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Il Gattopardo di Timothy Brock a Palermo

Un progetto ambizioso di ricostruzione della partitura originale di Nino Rota per il film di Luchino Visconti ha conquistato il pubblico del Teatro Massimo. Foto Franco Lannino

Monika Prusak di Monika Prusak
4 Gennaio 2026
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Home OPERA
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di Monika Prusak

L’inaugurazione della Stagione Concerti 2025/26 del Teatro Massimo di Palermo è stata sensazionale, avendo come protagonisti l’orchestra diretta da Timothy Brock e una pellicola cinematografica d’eccezione: Il Gattopardo (1963) di Luchino Visconti.

Un capolavoro assoluto per regia, cast, inquadrature, e infine, quel che ci interessa di più, le musiche. Sebbene il genio di Nino Rota non abbia bisogno di presentazioni, ascoltare le sue note dal vivo in un teatro come il Massimo — il più grande d’Italia e tra i maggiori in Europa — lascia incantati. Lo stesso vale per il film di Visconti proiettato sopra il palcoscenico: la sala diventa la cornice perfetta per immagini mozzafiato che esaltano la bellezza della Sicilia e mettono in mostra abiti d’epoca risorgimentale spettacolari. Senza dimenticare che il Teatro Massimo fu progettato dai Basile proprio nel periodo in cui è ambientato il romanzo di Tomasi di Lampedusa.

In un’intervista a La Repubblica Palermo, Brock ha descritto come un’opportunità unica l’aver potuto accedere ai manoscritti originali per questo meticoloso lavoro di ricostruzione. Il direttore ha definito “incredibile” l’esperienza di eseguire Rota proprio a Palermo con un’orchestra che ha suonato sin dalla prima prova con una naturalezza tale da sembrare che conoscesse da sempre questa partitura inedita. L’emozione di Brock è stata condivisa dal pubblico che affollava il teatro: l’orchestra ha dato il meglio di sé per espressività, timbro e compattezza. Nelle musiche di Rota c’è molto più della celebre suite di danze, e anche per questo il progetto del Massimo è un’impresa straordinaria. Rimangono impresse le scene di combattimento e le tanto amate scene di ballo. L’inserimento dei brani è sincronizzato in modo così preciso e discreto che a tratti ci si dimentica che la musica non provenga dagli altoparlanti. La direzione eloquente di Brock rafforza il pathos dei momenti salienti, rendendo l’evento un momento di grande rilievo nazionale e internazionale.

Questa eccelsa produzione invita a riflettere su cosa significhi oggi la musica del Novecento — specialmente quella della seconda metà del secolo — per gli enti lirico-sinfonici e i festival. Spesso si fatica ancora a dedicare il giusto spazio a una memoria non ancora del tutto storicizzata, ma ormai non più così recente. Prendendo ad esempio il 1963, l’anno del Gattopardo, ci troviamo in un periodo di enorme fermento che ha dato vita non solo ad avanguardie musicali, ma anche al teatro sperimentale. La paura di proporre oggi musiche apparentemente “difficili” è infondata: basterebbe introdurre e spiegare le opere per avvicinarle al pubblico, rendendo le produzioni accessibili grazie alle regie e alle tecnologie innovative oggi a disposizione dei teatri.

Non si può delegare la conservazione della memoria musicale solo ai festival specializzati, che dovrebbero occuparsi del “nuovo” e invece sono costretti a guardare indietro per coprire i vuoti di repertorio delle grandi stagioni. Questo gap è dannoso: come possono i compositori viventi sperare di emergere se il Paese non cura nemmeno la sua cultura recente? Il lavoro di ricostruzione su Nino Rota dovrebbe servire da esempio per una maggiore apertura delle istituzioni verso il passato prossimo, aprendo la strada in maniera equa anche alla pluralità della musica di oggi.

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Monika Prusak

Monika Prusak

Monika Prusak, musicologa, direttrice di coro, flautista e cantante. Diplomata in Flauto traverso presso il ZSM “I. Paderewski” di Białystok, si è laureata in Direzione di coro presso l’Università di Musica "F. Chopin" di Varsavia, in Canto presso il Conservatorio "A. Scarlatti" di Palermo e in Musicologia e Beni Musicali presso l’Università degli Studi di Palermo. Ha conseguito il Dottorato di ricerca in Storia e analisi delle culture musicali presso l’Università La Sapienza di Roma con una tesi sul nonsense nelle musiche di György Ligeti e Goffredo Petrassi, e il master in Music Management presso l’Università di Musica "F. Chopin" di Varsavia. Ha al suo attivo attività concertistica come flautista, cantante e direttrice di coro, nonché conferenze scientifiche e divulgative su argomenti musicologici (Sibelius Academy di Helsinki, Accademia Polacca delle Scienze PAN, Società Italiana di Musicologia, Associazione Amici di Santa Cecilia di Roma, Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, Università degli Studi di Palermo, Istituto Polacco di Roma, Bologna Festival, Conservatorio di Musica “V. Bellini” di Palermo, Uniwersytet Wrocławski). È autrice di articoli di carattere scientifico e divulgativo («Res Facta Nova», «Drammaturgia Musicale», «InTrasformazione: rivista di storia delle idee», «Il Giornale della Musica», «Ruch Muzyczny», «Krytyka Muzyczna», Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma, Teatro Massimo di Palermo, Opera di Wroclaw). Collabora con le riviste online «Il Corriere Musicale» e «Il Mondo della Musica». Dal 2012 collabora in qualità di relatrice, autrice e curatrice musicologica con l'Istituto Polacco di Roma e l'Ambasciata di Polonia a Roma. È socia dell’Associazione Nazionale Critici Musicali.

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