di Monika Prusak
Gli Amici della musica di Palermo celebrano questo traguardo importante con la Stagione 2025-26, inaugurata da una serata stellare con protagonisti Sir Antonio Pappano (in veste di pianista e per la prima volta a Palermo) e il violoncellista Luigi Piovano.
Accanto agli artisti è stata esposta la Targa di Rappresentazione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, conferita all’Associazione in occasione del centenario. Alla rappresentazione inaugurale seguiranno undici concerti che, oltre al repertorio classico e romantico, presenteranno composizioni di rara esecuzione. Tra gli interpreti anche la vincitrice dell’edizione 2010 del prestigioso Concorso pianistico internazionale Fryderyk Chopin, Yulianna Avdeeva.
Il duo Pappano-Piovano si compone di artisti di preparazione e affiatamento eccellenti, che sanno rendere un concerto di repertorio cameristico un momento disteso e suggestivo, persino in una sala che purtroppo avrebbe bisogno di modernizzazione per quanto riguarda l’acustica. I due musicisti si completano a vicenda: il loro è un dialogo sentito e profondo, un gioco raffinato delle parti in continua evoluzione.
La Sonata n. 1 in Mi minore per violoncello e pianoforte Op. 38, prima grande opera cameristica dedicata al violoncello di Johannes Brahms composta tra il 1862 e il 1865, apre il concerto con un Allegro non troppo scorrevole e allettante, alternando momenti calmi e più agitati, in un’esecuzione ineccepibile dei due musicisti. La composizione continua in un delizioso e leggero Allegretto quasi Minuetto e Trio per esplodere in un risoluto fugato dell’Allegro finale.
L’evocativa e rigorosa pagina di Brahms lascia lo spazio alla Sonata in sol minore per violoncello e pianoforte Op. 19 di Sergej Rachmaninov del 1901 con il suo Lento iniziale sospeso e riflessivo che prepara a un balzo emotivo dell’Allegro moderato. Il tipico ardore slavo di Rachmaninov porta i due strumentisti a un legato irresistibile accompagnato da una notevole abilità tecnica. Il più ritmico e dinamico Allegro scherzando riporta in mente la scrittura schubertiana di Erlkönig, unendo il pianoforte e il violoncello in un galoppo inquieto alternato a momenti lirici e suggestivi che sfoceranno in un Andante denso ed espressivo. L’esecuzione si conclude con un Allegro mosso sentito e elegante, in uno slancio espressivo pervaso dalla liricità estrema tipica di Rachmaninov.
Richiamati da calorosi applausi, gli interpreti offrono al pubblico palermitano due piccoli gioielli ben inseriti nel contesto: Il cigno di Camille Saint-Saëns e Il volo del calabrone di Nikolaj Andreevič Rimskij-Korsakov.























