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Conservatori, 21 anni fa l’ultimo concorso a cattedre

Roberto Prosseda di Roberto Prosseda
3 Gennaio 2013
in Conservatori e formazione musicale, Lettere, Poderosa II
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Home Conservatori e formazione musicale
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Il pianista italiano scrive al senatore Ichino, che fu tra i promotori di un’interrogazione parlamentare sulla situazione dei concorsi a cattedre (l’ultimo fu bandito nel 1990)

Gentile dottor Ichino,
seguo da anni con ammirazione e gratitudine la Sua battaglia a favore del miglioramento dei Conservatori italiani. Lei è certamente già molto ben informato dei vari gravi problemi che affliggono oggi queste Istituzioni, ma forse ancora pochi sanno che il livello artistico e professionale dei Conservatori  (dove un tempo insegnavano Arturo Benedetti Michelangeli, Goffredo Petrassi, Luigi Dallapiccola) è oggi drasticamente sceso. Basta scorrere gli elenchi degli attuali insegnanti dei principali Conservatori (la maggior parte assunta per chiamata diretta o per sanatorie, e solo pochi per concorso: l’ultimo concorso a cattedre risale al 1990!) per rendersi conto solo una piccola parte di loro svolge una concreta attività artistica di livello internazionale. Viceversa, quasi tutti i grandi concertisti e compositori italiani non possono insegnare in Conservatorio.
La conseguenza è che oggi praticamente nessun allievo che esce da un Conservatorio italiano è pronto per una carriera concertistica: sono indispensabili ulteriori studi in altre istituzioni straniere, o in accademie private anche italiane, in cui insegnano i grandi maestri che i Conservatori non accolgono. Un’inchiesta pubblicata sul Giornale della Musica di novembre dichiara che solo il 4 per mille dei diplomati nei Conservatori italiani trovano lavoro in ambito musicale.
Ma oggi il problema, come Lei sa bene,  è anche di ordine legislativo: nel 1999 è stata approvata la legge quadro n. 508 che prevede concorsi per le nuove assunzioni, e da allora, passati ormai 12 anni, nessun concorso è stato mai bandito. Le assunzioni in ruolo ancora avvengono sulla base della graduatoria nazionale ad esaurimento stilata a seguito del concorso a cattedre del 1990. Per le materie le cui graduatorie siano esaurite, si nominano supplenti annuali sulla base di graduatorie d’istituto. Eppure già nel 1843 Felix Mendelssohn, che di musica e di didattica qualcosa sapeva, fondò il Conservatorio di Lipsia chiamando ad insegnare colleghi come Robert Schumann, Ignaz Moscheles e le prime parti dell’Orchestra del Gewandhaus. Nessuno di loro poteva vantare “titoli di servizio” come quelli richiesti dalle attuali graduatorie d’istituto per le supplenze dei Conservatori italiani, ma il Conservatorio di Lipsia diventò in pochi anni il più qualificato d’Europa.
La ringrazio molto per la Sua considerazione e Le invio i migliori saluti.
Roberto Prosseda
Tags: Conservatori di musica
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Roberto Prosseda

Roberto Prosseda

Roberto Prosseda ha recentemente guadagnato una notorietà internazionale in seguito alle incisioni Decca dedicate a musiche inedite di Felix Mendelssohn. E' vincitore di numerosi premi discografici, tra cui lo CHOC di Le Monde de la Musique-Classica, il Diapason d'Or, il Best of the Month di Classic FM. Dal 2005 Roberto Prosseda suona regolarmente con alcune delle più importanti orchestre del mondo, tra cui London Philharmonic, New Japan Philharmonic, Moscow State Philharmonic, Bruxelles Philharmonic, Calgary Philharmonic e Gewandhaus Orchester. Con quest'ultima, diretta da Riccardo Chailly ha inciso il Concerto inedito in mi minore di Mendelssohn, pubblicato dalla Decca nel settembre 2009. In Italia è ospite regolare di Serate Musicali di Milano e dell'Accademia di Santa Cecilia di Roma ed è frequentemente invitato dai maggiori Enti concertistici, tra cui il Teatro alla Scala, l'Unione Musicale di Torino, l'Accademia Filarmonica Romana, il Teatro la Fenice. Nato a Latina nel 1975, Roberto Prosseda ha intrapreso gli studi di pianoforte con Anna Maria Martinelli e Sergio Cafaro. Alla sua formazione hanno contribuito Dmitri Bashkirov, Leon Fleisher, Alexander Lonquich, William Naboré, Boris Petrushansky, Franco Scala, Charles Rosen, Karl Ulrich Schnabel, Fou Ts'ong, docenti con cui ha studiato presso l'Accademia Pianistica di Imola, l'International Piano Foundation e ai corsi di Sermoneta. Si è affermato in vari concorsi internazionali ("Micheli" di Milano, "Casagrande" di Terni, "Schubert" di Dortmund, "Mozart" di Salisburgo). Oltre a Mendelssohn, di cui è oggi considerato il più autorevole interprete pianistico, Prosseda è particolarmente apprezzato nelle interpretazioni di Mozart, Schubert, Schumann e Chopin, autori a cui si è anche dedicato nelle sue più recenti incisioni Decca. Attivo anche nella promozione della musica d'oggi, Prosseda ha in repertorio l'integrale della produzione pianistica di Petrassi, Dallapiccola e Aldo Clementi e numerose composizioni di compositori italiani contemporanei, tra cui Berio, Castaldi, Dall'Ongaro, Fedele, Solbiati. La critica e il pubblico riconoscono alle sue interpretazioni un particolare coinvolgimento emotivo e una introspezione capace di commuovere l'ascoltatore grazie ad un particolare uso del "rubato" e ad una grandissima varietà timbrica, specie nel pianissimo. Nel 2010 la Deutsche Grammophon ha selezionato dodici incisioni di Prosseda per inserirle nel cofanetto "Classic Gold", pubblicato nel maggio 2010. Il suo più recente CD è dedicato a Franz Liszt (Années de Pèlerinage, Decca 2011). Nella stagione 2011/2012 Roberto Prosseda ha debuttato al piano-pédalier, strumento di rarissimo ascolto, oggi costruito dall'artigiano Luigi Borgato (www.borgato.it). Presenterà in prima esecuzione moderna il Concerto di Gounod per piano-pédalier e orchestra con numerose orchestre, tra cui la Toscanini di Parma, i Berliner Symphoniker, la Weimar Staatskapelle, la Sinfonica Siciliana, la Bruxelles Philharmonic.

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