di Luca Chierici
Ospite più volte della Società dei Concerti di Milano, al Quartetto adorno questa volta si è aggiunta anche la viola Miguel Da Silva per presentare tre tra i più bei Quintetti di Mozart, capolavori dove la vena melodica si fonde con un trattamento contrappuntistico delle parti che rivela l’approfondito studio dell’autore effettuato partendo dalle grandi opere allora conosciute di Bach e Haendel.
Si tratta di lavori che appartengono all’ultima fase creativa mozartiana e che racchiudono tra le cose più belle mai scritte per un simile organico. Il Quintetto in do minore K 406 è in realtà una trascrizione della Serenata per ottetto di fiati K 388, del 1782, che riesce a trasformare per gli archi un originale pensato per un organico diverso ed è leqato all’adesione di Mozart alla Massoneria.
I Quintetti K 614 e 593 rientrano nel gioco della musica pura, dalla quale affiorano i grandi raggiungimenti mozartiani nel campo della musica da camera. Gli esecutori hanno saputo elevare a livelli assoluti queste musiche meravigliose tenendo alta l‘attenzione del pubblico, che purtroppo ascolta assai raramente questi capolavori. Il Trio dal Minuetto del K 593 ha concluso come bis il concerto che rimarrà tra gli appuntamenti indimenticabili del programma della Società dei Concerti.






















