«Don Giovanni» all’Arena di Verona


Una rappresentazione dai forti contrasti: super classica la regìa di Zeffirelli, meno ancorata a certa tradizione esecutiva la direzione musicale di Stefano Montanari. Nel cast vocale spiccano Carlos Álvarez e Alex Esposito | Clip video


di Cesare Galla foto Ennevì


FRA I MOLTI EXPLOIT DELLA SUA LUNGA della sua lunga e gloriosa carriera, Franco Zeffirelli detiene un record assoluto in Arena, dove peraltro è approdato relativamente tardi, nel 1995, quand’era già oltre i settant’anni. È infatti l’unico regista ad avere inscenato nell’anfiteatro romano di Verona, in cento e più anni di rappresentazioni liriche, un’opera di Mozart. Che poi quest’opera sia Don Giovanni è un’altra stranezza statistica, visto che in due secoli le rappresentazioni in qualsiasi teatro della città scaligera di questo capolavoro, a differenza di altri titoli più gettonati, si contano sulle dita di una mano. Per dire, la prima assoluta al Filarmonico è datata 1999.


Tradizionale senza aggettivi: bastano Mozart e Da Ponte, sembra ribadire Zeffirelli nel mettere a punto il racconto e le immagini


In realtà, quella di firmare Don Giovanni in Arena era un’idea che Zeffirelli aveva concepito già poco dopo aver debuttato nel «più grande teatro all’aperto del mondo». Ci sono voluti molti anni, ma alla fine ci è riuscito. Correva l’anno 2012, il regista fiorentino era ormai alla soglia dei novant’anni. C’era stata molta emozione, sulle gradinate, quando alla fine della prima si era presentato a proscenio su una sedia a rotelle, riuscendo però ad alzarsi in piedi per salutare il pubblico festante. Sei repliche e tre anni dopo, è di nuovo tempo di Don Giovanni in Arena. Dopo avere sperimentato soluzioni scenografiche diverse (da Carmen ad Aida, dal Trovatore alla Butterfly), qui Zeffirelli torna a una linea rappresentativa super classica, rinunciando ai complessi macchinismi di quasi tutti gli altri allestimenti.



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L'autore: Cesare Galla

Scrive di musica dall'età di 20 anni, quando ancora seguiva gli studi musicologici nelle università di Bologna e Venezia, dopo il liceo classico. A 25 è diventato giornalista professionista e ha lavorato al Giornale di Vicenza come redattore, caposervizio e vice caporedattore fino al dicembre del 2014.Si è occupato di cronaca nera e bianca, di politica, di web e mondo digitale e soprattutto di spettacoli e cultura, guidando fino al 2012 le pagine ad essi dedicate. Contemporaneamente, ha sempre svolto la critica musicale, dal 1996 anche sul quotidiano veronese L’Arena. Negli ultimi 40 anni ha recensito migliaia di concerti e centinaia di rappresentazioni operistiche e ha pubblicato alcuni libri (sulle Sinfonie di Beethoven, sulla storia della Società del Quartetto di Vicenza, sul festival Settimane Musicali al teatro Olimpico, sulle rappresentazioni verdiane nel Veneto, raccontate attraverso cinque lustri di recensioni). Oggi collabora da "cronista di musica" e osservatore del mondo della cultura con Il Corriere Musicale e con la testata veneta di informazione online Vvox. Il suo sito personale d'informazione, musicale ma non solo, è www.cesaregalla.it.

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