di Luca Chierici
È la settimana delle giovani pianiste a Milano: dopo il recente esordio di Martina Meola con il secondo concerto di Chopin è stata la volta dell’inaugurazione della stagione 2026-27 dell’Orchestra Sinfonica di Milano con la solista Alexandra Dovgan impegnata nel celeberrimo Primo di Čajkovskij sostenuta dall’orchestra guidata da Emmanuel Tjeknavorian. Il quale, d’accordo evidentemente con la pianista, ha impresso alla partitura un piglio fin troppo veloce, che ha portato i famosi passaggi in ottave a rocamboleschi exploit da parte della Dovgan.
È stato un Concerto in si bemolle minore giocato tutto sul virtuosismo con una meritata selva di applausi al termine del finale. La bravissima Dovgan ha regalato un molto più placido Notturno dello stesso compositore come bis di fronte a un pubblico entusiasta. La seconda parte del programma prevedeva due inserti dal balletto Spartacus di Chačaturjan e la concisa Nona sinfonia di Šostakovič. Qui Tjeknavorian ha diretto con gesto preciso l’orchestra Sinfonica di Milano, sottolineando ancora una volta i momenti più virtuosistici e colmi di suono delle partiture e portando di nuovo all’entusiasmo il pubblico che gremiva la sala.





















