Affollato rientro scaligero per l’inaugurazione del Festiva MiTo, quello che ha visto sul podio Antonio Pappano alla testa della London Symphony in forma smagliante.
Il programma sinfonico comprendeva una Ouverture dall’opera Candide di Leonard Bernstein, come sempre ricca di spunti melodici e di straordinarie atmosfere create dalla grande orchestra. Il piatto forte conclusivo vedeva l’esecuzione della Terza sinfonia di Aaron Copland, pagina prediletta anche dal nostro Riccardo Muti e affrontata da Pappano con grande vigore e attenzione per le sfumature timbriche che arricchiscono una partitura forse un poco “fuori tempo massimo” (risale al 1946) ma indubbiamente ricca di spunti attraenti. Scritta pensando al grande direttore e mentore Sergeij Koussevitzki e piena di uno spirito evocativo che riflette lo stato di euforia dell’America del primissimo dopoguerra, la Sinfonia dà la possibilità a un’orchestra numerosa di riflettere tutte le proprie possibilità sonore e al direttore di entrare in contatto diretto con le aspettative di un musicista da noi ancora troppo poco eseguito.
Pagina amatissima da Pappano, Nimrod dalle Enigma Variations ha chiuso come bis il corposo programma. Un altro bis, A la manière de Borodin, ha siglato la stupefacente apparizione di Seong-Jin Cho, pianista sud coreano da noi segnalato fin dalle sue prime apparizioni italiane. Cho ha eseguito con tecnica travolgente il Secondo concerto per pianoforte e orchestra di Prokof’ev, una delle pagine più difficili del repertorio (se non la più difficile in assoluto), innervando la scrittura trascendentale con una abilità fuori dal comune nel sottolinearne il significato più profondo. Applausi a non finire per il pianista, per il direttore e per la magnifica orchestra.























