di Luca Chierici
L’avvenimento musicale di questo febbraio milanese si preannunciava essere l’esecuzione di un nuovo completamento della decima sinfonia di Mahler preparato dal musicista e direttore israeliano Yoel Gamzou e da lui eseguito con l’Orchestra Sinfonica di Milano all’Auditorium.
Preceduta da una presentazione di Quirino Principe, l’esecuzione era molto attesa per il fascino che circonda questa ultima sinfonia mahleriana, che non fu portata a termine dal musicista a causa della morte avvenuta il 18 maggio del 1911. La Decima viene solitamente eseguita con il solo primo movimento compiuto dall’autore oppure nella ricostruzione integrale in cinque tempi dovuta a Derick Cooke e pubblicata nel 1960. Nel primo caso celebri sono state le esecuzioni di direttori come Abbado, Barenboim, Bernstein, Boulez, Haitink, mentre la “versione Cooke” è stata portata al pubblico tra gli altri da Chailly, Rattle, Gatti, Harding.
Racchiusa in cinque fascicoli, le cinque copie di fogli autografi sono stati studiati a fondo da Yoel Gamzou tra il 2003 e il 2010 e la sinfonia è stata edita da Schott in un’ultima versione nel 2012. Quella di venerdì 13 febbraio era la prima esecuzione italiana e l’ascolto in sala non era affatto facile perché avrebbe messo in crisi anche il più ferrato mahleriano: si sarebbe dovuto infatti avere presente nei dettagli almeno la versione Cooke e la nuova partitura di Gamzou per poter effettuare i confronti di prammatica. Il critico doveva dunque fondare le proprie impressioni solamente sull’ascolto e possiamo quindi dire che l’autore-direttore ha compiuto davvero un lavoro gigantesco di revisione e uno altrettanto impervio per potere estrarre dalla pur bravissima Orchestra Sinfonica di Milano il risultato finale.
Il primo movimento ci è sembrato poco meno raffinato rispetto a quello ascoltato da Abbado e nei tempi successivi – ad orecchio – non tutto filava liscio come forse ci si poteva attendere. Ma l’esecuzione integrale è stata comunque emozionante e ha testimoniato non solo la bravura di Gamzou ma anche la felice rispondenza del pubblico che ha tributato a direttore e orchestra ovazioni trionfali.























