di Monika Prusak
Il concerto, interamente dedicato alla musica contemporanea polacca per quartetto d’archi, si apre con i nostalgici Tre pezzi in stile antico (1963) di Krzysztof Penderecki, tre brani brevi composti per film, piccoli e preziosi giochi baroccheggianti.
Il Quartetto Dafô ne coglie l’essenza miniaturizzata: la scrittura prettamente tonale e la breve durata danno l’occasione per un’esecuzione brillante e spiritosa. Le miniature preparano per una composizione di ben altra portata, l’intenso e suggestivo Quartetto per archi n. 3 Blätter eines nicht geschriebenen Tagesbuches [Pagine da un diario mai scritto, 2008] in cui Penderecki racchiude una riflessione sulla propria vita. L’esecuzione del Dafô emana una luce acuta e sapiente. Il suono è robusto, mentre la musica trascina in un viaggio inquieto e introspettivo nel passato.
Non regge il confronto con le opere precedenti Reflection n. 1 (2003) di Marcel Chyrzyński, nonostante una buona interpretazione da parte dell’ensemble. La composizione, caratterizzata da un andamento pacato, alterna i suoni ai silenzi in uno scambio poco coinvolgente, riscattato parzialmente dal Quartetto per archi n. 1 op. 62 Już się zmierzcha [È già il crepuscolo, 1988] di Henryk Mikołaj Górecki, ispirato a un canto rinascimentale polacco. L’intricata armonia della composizione di Górecki travolge con la sua cupezza nel succedersi dei momenti lenti e più aggressivi. L’articolazione degli strumenti segue il carattere denso della scrittura raggiungendo una notevole profondità in termini di timbro ed espressività.
Il concerto, organizzato in collaborazione con l’Istituto polacco di Roma, si conclude con una magistrale esecuzione del Quartetto per archi n. 2 (1968) di Penderecki, composizione complessa ed esigente che risale agli anni dedicati alla sperimentazione sonora. Graffi, salti e fischi rendono il quartetto un capolavoro del sonorismo. L’interpretazione del Quartetto Dafô è molto partecipata: le musiciste collaborano su ogni dettaglio rendendo la mimica facciale, il movimento del corpo e l’articolazione un teatro perfetto di gesti, suoni e rumori.























