di Luca Chierici
Sembra che Emmanuel Tjeknavorian voglia mettere alla prova sé stesso e l’Orchestra Sinfonica di Milano nella scelta di un repertorio sempre nuovo e di sicuro successo. E’accaduto sabato scorso attraverso una scelta di pagine che forse non avevano una diretta parentela tra loro ma sembravano fatte apposta per portare il programma a un continuo climax ascendente che entusiasmava il folto pubblico.
Tjeknavorian ha iniziato con l’ammirevole Sinfonia dalla Semiramide di Rossini, colta in tutto il suo splendore di crescendo, per passare poi al Secondo concerto in la maggiore di Liszt le cui idee melodiche, l’accattivante e teatrale rapporto tra solista e orchestra, il ricorso alla forma ciclica quale elemento narrativo rapsodico fanno di questa pagina un vero e proprio capolavoro. Il tema di apertura, così ricco di possibilità espressive, presenta inoltre una ulteriore peculiarità che svela la mano di un grande Maestro: esso non è mai enunciato nella stessa semplice forma dal solista, che vi gira invece attorno con una grazia, un pathos, una fantasia sbalorditive, fin dal primo ingresso scandito da larghi e maestosi arpeggi. Il pianista Kiron Atom Tellian ne ha estratto tutti gli elementi più affascinanti con buona tecnica accompagnata al meglio dal direttore.
Ma la pagina più famosa della serata era certamente quella Symphonie fantastique di Berlioz: quasi un poema sinfonico geniale e rivoluzionario, la Sinfonia fantastica rappresenta davvero un unicum nelle pur agitatissime acque del romanticismo musicale. È difficile accostare alla fantastica qualche altro esempio di partitura – forse la Nona di Beethoven e, nel nostro secolo Le Sacre du printemps di Stravinskij- che al suo apparire abbia gettato tanto scompiglio tra gli uditori e causato delle vere e proprie crisi di coscienza tra i musicisti professionisti.
Eseguita per la prima volta il 5 dicembre del 1830 a Parigi e scritta verosimilmente nei primi mesi di quello stesso anno elaborando una serie di progetti covati in realtà da lungo tempo, la Sinfonia fantastica si presenta in una veste assai inconsueta per coloro che sono abituati all’impianto classico delle sinfonie in quattro movimenti di Beethoven, Schubert o Mendelssohn. I cinque tempi della fantastica seguono esplicitamente un programma tutto romantico (èpisode d’une vie d’artiste) nel quale l’eroe protagonista sembra voler ricalcare le orme faustiane secondo un itinerario stravolto da visioni oniriche, ora idilliache ora terrificanti, causate dall’oppio.
È facile immaginare quanto questo tipo di programma avesse causato un effetto esplosivo, ancor prima che l’ascoltatore giungesse alla verifica effettiva dei contenuti musicali. Ma è pur vero che l’esistenza di un programma così strampalato, “eccessivo”, ebbe la funzione di attenuare le naturali reazioni del pubblico nei confronti della ben più sconvolgente realizzazione sonora della Sinfonia. Se è vero che la fantastica rappresenta uno dei punti di partenza di tutta la futura musica a programma, non bisogna dimenticare che illustrazioni abbinate alla musica erano state avanzate anche in passato e avevano contribuito a mitigare in alcuni casi qualche comportamento musicale poco ortodosso.
È ciò che tutto sommato può fare anche l’ascoltatore odierno: la dirompente carica del messaggio berlioziano rimane tuttora intatta, celata in un meraviglioso tessuto sinfonico e strumentale. Mai nessuno prima d’allora aveva osato piegare la musica in maniera spesso brutale e volgare alle esigenze del dramma quotidiano , dell’ispirazione improvvisa, con una spregiudicatezza che potrebbe già preludere agli approdi mahleriani. La distanza che separa la Sinfonia fantastica da altri luoghi famosi del romanticismo musicale è rimasta per lungo tempo incolmabile. Mendelssohn aveva definito la fantastica “incredibilmente disgustosa” : oggi siamo tuttavia in grado di apprezzare e giustificare storicamente ed esteticamente la coesistenza di tendenze estremamente differenti all’interno di un comune periodo creativo.
Tjeknavorian ha preso in mano la formidabile partitura estrapolando tutti i suoi caratteri che hanno fatto davvero una straordinaria presa su tutto il pubblico che ha accolto l’esecuzione nel segno del trionfo.























