di Luca Chierici
È tornato fra noi a Milano un pianista eccezionale, già ascoltato più volte non tanti anni fa per le Serate Musicali. Ora Lucas Debargue è sotto le cure della Società dei Concerti, che lo ha ospitato con un programma ricco di pagine famose e anche ricco di difficoltà che come al solito sono state superate dal pianista con grande maestria. La prima parte si svolgeva nel nome di Liszt con la complessa seconda Ballata seguita da due caposaldi delle Années de pelérinage, Les jeux d’eau à la Villa d’Este e la grandiosa Fantasia quasi sonata Aprés un lecture du Dante. In tutti i casi Debargue ha narrato al pianoforte quelli che sono i meravigliosi temi che fanno da cerniera alla costruzione di queste pagine di invenzione magnifica. Alla parte lisztiana del programma si è aggiunto un intermezzo raveliano con la Sonatine e Jeux d’eau per poi assistere a una bella esecuzione della terza Sonata di Skriabin, quella che inaugura l’avventura più radicale del pianismo dell’autore, con l’accentuazione dei conflitti sonori, l’estremizzazione di una scrittura languida, malata, piena di scatti improvvisi, quasi violenti bagliori luminosi.
Debargue ha dominato un materiale sonoro di incandescente portata espressiva che inizialmente era stato accompagnato con un programma illustrativo dallo stesso musicista, ma che può essere inteso anche solamente seguendo lo sviluppo dei quattro movimenti. Al successo notevolissimo decretato dal pubblico Debargue ha risposto con una introversa Sonata di Domenico Scarlatti e con una sua improvvisazione che è sempre molto ben recepita dall’uditorio.























