Un concerto per due terzi dedicato a Jean Sibelius per il ciclo di appuntamenti della Filarmonica della Scala era in gran parte giustificato dalla nazionalità del direttore, il giovane – ha 24 anni – finlandese Tarmo Peltokoski, che ha già alle sue spalle una carriera pregevole. Attualmente Direttore musicale e artistico dell’orchestra Sinfonica Nazionale Lettone, prossimamente direttore musicale dell’Orchestra di Tolosa, ha già debuttato con altre importanti orchestre e si appresta a divenire, probabilmente, uno dei nomi di riferimento del panorama musicale futuro. Peltokoski dirige bene, in maniera analitica, conosce a perfezione la musica (la seconda sinfonia di Sibelius, non certo facile, è stata eseguita a memoria) ma forse non ha un gesto elegante, cosa che forse potrà migliorare con l’esperienza.
Il frutto della sua scienza era però evidente e si è palesato oltre che nella intricata sinfonia, nel commovente Finlandia sempre di Sibelius e nel Secondo concerto per violino di Szymanowski, altra partitura non certo lineare nella quale ha però ovviamente brillato il solista. Che Leonidas Kavakos sia un grande violinista lo abbiamo riconosciuto più volte nelle nostre recensioni, ma l’altra sera ci è sembrato superare se stesso – lo si è visto dagli applausi unanimi anche da parte dell’orchestra – alle prese con un lavoro di difficoltà diabolica. Come se non bastasse, Kavakos ha offerto una esecuzione da capogiro della Bourrée dalla prima Partita bachiana come bis richiesto a gran voce dal pubblico scaligero. Un concerto, quello impaginato l’altra sera, che forse ha impegnato più del dovuto il pubblico ma che rimarrà certamente negli annali della Filarmonica.























