calgary Philharmonic e Gewandhaus Orchester. Con quest'ultima, diretta da Riccardo Chailly ha inciso il Concerto inedito in mi minore di Mendelssohn, pubblicato dalla Decca nel settembre 2009. In Italia è ospite regolare di Serate Musicali di Milano e dell'Accademia di Santa Cecilia di Roma ed è frequentemente invitato dai maggiori Enti concertistici, tra cui il Teatro alla Scala, l'Unione Musicale di Torino, l'Accademia Filarmonica Romana, il Teatro la Fenice. Nato a Latina nel 1975, Roberto Prosseda ha intrapreso gli studi di pianoforte con Anna Maria Martinelli e Sergio Cafaro. Alla sua formazione hanno contribuito Dmitri Bashkirov, Leon Fleisher, Alexander Lonquich, William Naboré, Boris Petrushansky, Franco Scala, Charles Rosen, Karl Ulrich Schnabel, Fou Ts'ong, docenti con cui ha studiato presso l'Accademia Pianistica di Imola, l'International Piano Foundation e ai corsi di Sermoneta. Si è affermato in vari concorsi internazionali ("Micheli" di Milano, "Casagrande" di Terni, "Schubert" di Dortmund, "Mozart" di Salisburgo). Oltre a Mendelssohn, di cui è oggi considerato il più autorevole interprete pianistico, Prosseda è particolarmente apprezzato nelle interpretazioni di Mozart, Schubert, Schumann e Chopin, autori a cui si è anche dedicato nelle sue più recenti incisioni Decca. Attivo anche nella promozione della musica d'oggi, Prosseda ha in repertorio l'integrale della produzione pianistica di Petrassi, Dallapiccola e Aldo Clementi e numerose composizioni di compositori italiani contemporanei, tra cui Berio, Castaldi, Dall'Ongaro, Fedele, Solbiati. La critica e il pubblico riconoscono alle sue interpretazioni un particolare coinvolgimento emotivo e una introspezione capace di commuovere l'ascoltatore grazie ad un particolare uso del "rubato" e ad una grandissima varietà timbrica, specie nel pianissimo. Nel 2010 la Deutsche Grammophon ha selezionato dodici incisioni di Prosseda per inserirle nel cofanetto "Classic Gold", pubblicato nel maggio 2010. Il suo più recente CD è dedicato a Franz Liszt (Années de Pèlerinage, Decca 2011). Nella stagione 2011/2012 Roberto Prosseda ha debuttato al piano-pédalier, strumento di rarissimo ascolto, oggi costruito dall'artigiano Luigi Borgato (www.borgato.it). Presenterà in prima esecuzione moderna il Concerto di Gounod per piano-pédalier e orchestra con numerose orchestre, tra cui la Toscanini di Parma, i Berliner Symphoniker, la Weimar Staatskapelle, la Sinfonica Siciliana, la Bruxelles Philharmonic.

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