di Luca Chierici
Martina Meola è una pianista non ancora quattordicenne che si è esibita mercoledì scorso per la Società dei Concerti, accompagnata dall’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai. Il programma prevedeva l’esecuzione del Concerto in fa minore op.21 di Chopin e l’Ottava sinfonia di Beethoven, con l’aggiunta di ben tre bis da parte della solista e di uno concesso dal direttore Diego Ceretta.
Parlare di una solista così giovane mette spesso in imbarazzo il critico, che deve esaminare una esecuzione cercando di dimenticare l’età e puntando sulla validità di quanto si ascolta. La Meola ha però delle qualità intrinseche di alto livello e tutto si è consumato in una proposizione del Concerto di Chopin di indubbio valore, a parte qualche piccolissima defezione della solista, non aiutata anche da un intervento poco sensibile del corno che annunciava nel terzo movimento del Concerto una bella cadenza pianistica. La Meola ha mani piccine dalle quali estrae un suono pieno e una serie di virtuosismi davvero notevoli che hanno soddisfatto del tutto le richieste della partitura.
La lettura dell’op.21 ha reso in ogni modo lo splendore di questo capolavoro chopiniano e il successo di pubblico ha spinto la solista a concedere ben tre bis che forse, visto il livello dell’orchestra, avrebbero potuto limitarsi al solo Valzer di Chopin, senza addentrarsi in un non memorabile Gluck Sgambati e in una seppure rarissima Barcarolle di Alkan. L’Orchestra della Rai e il suo direttore si sono poi davvero lanciati nell’Ottava sinfonia di Beethoven con un piglio tale da riscuotere un notevole successo, premiato dal bis che consisteva nell’Ouverture dalla Creature di Prometeo dello stesso compositore. In sintesi una serata di alto livello estetico e il desiderio di ascoltare la Meola nuovamente in un recital dove possa far valere del tutto le proprie elevate qualità.






















