di Luca Chierici
Il programma scelto da due importanti pianisti quali Alexander Lonquich e Louis Lortie per inaugurare la Stagione 2025-26 dei Pomeriggi Musicali di Milano è apparso come un sostanzioso aperitivo che ci prepara alla comparsa dei due pianisti, singolarmente, in più di un concerto mozartiano che avrà luogo durante tutto l’arco delle date della stagione stessa.
Si è trattato di un evento molto interessante e davvero ben congegnato che ha confermato la bravura dei solisti – qui impiegati anche nella veste di direttori dell’Orchestra dei Pomeriggi – e ha permesso di accompagnare l’ascoltatore lungo un arco che gravitava sul nome di Mozart. Era del salisburghese il doppio Concerto K 365 per due pianoforti, capolavoro nel suo genere, che Lortie e Lonquich hanno interpretato con bravura – punti di non facile esecuzione sono le due cadenze – e con la gioia di ripetere a distanza di quasi duecentocinquant’anni le imprese dell’autore stesso a fianco della sorella Nannerl o di Josepha Auernhammer. Seguiva un pastiche di mano di Ferruccio Busoni, che nel 1921 e nello stile delle sue cadenze ai Concerti di Mozart confezionava una riduzione per due pianoforti del finale del Concerto K.459, aggiungendo qua e là qualche variazione alla scrittura lineare dell’originale. Un pezzo che fino a non molti anni fa veniva considerato fuori moda e quasi un attentato alla integrità dell’originale, ma che oggi si ascolta con divertimento.
La serata terminava con un bellissimo saggio dell’arte di Francis Poulenc, il Concerto per due pianoforti e orchestra che gira attorno alla tonalità di re minore, reminiscenza del K 466, e veniva interpretato con la giusta miscela di virtuosismo dai protagonisti di questo appuntamento. Per la quadratura del cerchio, era eseguito in apertura il Capriccio d’après Le bal Masqué di Poulenc, pagina per due pianoforti derivato dal finale della cantata omonima per baritono e orchestra da camera. L’appuntamento ha riscosso un calorosissimo successo da parte di un folto pubblico, che ha meritato come bis dai due pianisti il finale della meravigliosa Sonata K 448.























