di Monika Prusak
Sono passati oltre quindici anni dal premio che Yulianna Avdeeva ha vinto a Varsavia, distinguendosi per il rigore tecnico e l’originalità delle interpretazioni del repertorio prettamente chopiniano; un riconoscimento che l’ha portata a sviluppare una carriera internazionale di grande portata. A Palermo, l’artista ha presentato un programma che ha unito il romanticismo di Fryderyk Chopin e Franz Liszt alla Fantasia cromatica e fuga in re minore per pianoforte BWV 903 di Johann Sebastian Bach, composizione che ha aperto la serata.
Avdeeva ha mostrato una notevole capacità tecnica, ma l’esecuzione eccessivamente libera e romanticizzante della Fantasia ha inficiato l’intera interpretazione, nonostante l’artista abbia poi ritrovato maggiore ordine e rigore nella Fuga.
Sono state più convincenti le quattro brevi composizioni di Liszt, repertorio più consono alle qualità timbriche e tecniche della pianista. Nella Bagatelle sans tonalité S. 216a, Avdeeva ha dato prova eccellente di sonorità cristalline, caratterizzate da una precisione intensa e coinvolgente. Il più ruvido e realistico Csárdás macabre ha lasciato spazio alla scorrevolezza impetuosa e alle dinamiche elevate di Unstern! Sinistre e alla più lirica Légende: St. François de Paule marchant sur les flots S. 175, la cui cantabilità è risultata, tuttavia, abbastanza compromessa.
La seconda parte del concerto è stata dedicata interamente alla musica di Fryderyk Chopin; l’artista russa ha eseguito i due Notturni Op. 62 (in sostituzione dello Scherzo n. 3 in do diesis minore Op. 39), la Fantasia in fa minore Op. 49, le Quattro Mazurche Op. 30 e l’Andante spianato e Grande Polonaise brillante Op. 22. L’ascoltatore viene catturato e incantato dalle nitide agilità della pianista, che si esprime con una precisione tecnica fenomenale. Quel che non convince, nonostante le nuances dinamiche ben calibrate, è l’artificiosità del rubato, aspetto cruciale e non trascurabile dell’interpretazione, necessario a garantire l’autenticità della musica di Chopin. Richiamata dagli applausi, Avdeeva ha regalato al pubblico una sobria esecuzione della Mazurca Op. 33 n. 4.























