Un compito gravoso, ma assolto egregiamente è stato affrontato da Lorenzo Viotti con la Filarmonica della Scala e a fianco del violoncellista Gautier Capuçon.
Si trattava di sostituire Riccardo Chailly, assente per malattia, non solamente per la serata scaligera ma lungo tutta una tournée che porterà a breve gli stessi interpreti e la stessa orchestra in giro per l’Europa. Il programma comprendeva una pagina indovinatissima messa a punto da Luciano Berio, le quattro versioni originali della Ritirata notturna di Madrid di Luigi Boccherini. Scritta nel 1975 ed eseguita per la prima volta alla Scala il 17 giugno di quell’anno sotto la bacchetta di Piero Bellugi, questa pagina affascinante prende appunto lo spunto da un tema con dodici variazioni che descrive il passaggio del Ronda lungo le strade di Madrid ad annunziare la chiusura notturna delle attività.

Il suggestivo acquerello aveva avuto talmente successo da far si che Boccherini ne trascrivesse la trama per tre altri ensemble oltre all’originale quintetto d’archi. Di qui l’invenzione di Berio, che solamente in qualche passaggio dà luogo a leggere cacofonie se si parte dal concetto lineare di musica settecentesca. Anche quella parte del pubblico che tremava all’idea di ascoltare una partitura “moderna” di Berio ha accolto con sinceri applausi questo lavoro, che di difficile ha solamente la scienza con la quale il compositore ha lavorato sulle partiture originali per permetterne una sovrapposizione che solo a tratti ne denuncia lo spirito avanguardistico.
Il Concerto per violoncello e orchestra di Dvořák ha rappresentato il fulcro della serata e ha unito per l’ennesima volta la presenza del direttore a quella di Capuçon, violoncellista eccezionale che suonava con il suo strumento “L’Ambassadeur” creato nel 1701 dal veneziano Matteo Goffriller e caratterizzato da un suono voluminoso e di qualità superba. Capuçon, applauditissimo, ha concesso un bis con l’accompagnamento della sezione dei violoncelli dell’orchestra, un Lied di Dvořák in linea con il programma appena presentato.
Chailly aveva previsto a chiusura della serata una delle tante possibilità attraverso le quali è possibile una lettura del “Romeo e Giulietta” nella versione orchestrale di Prokof’ev. Viotti ha navigato con passione e perfetto rapporto con l’orchestra lungo il percorso previsto, partendo dai famosi “Montecchi e Capuleti” tratto dalla seconda Suite fino alla “Morte di Giulietta” della Suite n.3., condividendo un perfetto rapporto di lettura con l’orchestra tutta. Grande successo che ha coronato la bella serata scaligera.























