«Nabucco» monumentale in Arena


Il Festival veronese apre con l’opera di Verdi versione de Bosio (1991), spettacolo ancora maestoso, funzionale, decorativo ed essenziale | Clip video


di Cesare Galla   foto © Studio Ennevi


PIOGGIA SULL’ARENA. A mezz’ora dall’inizio, sembrava di essere tornati all’estate scorsa, la peggiore di sempre per le intemperanze di un meteo responsabile di mancati incassi per 2,5 milioni di euro. Poi, rapidamente, un fresco Grecale ha spazzato via le nuvole e l’inaugurazione del 93° Festival si è svolta senza intoppi, solo con il ritardo necessario ad asciugare il palcoscenico. Rimangono, spesse, le altre nubi. Quelle di un bilancio sempre pericolosamente dissestato (il deficit è a 7 milioni), tale da richiedere l’intervento finanziario di enti e istituzioni locali, mentre è notizia recente che il Fus, il contributo statale, dopo la contestata decurtazione di un paio di milioni arriverà anche in ritardo, perché non sono stati rispettati i tempi nell’invio del bilancio di previsione al Ministero. E quelle del gelo fra sovrintendente Girondini e direttore artistico Gavazzeni, dopo la candidatura di quest’ultimo al San Carlo di Napoli a pochi mesi dalla conferma in Arena.

Emergenza continua, insomma, finanziaria e gestionale. Una situazione che inevitabilmente si riflette sul festival 2015, che non presenta alcuna nuova produzione, così come accadrà – è già stato annunciato – anche l’anno prossimo. Si punta sempre di più sui “greatest hits” del repertorio: presenza fissa è ovviamente Aida, poi a rotazione le altre due opere sul podio delle più rappresentate in Arena, Carmen e Nabucco. E quindi i titoli più popolari e tradizionali (Tosca, Traviata, Rigoletto, Il Barbiere di Siviglia…), che garantiscono l’interesse del grande pubblico. Unica eccezione, il Don Giovanni mozartiano in scena nel prossimo luglio per cinque repliche.



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L'autore: Cesare Galla

Scrive di musica dall'età di 20 anni, quando ancora seguiva gli studi musicologici nelle università di Bologna e Venezia, dopo il liceo classico. A 25 è diventato giornalista professionista e ha lavorato al Giornale di Vicenza come redattore, caposervizio e vice caporedattore fino al dicembre del 2014.Si è occupato di cronaca nera e bianca, di politica, di web e mondo digitale e soprattutto di spettacoli e cultura, guidando fino al 2012 le pagine ad essi dedicate. Contemporaneamente, ha sempre svolto la critica musicale, dal 1996 anche sul quotidiano veronese L’Arena. Negli ultimi 40 anni ha recensito migliaia di concerti e centinaia di rappresentazioni operistiche e ha pubblicato alcuni libri (sulle Sinfonie di Beethoven, sulla storia della Società del Quartetto di Vicenza, sul festival Settimane Musicali al teatro Olimpico, sulle rappresentazioni verdiane nel Veneto, raccontate attraverso cinque lustri di recensioni). Oggi collabora da "cronista di musica" e osservatore del mondo della cultura con Il Corriere Musicale e con la testata veneta di informazione online Vvox. Il suo sito personale d'informazione, musicale ma non solo, è www.cesaregalla.it.

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