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Il mistero di Caccini

Luca Pavanel di Luca Pavanel
29 Novembre 2011
in Il pizzico
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Home Il pizzico
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"Concerto", Giovanni Busi detto il Cariani

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No, non si tratta di lanciare appelli tipo “lasciateci almeno babbo Natale!!!”. Ma un po’ di mistero – magari solo un velo ogni tanto – anche per sbaglio e nella musica, proprio male non fa


di Luca Pavanel


Il pericolo che si corre è ovvio, quello di essere considerati (dai positivisti soprattutto) nell’ordine: reazionari, anti-modernisti, arci-nemici del progresso, retrogradi, oscurantisti da mettere al rogo. Scherzi a parte, a volte l’impressione è che per dovere, in nome della Storia e amor di scavo si voglia portare allo zero assoluto il fattore Smc, acronimo di sogno, magia, immaginazione. Che insomma, se quella sigla non c’è che vita è?

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Prediamo il caso Caccini. Sì, il giallo di quel lazial-fiorentino della fine del Cinquecento di nome Giulio. Identikit di tutto rispetto per questo personaggio che fu compositore, arpista, cantore con studi – si legge su una strana biografia – “compiuti presso l’indimenticabile Scipione delle Palle”. Dicasi, l’in-di-me-nti-ca-bi-le… Certi saggisaggisti sono fatti così: o ti stampano il sorriso sulla faccia per giorni, come nel succitato caso, oppure ti fanno piangere parecchio senza saperlo.
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Caccini contro Vavilov, alla fine chi vincerà?

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Come quando ti dicono che l’“Ave Maria” attribuita al musicista rinascimentale di Tivoli, in realtà è stata vergata da un russo vissuto negli anni Settanta del secolo ‘900, Vladimir Fedorovic Vavilov (maggio 1925 – 3 novembre 1973).Dunque una vicenda di falsi storici, con l’attribuzione del pezzo avvenuta subito dopo la morte del suo “vero autore”. Doccia fredda. E adesso ci sarebbe da aggiornare una caterva di titoli, libri, incisioni, dopo aver rinominato il capolavoro. Signori e signore, questa ”Ave Maria” è di un altro. A parte il fatto che in un periodo di tagli come questo non se ne può neanche discutere di gettar via, prendere e ristampare, a parte il fatto che nell’universo mondo – al di là delle scoperte postume – nessuno ha mosso un dito per depennare Caccini dallo spartito, chi glielo va a spiegare a quella schiera di interpreti, grandi e piccoli, che no, era tutto uno scherzo. Che non c’era bisogno di mettercela tutta per cantare nello “spirito cacciniano”, insufflare anima in un pezzo spirituale e restare fedeli alle volontà dell’autore… Poveri Sumi Joe, Andrea Boccelli, Inessa Galante, Olga Pyatigorskaya, l’ha cantata persino Charles Aznavour. Dall’altra parte, ad ascoltarli, c’erano e ci sono le illuse platee che si spellano le mani per celebrare la forza dell’ispirato rito, con più di un pensiero al compositore fatto rivivere dopo secoli; la sua musica, il suo mondo, il suo ruolo. Già, perché l’illustre italiano non era uno qualunque: a parte l’ilare faccenda del “delle Palle” di cui sopra, faceva parte della Camerata de’ Bardi, l’Accademia che sul finire del XVI secolo stava gettando le basi del moderno melodramma, che “egli teorizzò” ne “Le nuove musiche”. Per l’epoca un very important person, altrimenti detto Vip, con un passaggio alla Cappella Giulia di Roma tra cantori, benedizioni, incensi, preghiere e una bella storia su cui fantasticare. E quel benedetto sovietico – a dirla tutta bravissimo – che ha confuso le acque con quell’aria da “Anonimo veneziano” chez Tony Musante? È lui l’autore dell’Ave, non è lui, è un anonimo. Caccini contro Vavilov, dunque. E anche se tra i carbonari gira voce che la “verità rende liberi”, tra i due – davanti al giudice che è il cuore della gente – alla fine chi vincerà?

Luca Pavanel

© Riproduzione riservata

Tags: Camerata de' BardiGiulio Caccini
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Commenti 8

  1. adolfo charly Bassissi says:
    1 settimana fa

    Un pezzo di grande bellezza come questa ave Maria e che poi è divenuto così importante sinceramente chi l’ha scritto poco importa .Di fronte a taluna bellezza musicale l’importante è poter godere nell’ascolto per ringraziare immensamente colui che ha potuto creare una bellezza simile.

    Rispondi
  2. Mario Guidi says:
    6 anni fa

    Non Caccini ma Vavilov degli anni 70? Non è poi un dramma per noi dei secoli “moderni”. Io però avevo sentito dire e avevo letto di un certo lucchese veneziano di nome Andrea Luchesi che sarebbe il vero autore di certe sinfonie di Mozart (la Jupiter per esempio) e molte altre opere fin qui attribuite a Haydn. Proprio lui Franz Joseph. E tutto a causa di una proclamata e supposta superiorità della musica austro tedesca di cui quella italiana dell’epoca era e doveva restare vassalla. Pensavo che la faccenda avrebbe avuto un seguito e non mi spiego perché invece tutto tace. Tutti sanno, pare, ma nessuno si fa avanti? Questo si che è un giallo! Mario Guidi (Non sono che un appassionato. Naturalmente non di gialli, solo di musica,,,)

    Rispondi
  3. Anna Michela Cerone says:
    6 anni fa

    Grazie per avermi illuminato. Io canto e adoro la musica barocca ma pensare che l’Ave Maria fosse barocca mi faceva venire i brividi. Non sono musicologa e forse non sono la più esperta in questo mondo merlettato ma siccome monteverdi lo sento merlettato dino al vespro della Beata Vergine, nell’Ave Maria in questione non ci sono merletti solo magnifici filati. Un sublime atto di umiltà verso Maria se devo leggerla in modo spirituale, perché i merletti di Pulcra es benché interessanti sono fronzoli. Qui ci sono filati, note tenute all’inverosimile. Magnifiche le interpretazioni varie, chi cercando più forza chi meno, ma troviamo filati, note tenute e due sole parole. Non è musica barocca questa!!! È pura melodia celestiale. Anna Michela

    Rispondi
  4. Enzo Termini says:
    8 anni fa

    Sono sempre in tre nel mondo a comporre la stessa musica… l’originale sta nelle armonie delle sfere: Entità Spirituali. Punto!

    Rispondi
  5. Laura Agostinelli says:
    15 anni fa

    Vado a correggere subito lo spartito…

    Rispondi
  6. gaia ferrario says:
    15 anni fa

    Bellissimo articolo, spunto di riflessione. ‘Diffidate di chi viene a mettere ordine’ scrisse proprio l’ (anche) enciclopedista Denis Diderot..

    Rispondi
  7. Silvana says:
    15 anni fa

    Sempre molto apprezzabili gli articoli di Luca Pavanel, a volte vere chicche da tenere fra le “note” piu’ preziose. Grazie dell’eccellenza e della sottile ironia che non guasta mai.

    Rispondi
  8. Mario says:
    15 anni fa

    Articolo fantastico. Grazie Luca Pavanel

    Rispondi

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