di Luca Chierici
Una magnifica esecuzione della Settima sinfonia di Mahler ha inaugurato la stagione 2025 della Filarmonica della Scala sotto la guida di Riccardo Chailly che aveva da anni in repertorio questo complesso capitolo dell’ invenzione del compositore austriaco.
Chailly ha in mano da anni l’integrale delle sinfonie mahleriane e ricordiamo le sue letture della Settima fin dai tempi della Orchestra dell’ Auditorium milanese e ancora con la Filarmonica della Scala. Se possibile il direttore milanese ha aggiunto nuova linfa a questa gigantesca partitura da lui rivisitata anche ad Amsterdam e a Lucerna in anni più recenti.
La Settima è una sinfonia molto particolare tra le nove-dieci mahleriane per la sua struttura anomala con due musiche notturne centrali che si incastrano tra un primo movimento enigmatico e un finale quasi fin troppo ottimistico, con uno scherzo al centro. È necessario avere a disposizione una Orchestra pronta a tutto per superare le richieste strumentali della lunga partitura e la Filarmonica ha in tal senso soddisfatto il gesto di Chailly nei minimi dettagli attirando l’attenzione del pubblico lungo tutto il difficile percorso.
Visibilmente commosso per la riuscita della serata, il direttore ha più volte ringraziato l’Orchestra tutta e additato al pubblico le prime parti ancora di più coinvolte nella decifrazione della grande sinfonia.























