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«Tosca» a Taormina

Santi Calabrò di Santi Calabrò
27 Agosto 2014
in OPERA
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Home OPERA
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Cem Mansur dirige l’Orchestra Nazionale Giovanile Turca in una buona prova pucciniana. Nel cast vocale Elena Rossi e Giancarlo Monsalve


di Santi Calabrò


CON UN’ACCOPPIATA ATTRAENTE per il grande pubblico (prima il dittico per antonomasia, Cavalleria rusticana e Pagliacci, e poi Tosca) la proposta operistica di agosto al Teatro Antico di Taormina – ora inserita in un più ampio “Festival Euro Mediterraneo” – ribadisce una ormai consolidata vocazione all’evento estivo per metà culturale e per metà turistico. In questo senso, quest’anno va ricordato come uno dei migliori: merito innanzitutto di una Tosca da ascrivere alle più riuscite proposte di Enrico Castiglione, da diversi anni direttore artistico e anche regista delle produzioni che vanno in scena a Taormina. La prova pucciniana dell’Orchestra Nazionale Giovanile Turca e del suo direttore Cem Mansur è stata ben più che un’occasione estiva a basso costo colta da Castiglione, capace di intercettare sulla scena internazionale complessi orchestrali autosovvenzionati attorno a cui costruire produzioni e coproduzioni. Mansur ha infatti offerto un’interpretazione tale da non passare inosservata, dove l’orchestra pucciniana, prima che il canto, diventa la scaturigine, l’epicentro e la bussola di ogni significato dell’opera. La misura di una lettura così orientata va oltre i termini di analoghe e ormai radicate disposizioni interpretative. Vero è che l’orchestra di Tosca viene valorizzata almeno dai tempi di De Sabata, passando poi per tanti giganti della direzione del ventesimo e del ventunesimo secolo, e ribaltando il cliché truculento di esecuzione “verista” che si era imposto nei primi decenni di ricezione dell’opera. Tuttavia, basta ascoltare «Vissi d’arte» diretta da Mansur e si coglie l’originalità della sua concezione. Chi potrebbe negare che quest’aria è di solito più apprezzabile avulsa dal contesto dell’opera che in una rappresentazione completa, dove sembra bloccare l’andamento del dramma?

Con Mansur, dopo l’avvio della cantante, il “tema di Tosca” in orchestra prende talmente il comando delle operazioni da far slittare la stessa percezione della forma: non più “aria” ma “scena e aria”, se non addirittura introduzione e intermezzo sinfonico! Non è solo questione di peso sonoro tra canto e orchestra, che può anche variare per ragioni contingenti di acustica o di potenza dei cantanti, ma ben più di fraseggio: in Tosca la prima enunciazione dei motivi principali è sempre affidata all’orchestra, e con Mansur non solo i temi hanno da subito una salda scansione sinfonica, ma mantengono i loro geni fraseologici di marca strumentale anche quando vengono ripresi dai cantanti. Ne risulta una lettura sia drammaturgicamente efficace che avvolgente dal punto di vista emotivo. Affrontare la partitura di Puccini come un gigantesco poema sinfonico con voci non ne dimidia affatto l’efficacia teatrale: il gioco di equilibri rimesso in discussione, dove spesso la primazia del “belcanto” cede al tessuto connettivo tematico integrandosi piuttosto che svettando, conferisce all’opera un andamento straordinariamente compatto. Un allestimento in cui poco cambia da un atto all’altro – e che molto si affida alla suggestione incomparabile del Teatro Antico di Taormina – sembra fatto apposta per valorizzare una lettura di Tosca così unitaria. La regia di Castiglione segue con cura il corso degli eventi scenici. Buone le prove degli altri protagonisti: innanzitutto il pregevole Coro Lirico Siciliano, diretto da Francesco Costa, il Coro di voci bianche Progetto Suono, diretto da Rita Padovano, e ovviamente i cantanti, lodevoli innanzitutto per la disciplina alla salda intelaiatura imposta da Mansur e nell’insieme all’altezza della complessa vocalità dell’opera. Elena Rossi è una Tosca dalla voce vivida e a tratti aguzza, Giancarlo Monsalve è un generoso Cavaradossi e Francesco Landolfi mostra come la cattiveria sadica di Scarpia possa esplicarsi anche con una vocalità elegante. Completano il cast degli applauditi Gianluca Lentini, Giovanni Di Mare, Giuseppe Distefano, Alberto Munafò, Antonella Leotta.

Tags: Cem MansurElena RossiGiancarlo MonsalveOrchestra Nazionale Giovanile Turca
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Santi Calabrò

Santi Calabrò

Pianista e musicologo, suona per prestigiose istituzioni, tiene concerti-conferenza e partecipa a convegni in Italia e all’estero. Nelle ultime stagioni ha eseguito con successo diversi concerti per pianoforte e orchestra in Italia, Romania, Ucraina, Bulgaria, e ha tenuto recital e masterclass in varie città italiane ed europee. Svolge attività di critico musicale, pubblica articoli su riviste specializzate ed è autore di saggi per volumi collettanei; si occupa di analisi musicale, drammaturgia musicale, analisi dell’interpretazione, metodologia della tecnica pianistica. Fra i saggi recenti: Tra classicità e teoria degli affetti: Lili Kraus interprete di Mozart (nell’Ebook Punti e contrappunti), La lezione metodologica hegeliana e il “dramma” tonale del sonatismo classico (nel volume Il lamento dell’ideale. Beethoven e la filosofia hegeliana, Eut, Trieste), Artur Schnabel and the Harmonic Functions (nel volume Performance Analysis: a Bridge Between Theory And Interpretation - Cambridge Scholars Publishing), Trasmutazione di un archetipo e sue conseguenze nel I movimento della Sonata op. 110 di Beethoven (Rivista di Analisi e Teoria Musicale). Vincitore di concorso nazionale, insegna presso il Conservatorio di Messina.

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