di Luca Chierici
Una scoperta davvero sensazionale è stata quella di un recital organizzato dalle Serate Musicali nel nome del pianista giapponese Masaya Kamei, 25 anni, vincitore dell’ambito primo premio al Concorso Internazionale Long-Thibaud.
Stranamente non ancora approdato sui palcoscenici milanesi, Kamei ha organizzato un programma piuttosto insolito accostando pagine note per la loro difficoltà e rese con una bravura da manuale assecondata da uno straordinario “insight” che raramente si ha l’occasione di percepire. Kamei ha iniziato la serata con il bellissimo Widmung di Schumann egregiamente trascritto per pianoforte da Liszt. È una pagina che viene spesso suonata come bis da Martha Argerich e che lega perfettamente il romanticismo dell’originale schumanniano con l’abile trasformazione voluta da Liszt.
Ma il bello del recital di Kamei doveva ancora arrivare con una strabiliante lettura del Carnaval di Schumann, perfetta nei suoi lati più virtuosistici così come commovente nelle parti dove la poesia dell’autore raggiunge vette sublimi. Ancora più alto era il virtuosismo affrontato da Kamei in Gaspard de la nuit di Ravel, con una esecuzione che ricordava gli esempi indimenticabili di Michelangeli e di altri sommi interpreti che hanno avuto in repertorio questo capolavoro assoluto del novecento storico.
Un brevissimo intermezzo del compositore giapponese Toshio Hosokawa ha introdotto senza soluzione di continuità le Réminiscences de Norma di Liszt, dove l’autore riesce a fondere in pochi minuti tutto il fascino dell’opera belliniana e a inventare giochi tastieristici nuovi e veramente azzardati. Anche in questo caso Kamei ha dimostrato di possedere tutti gli estremi di questa favolosa fantasia che ha portato al massimo la risposta entusiastica del pubblico, premiata con una Campanella lisztiana come bis. C’è solo da augurarsi che vi siano nell’immediato futuro altre occasioni di ascoltare questo grande solista attraverso programmi sempre più preziosi.























