di Luca Chierici
Un programma a cavallo tra tonalità e dodecafonia è quello che è stato scelto da Riccardo Chailly per il suo triplice appuntamento con la Filarmonica della Scala, serata di grande spicco che ha davvero appassionato il numeroso pubblico presente in sala.
Si è ascoltato in apertura l’elaborazione compiuta da Anton Webern della Fuga a sei voci tratta dall’Offerta Musicale, un capolavoro che aggiunge sostanza timbrica all’originale e rende contemporaneo un testo che era stato composto quasi duecento anni prima. I Fünf Rückert Lieder di Mahler nella versione per baritono (Christopher Maltman ha sostituito il soprano Christiane Karg, precedentemente prevista) hanno concluso la prima parte della serata aggiungendo emozione e commozione al percorso scelto da Chailly e strappando al pubblico applausi insistenti tra un Lied e l’altro.
Ma forse il punto più alto della serata è sopraggiunto con l’esecuzione delle Variazioni per orchestra op. 31 di Schönberg, capolavoro la cui prima esecuzione risaliva al 1928 per mano di Wilhelm Furtwängler, e manifesto della musica seriale che fu accolto non senza grandi perplessità. Con la citazione del tema B.A.C.H. le variazioni si dipanano con una complessità formale che però non si traduce all’ascolto in un vero e proprio tour de force didascalico. Chailly ne ha dato una lettura davvero emozionante che ha infiammato la sala prima dell’esecuzione dell’ultimo pezzo in programma, A Survivor from Warsaw sempre di Schönberg dove il baritono nelle vesti di narratore declama un testo di straordinaria drammaticità che precede l’intervento del Coro, qui preparato egregiamente da Alberto Malazzi. Una ulteriore intensa approvazione da parte del pubblico ha concluso questa serata davvero speciale che rimarrà sicuramente tra gli appuntamenti più gloriosi della stagione.























