di Luca Chierici
Solamente un artista del calibro di Lukas Geniusas si può permettere il lusso di proporre con successo un programma di impaginazione uguale a quella che ha contraddistinto il recital della settimana scorsa tenuto per il ciclo de La Società dei Concerti di Milano.
Un programma tutt’ altro che facile centrato su un intervallo temporale esiguo e illustrativo di una sfaccettatura di contenuti che mostrava quanto varie fossero le proposte di compositori tanto lontani tra loro. Una sorpresa era nelle corde di un Notturno di Enesco di complessa struttura formale e di difficile realizzazione. Qui Geniusas ha letto da par suo il raro spartito di un musicista da noi ancora troppo poco conosciuto. Un Ravel certamente più noto ha posto in risalto il virtuosismo di Geniusas soprattutto nel fantastico Alborada del gracioso, ma il clou della serata risiedeva nella prima versione della mastodontica Sonata n.1 di Rachmaninov, da Geniusas recentemente scoperta e divulgata. Certamente più lunga e complessa della seconda, che venne costruita tenendo presente l’ essenzialità dell’ op.35 di Chopin, questa opera di Rachmaninov pone all’ interprete una serie di problemi non solo digitali che ne rendono la decifrazione evento davvero impervio. Al successo grandioso di questa lettura, Geniusas ha fatto seguire la proposta di un celebre Gopak di Musorgskij nella trascrizione rachmaninoviana seguito da un Preludio di Desjatnikow, compositore particolarmente amato dal concertista.























